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Finalese | 10 giugno 2026, 14:45

“Dalla pietra al digitale”, il nuovo percorso espositivo per l’accessibilità universale al Museo Archeologico del Finale

E' stato finanziato dal Ministero della Cultura su fondi Pnrr

Dopo un triennio di intensa attività, si sono conclusi nei tempi programmati gli interventi di miglioramento dell’accessibilità e della fruizione degli spazi museali previsti nell’ambito del progetto “Dalla Pietra al Digitale. Accessibilità universale al Museo Archeologico del Finale – MAF”, finanziato dal Ministero della Cultura su fondi PNRR. Il museo finalese si presenta oggi al pubblico in una nuova veste, che abbatte le barriere fisiche, sensoriali e cognitive, trasformandolo in un luogo vivo di inclusione, anche grazie all’introduzione di aggiornati strumenti di comunicazione museale e di innovative tecnologie digitali. 

L’opera è stata interamente finanziata con un investimento complessivo di 500mila euro dall’Unione Europea – NextGenerationEU e dal Ministero della Cultura, tramite la Direzione Generale Musei, nell'ambito dei finanziamenti PNRR Missione 1 “Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura” - Componente 3 “Cultura 4.0” - Investimento 1.2 “Rimozione delle barriere fisiche e cognitive in musei, biblioteche e archivi per consentire un più ampio accesso e partecipazione alla cultura”. I lavori sono stati coordinati dalla sezione finalese dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri (ente gestore e attuatore), con il supporto del Comune di Finale Ligure (ente proprietario) e della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della Liguria. 

La progettazione grafica, digitale e multimediale è stata curata dalla società ETT spa, azienda genovese leader in campo nazionale nella comunicazione museale, mentre gli allestimenti sono stati realizzati dalla ditta Arretek srl di Caserta. Le novità del percorso: immersività e fruizione in autonomia Il visitatore viene accolto al momento del suo ingresso in museo da un nuovo e funzionale atrio affacciato sui chiostri del polo culturale di Santa Caterina in Finalborgo e, salendo al piano superiore, da una rinnovata biglietteria interamente riprogettati dal gruppo di professionisti composto dagli architetti Giulia Ciamberlano, Roberto Grossi e Luca Rascaroli.

 Il cuore dell'intervento, progettato dalla società ETT spa, esperta in digitalizzazione museale, si articolata sul riallestimento di alcune aree fondamentali del percorso museale:  Il rinnovamento della sala del Territorio che ha visto l’eliminazione di un percorso di fruizione circolare obbligato in favore di un itinerario libero, incentrato sulle tematiche dell’archeologia, della nascita del museo e della storia geologica del Finalese; La nuova sala immersiva sul paesaggio culturale finalese che ha consentito la digitalizzazione di siti di interesse archeologico, storico, artistico, architettonico, paesaggistico e ambientale. Attraverso una proiezione su un modello tridimensionale del territorio e un approfondimento fotografico a parete, si percepisce la ricchezza e la densità di distribuzione dei siti nel territorio finalese; La realizzazione di 4 Virtual Tour di siti locali fragili o fisicamente inaccessibili. Tra questi spiccano la Grotta della Pollera e la Pieve del Finale, creando un ponte digitale indissolubile tra il Museo e il paesaggio culturale circostante; La nuova area sull’evoluzione umana offre la possibilità di approfondire in maniera aggiornata, scientificamente corretta ma semplificata, la complessa tematica dell’evoluzione dell’Uomo. Un allestimento più orientato verso il digitale, mediante la fruizione di contenuti video, consente un rapido aggiornamento in linea con le progressive scoperte. Una sezione dedicata alle “Grandi Domande” per stimolare il pensiero critico, la curiosità e il confronto, uno spazio interattivo di riflessione su temi fondamentali della nostra esistenza;  La nuova sala dedicata al sito preistorico della Caverna delle Arene Candide e alla sepoltura del Giovane Principe, fondamentali riferimenti per la preistoria europea; Il riallestimento della vetrina dedicata alle paleopatologie, nella sala del Neolitico, ha consentito la valorizzazione di importanti resti scheletrici umani, ponendo l’accento sugli aspetti sociali di cura e supporto della comunità rivolti verso individui affetti da patologie invalidanti; Itinerario multisensoriale – smart, un percorso inclusivo composto da tredici postazioni tattili che riproducono i reperti più iconici del percorso museale. Grazie alla collaborazione con Larin group e Amuseapp srl, sono state sviluppate nuove soluzioni digitali per la fruizione del Museo e della Caverna delle Arene Candide; Nuovo sistema di audioguide disponibile in 5 lingue, fruibile tramite app e web app, di supporto alla visita e suddiviso in diversi percorsi tra cui quello standard, bambini, smart e accessibile comprensivo di video LIS, pensati per accompagnare ogni tipo di visitatore, con particolare attenzione alle persone con difficoltà cognitive, deficit dell’attenzione e con disabilità sensoriali; Nuovo sito web concepito secondo i più attuali standard di comunicazione museale da cui è possibile accedere ai nuovi strumenti di accessibilità tra cui comunicazione aumentativa alternativa, mappa sensoriale, guida sociale, check list e come arrivare. Tali supporti alla visita sono inoltre disponibili in formato cartaceo presso la biglietteria del Museo. 

Il personale museale è stato al centro di un percorso di formazione professionale, fornito grazie al sostegno della Fondazione Paideia e dello Studio di Ingegneria Ferrari & Pacini, incentrato sull’inclusività museale e finalizzato all’accoglienza e al supporto di tutti i visitatori. Un ringraziamento speciale va alla Comunità finalese e alle associazioni locali, il cui supporto e coinvolgimento attivo è stato fondamentale per la riuscita del progetto.

Comunicato Stampa

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