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Economia | 15 aprile 2026, 18:05

Savona cresce tra industria e porto, ma restano alcune criticità su giovani e territorio. A “Liguria 2030” il punto sull’economia provinciale

Il Report Ambrosetti parla di un Savonese che cresce grazie a “Blue Economy” e turismo, ma che ha bisogno di interventi contro il dissesto idrogeologico e per le infrastrutture

Risorse umane, industria, energia, dissesto idrogeologico, infrastrutture e connettività digitale: sono questi i principali temi al centro del tavolo di confronto territoriale dedicato alla provincia di Savona, ospitato a Palazzo Sisto nell’ambito della decima edizione del Think Tank “Liguria 2030” promosso da The European House Ambrosetti.

A tracciare il quadro è stato Lorenzo Tavazzi, senior partner e responsabile Area Scenari e Intelligence di TEHA Group, che ha evidenziato come l’economia savonese abbia registrato nell’ultimo decennio una crescita significativa, con un aumento del PIL del 27,5% e della produttività del lavoro del 28,4%. Positivo anche l’andamento del mercato del lavoro nell’ultimo anno (+2,7%), con un incremento della componente femminile (+2,6%). Restano tuttavia alcune criticità, tra cui l’aumento dei NEET, pari al 15,2%, e della disoccupazione giovanile, che raggiunge il 27,8%.

In crescita anche l’export, che rafforza il proprio peso a livello regionale (+2,6 punti percentuali negli ultimi cinque anni), trainato in particolare dai settori della chimica, dei mezzi di trasporto e dei prodotti petroliferi, che rappresentano circa il 70% delle esportazioni manifatturiere. Sul fronte energetico, la provincia si distingue per il consumo industriale, che raggiunge il 37,9% del totale regionale. In forte espansione anche i traffici del porto di Savona-Vado Ligure, con un incremento del 58,4% dei TEU movimentati nel 2025, così come il peso della Blue Economy, che incide per il 12,3% delle imprese, il 15,1% degli occupati e il 10,5% del valore aggiunto. Segnali positivi arrivano anche dal turismo, con una crescita della componente internazionale sia negli arrivi (+3,8%) sia nelle presenze (+4,4%) nell’ultimo decennio.

“La fotografia che ne esce fuori è senz'altro positiva – commenta l’assessore regionale allo Sviluppo economico Alessio Piana –. Il 64% degli indicatori analizzati migliora o resta stabile. A dimostrazione di come il tessuto economico savonese abbia mantenuto una certa solidità e un ruolo strategico in settori chiave regionale come l’industria e la blue economy. Come Regione Liguria continueremo ad accompagnare la competitività delle imprese con strumenti mirati, complementari alle opportunità in arrivo con la Zona Logistica Semplificata che coinvolgeranno presto anche le aree demaniali dei porti di Savona, Vado Ligure e Bergeggi, oltre le aree ex Funivie”.

Accanto agli elementi di crescita, emerge però la necessità di consolidare il percorso di sviluppo. “La provincia di Savona ha dimostrato di saper fare sistema, trasformando la crisi complessa in un’opportunità di sviluppo, dalla costa all'entroterra – aggiunge l’assessore regionale all’Energia Paolo Ripamonti –. Oggi, grazie ai risultati raggiunti e al rafforzamento del dialogo tra porto di Savona-Vado e retroporto, forse non è più del tutto attuale parlare di crisi, ma piuttosto di un territorio che sta programmando il suo futuro industriale. Dobbiamo consolidare questo percorso continuando a fare rete e attirando investimenti. È fondamentale anticipare le sfide della transizione energetica, anche alla luce dei dati aggiornati a ottobre 2025 che mostrano come la Liguria abbia raggiunto quasi il 90% del target dello stesso anno: un risultato che dimostra come non si possa parlare di transizione senza ascolto e coinvolgimento del territorio. Un altro obiettivo è chiudere il ciclo delle acque con una gestione pubblica unica, capace di garantire investimenti e ridurre le perdite, valorizzando il ruolo del pubblico ma anche il contributo del partenariato pubblico-privato, fondamentale per rafforzare l’efficacia e la sostenibilità degli interventi”.

“Siamo in un territorio che ha saputo reagire alle crisi e, come Regione, abbiamo accompagnato questo percorso con investimenti significativi e programmati – conclude l’assessore regionale al Bilancio Claudia Morich –. Ma oggi la sfida delle istituzioni non è più quante risorse abbiamo, ma quanto siamo capaci di utilizzarle bene, ottimizzandole, e facendolo in tempi rapidi. La crescita deve essere equilibrata senza divari tra sviluppo economico e qualità del lavoro, soprattutto per i giovani. Per questo Regione intende rafforzare il legame tra industria e formazione, infrastrutture e portualità, accompagnando la transizione energetica e l’innovazione. Il ruolo del pubblico è quindi decisivo per i territori: dobbiamo essere in grado di trasformare risorse e dati in decisioni efficaci e interventi con ricadute effettive per la comunità”.

L’analisi ha inoltre posto l’attenzione sul tema del dissesto idrogeologico: il 3,9% del territorio provinciale è esposto al rischio frane, secondo i dati ISPRA, con impatti su edifici (7,3%), beni culturali (5,3%), famiglie (3,9%) e unità locali di imprese (1,9%). Tra i fattori ritenuti decisivi per la competitività futura figurano poi gli interventi infrastrutturali: dal potenziamento della rete stradale, con opere come la Carcare-Predosa e il nuovo tracciato Savona-Altare-A6, al rafforzamento ferroviario (Savona-Torino e Savona-Alessandria, oltre al completamento del raddoppio della Genova-Ventimiglia), fino agli investimenti portuali, come la nuova diga foranea di Vado Ligure e il cold ironing. Sul fronte dell’ultimo miglio, sono previsti la nuova stazione ferroviaria marittima di Savona e l’ampliamento del terminal intermodale di Vado Ligure. Resta invece inferiore alla media regionale la copertura della rete fissa ultraveloce, che raggiunge il 53,8% delle famiglie.

All’incontro, che ha visto la partecipazione degli stakeholder territoriali, sono intervenuti anche il sindaco di Savona Marco Russo e il presidente della Provincia Pierangelo Olivieri.

Redazione

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