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Attualità | 31 luglio 2026, 12:47

Caldo e siccità: Coldiretti Liguria chiede una ricognizione dei danni. "Verificare le condizioni per la richiesta di calamità naturale"

Pascoli ormai secchi, carenza d'acqua negli alpeggi e raccolti compromessi: l'organizzazione agricola sollecita una verifica dei danni per valutare la richiesta dello stato di calamità naturale alla Regione

Caldo e siccità: Coldiretti Liguria chiede una ricognizione dei danni. "Verificare le condizioni per la richiesta di calamità naturale"

Il perdurare delle alte temperature e la persistente assenza di precipitazioni stanno mettendo in seria difficoltà il comparto agricolo ligure, con una situazione particolarmente critica per la zootecnia delle aree interne e montane. Pascoli ormai completamente secchi, disponibilità di acqua sempre più ridotta negli alpeggi e costi in costante aumento per garantire l'alimentazione e il benessere degli animali stanno mettendo a dura prova le aziende, mentre gli effetti della siccità si fanno sentire anche su oliveti, frutteti e colture orticole.

Per questo Coldiretti Liguria chiede l'avvio di una ricognizione puntuale dei danni sul territorio, al fine di verificare se sussistano le condizioni per richiedere alla Regione Liguria il riconoscimento dello stato di calamità naturale.

Negli allevamenti di montagna la ricrescita dell'erba è ormai fortemente compromessa e molti pascoli non riescono più a garantire il fabbisogno alimentare degli animali. In numerose aziende l'acqua disponibile negli alpeggi si sta progressivamente riducendo, costringendo gli allevatori a spostare il bestiame alla ricerca di nuovi punti di abbeverata e ad acquistare foraggi con largo anticipo rispetto al normale andamento stagionale, con un inevitabile incremento dei costi aziendali. Le temperature eccezionalmente elevate stanno inoltre incidendo sul benessere degli animali, rendendo ancora più complessa la gestione quotidiana degli allevamenti.

Parallelamente, la siccità continua a colpire anche le produzioni agricole. Negli oliveti si registrano fenomeni di cascola e disseccamento dei frutti dovuti allo stress idrico, mentre ortaggi e frutteti risentono della mancanza di precipitazioni e delle temperature elevate, con ripercussioni sulla qualità delle produzioni e rese che, nelle situazioni più critiche, potrebbero ridursi fino al 30%.

"Le segnalazioni che stanno arrivando dalle imprese sono sempre più preoccupanti", dichiarano Gianluca Boeri, presidente di Coldiretti Liguria, e Bruno Rivarossa, delegato confederale. "Riteniamo necessario avviare quanto prima una verifica puntuale della situazione su tutto il territorio regionale per valutare l'entità dei danni e accertare se vi siano le condizioni per richiedere alla Regione Liguria il riconoscimento dello stato di calamità naturale. Le imprese stanno affrontando una stagione estremamente difficile e hanno bisogno di risposte rapide."

Coldiretti Liguria ribadisce inoltre come questa emergenza confermi la necessità di accelerare gli investimenti nelle infrastrutture idriche. La realizzazione di piccoli invasi e bacini di accumulo, insieme al miglioramento della rete di distribuzione dell'acqua e a una gestione sempre più efficiente della risorsa idrica, rappresentano interventi ormai non più rinviabili per consentire alle aziende agricole di affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici.

"In questa fase è fondamentale sostenere le imprese agricole, ma è altrettanto importante programmare il futuro", concludono Boeri e Rivarossa. "L'acqua è la principale infrastruttura di cui oggi ha bisogno l'agricoltura ligure. Solo con investimenti strutturali sarà possibile garantire continuità produttiva, tutelare il reddito delle aziende e preservare il presidio economico, sociale e ambientale che l'agricoltura assicura nelle aree interne della nostra regione."

Redazione

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