La ferita mai del tutto rimarginata dell’ex Acna di Cengio torna ad alimentare il dibattito politico in Val Bormida. A riportare al centro dell’attenzione una delle vicende ambientali più complesse e controverse del territorio ligure è stata l’iniziativa del sindaco di Carcare, Rodolfo Mirri. Nella sua veste di consigliere provinciale, Mirri ha presentato una richiesta formale di accesso agli atti per acquisire i rapporti di monitoraggio relativi alle aree "A2" e "A2bis" nel periodo compreso tra il 2019 e il 2025.
Un passaggio istituzionale legittimo che ha tuttavia scatenato l'immediata ed irritata reazione del primo cittadino di Cengio, Francesco Dotta, risentito per quella che considera una sortita tardiva e propedeutica solo a una ricerca di visibilità.
"La vicenda in esame si protrae da ormai un trentennio", ha premesso Dotta, sottolineando che, sebbene siano state realizzate importanti opere di messa in sicurezza, esistono tuttora criticità che lui stesso evidenzia da tempo "nella assoluta indifferenza da parte della proprietà e della politica, sia locale che a livelli superiori".
Il sindaco di Cengio ha rievocato anche le recenti discussioni sulla ventilata ipotesi di un termovalorizzatore nella valle, ricordando come la risposta corale di sindaci, comitati ambientali ed enti regionali sia stata quella di pretendere la bonifica definitiva dell'ex Acna prima di qualsiasi nuovo insediamento produttivo. Poi l'affondo diretto al collega di Carcare: "Ma a Mirri interessa veramente la sistemazione definitiva del sito ex Acna oppure ricerca, come in ogni occasione, una sua personale visibilità?".
Invitando Mirri a Cengio per un confronto dettagliato sui dati, Dotta ha liquidato le schermaglie politiche con una citazione manzoniana: "Le polemiche fini a se stesse non portano risultati utili, anzi sono deleterie, come ci è stato insegnato dall'atteggiamento dei capponi donati da Agnese a Renzo nei Promessi Sposi".
"Sono i cittadini a chiedermi di intervenire e, nel mio ruolo, ho il dovere di ascoltarli e chiedere risposte", replica Mirri. Sulla sicurezza, sulla salute e sull’ambiente non servono polemiche, ma fatti, controlli e trasparenza. Invece di accusare chi oggi solleva il problema di essersi mosso tardi, sarebbe più utile spiegare quali risultati sono stati raggiunti. Per questo pongo una domanda precisa: in questi otto anni cosa ha fatto concretamente l’amministrazione comunale di Cengio per affrontare la questione della bonifica dell’ex Acna?".
L’intervento al vetriolo di Dotta non è però passato inosservato e ha chiamato in causa la Segreteria provinciale del Partito Democratico e il Circolo Pd di Cengio, schieratisi compatti in difesa di Mirri.
"Le parole del sindaco di Cengio sono l'ennesimo tentativo di trasformare una questione seria in una polemica politica", attaccano i dem. "Gli attacchi personali non cancellano una domanda semplice che il Sindaco continua a evitare: cosa ha fatto concretamente l'Amministrazione comunale negli ultimi otto anni per seguire la bonifica dell'ex Acna e, in particolare, delle aree A2 e A2 bis?".
Secondo il Pd, la richiesta di trasparenza avanzata dal consigliere provinciale rappresenta l'esercizio di un preciso dovere verso i cittadini e verso un territorio che attende da decenni certezze sulla sicurezza ambientale e sulla tutela della salute pubblica. "Invece di rispondere nel merito, il sindaco Dotta preferisce colpire chi pone domande, dimostrando debolezza e non forza. Sulla bonifica non servono ironie fuori luogo: servono fatti, dati aggiornati e risposte chiare. Noi continueremo a pretendere trasparenza".














