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Cronaca | 09 aprile 2026, 15:55

Nuova aggressione ad un dipendente di Sea-S a Savona, la Cgil attacca: "La rabbia dei cittadini non deve essere indirizzata verso chi lavora in strada"

Un lavoratore è stato costretto a ricorrere alle cure del pronto soccorso. Lo scorso marzo un operatore era stato colpito dal lancio di uova

Nuova aggressione ad un dipendente di Sea-S a Savona, la Cgil attacca: "La rabbia dei cittadini non deve essere indirizzata verso chi lavora in strada"

"La CGIL e la FP CGIL Savona esprimono la più totale e sentita solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori di SEA-S che, nell'ultimo periodo, sono stati vittima di inaccettabili episodi di aggressione mentre svolgevano il proprio servizio di raccolta rifiuti nelle strade di Savona".

A lanciare l'allarme per un'ulteriore aggressione avvenuta ieri  in via Nizza da parte di un lavoratore della società municipalizzata savonese è la Camera del Lavoro savonese. Tra il 15 e il 16 marzo un'operatore era già stato colpito dal lancio di uova durante la raccolta dei rifiuti. Si era verificato in una pertinenza nel quartiere di Lavagnola e non si sarebbe trattato di un episodio isolato. In passato altri operatori di Sea-S, impegnati nello stesso servizio nella medesima area, erano già stati oggetto di insulti, presumibilmente da parte della stessa persona che aveva lanciato le uova. Nonostante gli episodi, i dipendenti avevano continuato a svolgere il loro lavoro in quella zona, seppur con una certa preoccupazione.

"La gravità di questi eventi ha superato ogni limite: un lavoratore è stato costretto a ricorrere alle cure del Pronto Soccorso a causa dell'aggressione subita. È necessario fare chiarezza una volta per tutte: chi lavora e opera sul territorio non ha alcuna responsabilità gestionale o decisionale sull'organizzazione del servizio "porta a porta" o sulle criticità che la cittadinanza vive quotidianamente - continuano la FP Cgil e la Cgil Savona - I lavoratori non possono essere il bersaglio della frustrazione. Chi raccoglie i rifiuti in strada sta semplicemente eseguendo direttive aziendali. Non decide gli orari, non decide le modalità di raccolta, né ha il potere di intervenire sulle carenze strutturali del servizio. I lavoratori sono, al contrario, le prime vittime di un sistema che non funziona come dovrebbe: si ritrovano a operare in condizioni di croniche carenze di organico, una situazione che questa sigla sindacale denuncia da anni restando, purtroppo, inascoltata dai vertici".

"Come FP CGIL sottolineiamo con forza alcuni punti fondamentali: Carenze di organico e carichi di lavoro: La carenza di personale è un dato di fatto che denunciamo ciclicamente. Meno personale significa servizi più lenti e lavoratori più stanchi, esposti a rischi maggiori e a turni massacranti - puntualizzano dal sindacato -  Vittime dell’inefficienza aziendale: I lavoratori sono da troppo tempo vittime di scelte manageriali discutibili e di una disorganizzazione che ricade interamente sulle loro spalle. Sono lo "scudo umano" di un’azienda che non riesce a dare risposte concrete alla città; Un lavoro al servizio della comunità: Operare nella nettezza urbana è un servizio pubblico essenziale. Aggredire chi pulisce la città è un atto che non risolve il problema dei rifiuti, ma aggrava il clima di tensione sociale e mette a rischio l'incolumità fisica di padri e madri di famiglia".

"Comprendiamo l'esasperazione dei cittadini di Savona. È evidente che il servizio presenti lacune che incidono sulla qualità della vita di tutti. Tuttavia, quella rabbia e quella frustrazione devono essere indirizzate verso chi ha la responsabilità del comando: i vertici aziendali e i decisori politici, non verso chi, con dignità, cerca di fare il proprio dovere nonostante la scarsità di mezzi e personale - concludono dalla Camera del lavoro savonese - Non tollereremo ulteriori episodi di violenza. Invitiamo l'azienda SEA-S a prendere provvedimenti immediati per garantire la sicurezza del proprio personale e a dare finalmente ascolto alle storiche rivendicazioni della CGIL per un piano di assunzioni serio e un'organizzazione del lavoro rispettosa di chi lavora e di chi riceve il servizio".

Luciano Parodi

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