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Attualità | 12 giugno 2026, 11:45

Il Sindacato Inquilini boccia il Piano Casa: "Numeri non credibili e risorse insufficienti"

"Troppo spazio ai fondi privati e poca edilizia pubblica. Rischio di lasciare fuori le famiglie più fragili"

Il Sindacato Inquilini boccia il Piano Casa: "Numeri non credibili e risorse insufficienti"

Il Sindacato Inquilini Casa e Territorio critica il Piano Casa presentato dal governo, denunciando l’assenza di un confronto preventivo e la distanza tra gli annunci e il contenuto reale del provvedimento.

Il programma prevede la realizzazione di 100 mila nuovi alloggi in dieci anni, il recupero di 60 mila case popolari sfitte, il sostegno all’acquisto della casa e l’istituzione di un fondo per la morosità incolpevole. Tuttavia, secondo il sindacato, le risorse stanziate non sarebbero sufficienti e gli obiettivi indicati non sarebbero coerenti con la domanda abitativa esistente.

"Le risorse non bastano e i numeri non tornano", è la principale accusa. "In particolare, il piano di recupero delle case popolari sfitte — stimate in circa 100 mila — sarebbe finanziato su cinque anni e consentirebbe di intervenire su meno di 30 mila alloggi, a fronte di una domanda di circa 650 mila famiglie in attesa di un’abitazione popolare". 

Critiche anche all’impostazione complessiva del provvedimento, giudicata troppo sbilanciata verso il mercato e i fondi privati. "Le nuove abitazioni verrebbero infatti realizzate attraverso fondi immobiliari, con il coinvolgimento di Cassa Depositi e Prestiti, e destinate alla vendita o all’affitto a canoni ridotti del 30% rispetto ai valori di mercato". Una soluzione che, secondo l’organizzazione, "resterebbe comunque fuori portata per molte famiglie con redditi bassi o instabili". 

Perplessità anche sulla vendita degli alloggi ERP a prezzo di mercato, considerata un’operazione che rischia di ridurre ulteriormente il patrimonio di edilizia pubblica. Criticato inoltre il fondo per la morosità incolpevole, che verrebbe alimentato anche attraverso risorse sottratte al sostegno all’affitto e ai canoni degli stessi inquilini delle case popolari.

Il sindacato contesta il ricorso ai commissari straordinari con poteri speciali, che — secondo l’organizzazione — "ridurrebbero il ruolo di Comuni e Regioni nella gestione degli interventi". 

"Ci aspettavamo un’altra direzione", conclude il Sindacato Inquilini Casa e Territorio. "Più edilizia pubblica, più sostegno agli affitti e una vera riforma del settore. Invece si rischia un Piano Casa che lascia troppo spazio al mercato e poco alle esigenze sociali". 

Redazione

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