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Attualità | 10 giugno 2026, 09:00

Il viaggio delle Pioniere, un’installazione vivente al Parco del Promontorio di Varigotti

Tra arte contemporanea e botanica, una scultura che si trasforma con il paesaggio e invita a un’esperienza partecipata di cura, osservazione e rigenerazione del territorio ligure

Il viaggio delle Pioniere, un’installazione vivente al Parco del Promontorio di Varigotti

Il Promontorio di Varigotti torna a intrecciarsi con l’arte contemporanea grazie a un progetto che mette in discussione i confini tra paesaggio, installazione e partecipazione. Dal 20 giugno al 10 settembre ospiterà una delle tappe centrali de “Il Viaggio delle Pioniere”, opera itinerante ideata dall’artista Raffaella Brusaglino in collaborazione con Giardino Forbito ETS.

L’intervento si inserisce in un contesto fortemente identitario, dove il paesaggio ligure – con i suoi sentieri, la macchia mediterranea e le tracce di memoria storica – non fa da semplice sfondo, ma diventa materia viva dell’opera stessa.

Al centro del progetto c’è “La Pioniera”, una scultura che raffigura una figura femminile chinata verso il suolo, in un gesto quasi rituale di osservazione. Nel Parco del Promontorio l’opera sarà collocata accanto all’antica cisterna, in dialogo diretto con la vegetazione autoctona, integrata attraverso la messa a dimora di specie spontanee.

La scelta non è solo estetica, ma profondamente concettuale: la scultura non occupa lo spazio, lo attiva. Il terreno entra nell’opera e l’opera, a sua volta, si trasforma in processo.

Una seconda installazione gemella troverà posto sulla spiaggia dello stabilimento balneare La Giara, creando un dialogo simbolico tra la dimensione marina e quella del promontorio.

Il progetto prende il nome dalle cosiddette piante pioniere, specie vegetali capaci di colonizzare terreni difficili e avviare processi di rigenerazione ecologica. È da questa metafora biologica che l’opera costruisce la propria grammatica poetica.

Le “erbacce” – o meglio le piante spontanee – diventano così protagoniste: ciò che normalmente viene rimosso o ignorato viene qui riconosciuto come forza generativa. La scultura si trasforma in un supporto vivo, destinato a ospitare un micro-ecosistema in continua evoluzione lungo tutta l’estate.

L’effetto è quello di un’installazione mai del tutto compiuta, in cui il tempo non è contorno ma struttura portante.

Il 20 giugno l’opera entrerà nel parco attraverso una processione partecipata: una salita collettiva da Piazza Cappello da Prete, con partenza alle 17:30. Durante il percorso, i partecipanti porteranno con sé piantine di flora locale.

Il gesto finale della piantumazione diventa così il cuore dell’azione: non una semplice inaugurazione, ma la costruzione condivisa dell’opera.

Accanto all’artista Raffaella Brusaglino interverranno le guide del Parco Laura Vannucchi e Carlo Lovisolo, insieme ai rappresentanti del Museo Diffuso del Finale (MUDIF) e di diverse realtà associative locali.

Il progetto “Pioniera” si inserisce in un percorso più ampio sviluppato tra Piemonte e Liguria: installazioni diffuse, spesso ospitate in orti botanici, giardini storici o spazi urbani in trasformazione, dove arte e pratiche di cura si intrecciano fino a diventare inseparabili.

Non si tratta di una mostra tradizionale, ma di un sistema relazionale: ogni tappa è autonoma, ma connessa alle altre come un rizoma. Le opere si influenzano, si trasformano e, soprattutto, attivano comunità.

Nel Promontorio di Varigotti, l’opera invita a un gesto semplice e radicale: rallentare. La figura della Pioniera, immobile e rivolta al suolo, diventa un dispositivo di attenzione.

Guardare ciò che cresce ai propri piedi significa anche cambiare prospettiva sul paesaggio: non più uno scenario da attraversare, ma un organismo da cui si è attraversati.

In questa inversione di sguardo si concentra il nucleo più politico e poetico del progetto: l’idea che la cura non sia un’eccezione, ma una pratica quotidiana.

Accanto alle installazioni, il programma prevede passeggiate botaniche, incontri pubblici e momenti di approfondimento anche presso lo stabilimento La Giara, dove il tramonto diventa occasione di dialogo tra artisti, studiosi e comunità locale.

Figure provenienti da ambiti diversi – filosofia, linguistica, ecologia e divulgazione scientifica – contribuiscono a costruire un discorso condiviso attorno al tema del “pionierismo” contemporaneo.

Nel suo insieme, “Il Viaggio delle Pioniere” si configura come un esperimento di ecologia culturale: un modo per ripensare il rapporto tra umano e non umano, tra artificiale e naturale, a partire da un’idea semplice e radicale di coesistenza.

Redazione

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