Mario Carrara, capogruppo di minoranza a Pietra Ligure, critica duramente il nuovo Piano urbano del demanio (PUD) approvato dal Consiglio comunale, contestando sia il metodo adottato dall'amministrazione sia le scelte contenute nel piano.
Secondo Carrara, la convocazione del Consiglio comunale alle 15 del 30 luglio avrebbe avuto l'effetto di far approvare il Piano praticamente "senza testimoni", impedendo la partecipazione di cittadini e operatori balneari. A suo giudizio, l'obiettivo era evitare che il pubblico assistesse alle contestazioni dell'opposizione e alle "non risposte" fornite da sindaco e giunta.
Carrara respinge inoltre l'immagine di un provvedimento condiviso, ricordando che il PUD è stato approvato esclusivamente dalla maggioranza. Alla base del voto contrario, spiega, vi è il fatto che "sì è persa un'occasione storica per mettere a posto, riorganizzare, 'riordinare' gli arenili di Pietra Ligure". A suo avviso, l'amministrazione ha preferito lasciare "cristallizzato" l'attuale assetto delle concessioni balneari invece di correggere situazioni considerate irrazionali.
Tra gli esempi citati figura la permanenza di una spiaggia libera di appena cinque metri lineari nel primo levante, che Carrara definisce non una vera spiaggia ma un "passaggio" tra due stabilimenti.
Analoga critica riguarda il tratto di dodici metri nei pressi dell'ex cantiere navale, composto da massi e pietrame ma comunque conteggiato tra le spiagge libere. L'ex consigliere riferisce di aver proposto all'assessore di accorpare quei dodici metri alla vicina spiaggia libera "delle barche", ricevendo però come risposta che la soluzione "non aveva senso". Una valutazione che Carrara respinge, sostenendo che la scelta abbia finito per favorire i concessionari privati rispetto all'interesse pubblico.
Le critiche si estendono anche alla riduzione della spiaggia libera davanti all'archivolto della basilica. Carrara sostiene che il Comune abbia accettato di diminuirne il fronte da 25 a 16,20 metri e si chiede se un atteggiamento di questo tipo possa essere definito "clientelismo", domandandosi inoltre se fosse davvero necessario concedere altri metri a uno stabilimento già tra i più estesi.
Secondo Carrara, il nuovo PUD avrebbe dovuto essere approvato prima delle gare per le concessioni demaniali e non successivamente. Così facendo, afferma, "invece di partire dalle fondamenta si è partiti dal tetto".
Nel merito del piano, Carrara sostiene inoltre che le spiagge "libere-libere" siano diminuite a vantaggio di quelle "attrezzate" e che il raggiungimento della quota minima del 40% sia stato possibile soprattutto grazie alla rinuncia della concessione di Santa Corona. Da qui anche la domanda provocatoria: "Non si fa più 'elioterapia'?" e il richiamo a "Quell'elioterapia" che aveva portato in passato all'apertura della struttura pietrese.
Infine, Carrara esprime forti perplessità sulla durata delle nuove concessioni, che potranno arrivare fino a vent'anni, ritenendo che questa scelta abbia ridotto la concorrenza nelle gare e possa aver favorito contenziosi. Chiude con una critica alle condizioni del mare, sostenendo che non sarebbe stato "mai così sporco come quest'anno", "alla faccia della 'bandiera blu'", e rilanciando i dubbi sull'efficacia del sistema di depurazione: "ma perché pagare nelle bollette oltre il 60% di depurazione dell'acqua consumata, se poi il risultato è quello visto e constatato durante i bagni in mare?".














