/ Cronaca

Cronaca | 28 aprile 2026, 14:00

Mafie e droga, Orlando (Pd): "Liguria snodo strategico delle organizzazioni criminali, servono più controlli su appalti, porti e fondi pubblici"

Vado centro per l'importazione di cocaina, sequestati nel 2023 968 kg di droga e nel 2024 116 kg. La Prefettura di Savona nel triennio 2023- 2025 ha emanato 1 informazione antimafia interdittiva

Mafie e droga, Orlando (Pd): "Liguria snodo strategico delle organizzazioni criminali, servono più controlli su appalti, porti e fondi pubblici"

“La Liguria è uno snodo strategico per la criminalità organizzata, per la sua posizione, per il sistema portuale e per la mole di investimenti pubblici in corso, dal PNRR alle grandi opere. Le mafie sono presenti, radicate e sempre più capaci di mimetizzarsi dentro l’economia legale. Grazie allo straordinario lavoro della DDA, della magistratura, delle forze dell’ordine, delle prefetture e del vasto mondo della promozione della legalità, che hanno animato l’opinione pubblica, si è aperta una nuova fase di consapevolezza del fenomeno mafioso in Liguria”.

A dirlo è Andrea Orlando, ex ministro della Giustizia, oggi consigliere regionale del Partito Democratico e presidente della Commissione Antimafia dopo la Relazione annuale della Commissione Antimafia del consiglio regionale. 

“Dalle audizioni svolte emerge un dato preciso: la ‘ndrangheta resta l’organizzazione più strutturata e radicata sul territorio, ma evolve verso una forma ‘silente’, meno visibile e più pervasiva, capace di infiltrarsi nei settori economici, nei servizi, nella logistica e nelle imprese in difficoltà. È qui che si gioca oggi la partita più delicata, non solo sulla repressione ma sulla capacità di prevenzione. La Liguria, con i porti di Genova, Spezia e Savona (e Vado Ligure.ndr), è anche uno dei principali punti di ingresso del traffico internazionale di stupefacenti, con tecniche sempre più sofisticate e una crescente collaborazione tra mafie italiane e criminalità straniera. Parliamo di un sistema strutturato che utilizza la nostra rete logistica per alimentare mercati illegali su scala europea. Accanto a questo, cresce il rischio legato all’utilizzo distorto delle risorse pubbliche: dalle frodi ai fondi PNRR alla turbativa d’asta, fino alla corruzione e al voto di scambio. Non sempre si tratta di reati eclatanti, ma sono i cosiddetti ‘reati spia’ che segnalano una presenza mafiosa capace di condizionare l’economia e, in alcuni casi, anche i processi decisionali pubblici”, osserva.

Tra i sequestri più rilevanti di droga documentati nel periodo 2022-2024 nel savonese si registrano a Vado Ligure i sequestri di 968 kg (17 gennaio 2023) e 116 kg  (marzo 2024).

Come specificato da Orlando nella sua relazione nella provincia di Savona, "l’egemonia criminale è esercitata prevalentemente da famiglie di origine calabrese, in particolare dell’area reggina, attive anche in reati di turbativa d’asta e intimidazione. Tale egemonia risulta tuttavia, allo stato, oggetto di una progressiva messa in discussione da parte della criminalità organizzata albanese, che si sta attestando su rapporti di natura più paritaria e specializzandosi nei servizi logistici di recupero e stoccaggio delle sostanze stupefacenti. In questo contesto, il porto di Vado Ligure assume un ruolo di particolare rilievo quale centro nevralgico per l’importazione diretta di cocaina, anche attraverso container refrigerati destinati al trasporto di prodotti ortofrutticoli".

“Per questo servono scelte chiare: rafforzare i controlli sugli appalti, anche privati, aumentare la trasparenza nei rapporti tra pubblico e privato, investire sulle banche dati e sugli strumenti di prevenzione come le interdittive e i protocolli di legalità. Ma serve anche un salto di qualità sul piano politico e amministrativo, per chiudere le zone grigie in cui le mafie prosperano. Un capitolo fondamentale è quello dei beni confiscati: la Liguria conta centinaia di immobili e aziende sottratti alla criminalità, ma senza continuità nei finanziamenti e supporto ai Comuni rischiamo di perdere un’occasione decisiva di restituzione alla collettività. Il fatto che nel 2025 non sia stato pubblicato il bando regionale è un segnale negativo che va corretto immediatamente. Serve un Piano strategico regionale sui beni confiscati. Riattivare il tavolo della legalità con vere forme di co-progettazione con il Terzo settore”.

"Dopo l’ultima inchiesta, che ha coinvolto, tra gli altri, l’ex presidente della Regione Giovanni Toti, si è aperta una falla anche sul rischio di condizionamenti elettorali e forme sofisticate di pressione sulle istituzioni. Non possiamo permetterci ambiguità. Serve rafforzare i presidi, aggiornare gli strumenti normativi e garantire che la Regione sia sempre parte attiva nei procedimenti contro le mafie. Il lavoro della Commissione proseguirà con un monitoraggio costante e con nuove proposte normative. La sfida non è solo contrastare le mafie, ma impedire che diventino parte invisibile del nostro sistema economico e istituzionale” conclude Orlando.

Come precisato nella relazione sono tre gli strumenti di prevenzione a disposizione delle Prefetture e del Gruppo Interforze Antimafia: l’informazione antimafia interdittiva, l’accesso nei cantieri e i protocolli di legalità. A questi si affiancano le white list, cioè gli elenchi prefettizi la cui iscrizione è obbligatoria per tutte le società che intendano acquisire appalti pubblici relativi alle attività economiche maggiormente a rischio di infiltrazione mafiosa. E l’efficacia degli strumenti è supportata dalle informazioni delle Banche Dati Nazionali Antimafia. La Prefettura di Savona nel triennio 2023- 2025 ha emanato 1 informazione antimafia interdittiva con 10 accessi ai cantieri.

Luciano Parodi

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO AD APRILE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Aprile 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium