Non si ferma il flusso di visitatori al Castello dei Clavesana, dove prosegue con ottimi riscontri "Figure di donna. Tesori d'arte dalla Fondazione Cavallini Sgarbi", la rassegna che ripercorre oltre quattro secoli di rappresentazione femminile nella storia dell'arte occidentale. È l'esposizione che lo scorso 10 agosto ha inaugurato la rinascita del Paraxo come polo museale, all'interno del progetto pilota di rigenerazione urbana, culturale e sociale "Ricordare il passato, per costruire il futuro", ideato dal Comune e finanziato dal Ministero della Cultura con le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Nei giorni scorsi, tra i visitatori, una presenza di rilievo: quella del gallerista milanese Enrico Cortona, considerato uno dei massimi specialisti internazionali di arte antica. Una visita che si è tradotta in un giudizio lusinghiero.
"L'esposizione è una bella ed interessante mostra anche se già dedicata a dei conoscitori e non ad un pubblico qualsiasi – ha dichiarato Cortona – I quadri sono tutti giusti e non si poteva immaginare diversamente, conoscendo Vittorio Sgarbi che la pittura antica la conosce molto bene. Troneggia nella mostra, in ogni maniera, la figura della donna". Poi l'auspicio, che suona anche come un augurio personale: "Spero che questa mostra sia un nuovo punto di partenza del percorso espositivo di Vittorio Sgarbi, a cui auguro ogni bene ed una serena nuova fase della sua vita".
Il percorso riunisce per la prima volta, secondo un preciso itinerario tematico, trentacinque opere tra dipinti e sculture provenienti dalla Collezione Cavallini Sgarbi, dichiarata di eccezionale interesse storico artistico e sottoposta a vincolo dal Ministero della Cultura con decreto della Commissione Regionale per il Patrimonio Culturale dell'Emilia-Romagna del 2019. Dal Cinquecento ai primi anni del Novecento, la mostra attraversa i molti volti attribuiti alla donna dall'immaginario artistico occidentale: sacro e profano, mito e realtà, idealizzazione e introspezione psicologica.
In esposizione figurano lavori di Guido Cagnacci, Artemisia Gentileschi, Ignazio Stern e Orsola Maddalena Caccia, affiancati da quelli di numerosi altri artisti che, in epoche e con sensibilità differenti, hanno interpretato il tema del femminile.
È lo stesso Vittorio Sgarbi a illustrare il filo conduttore del percorso: "Siano esse divinità, figure letterarie o del mito, sante, blasfeme o nobildonne, tutte queste donne hanno in comune l'intraprendenza e la sensualità, che ogni artista ha presentato a suo modo". Un catalogo di volti, precisa il curatore, che non va confuso con una collezione predatoria: sono piuttosto figure capaci di annunciare qualcos'altro, "qualcosa in cui possiamo riconoscere noi stessi".
L'esposizione è curata da Vittorio Sgarbi e Pietro Di Natale, storico e critico d'arte nonché direttore della Fondazione Ferrara Arte, con la supervisione di Elisabetta Sgarbi per la Fondazione Cavallini Sgarbi. L'iniziativa è realizzata in collaborazione con il Comune di Andora e la Fondazione Borgo Castello. Il catalogo, edito da La nave di Teseo, è dedicato alla memoria di Stefano Bighi, componente del consiglio di amministrazione della Fondazione, e ai genitori di Vittorio ed Elisabetta Sgarbi, Rina Cavallini e Giuseppe Sgarbi.
La mostra è aperta tutti i giorni con visita guidata, esclusivamente su prenotazione. Per prenotare è possibile scrivere all'email accoglienzaturistica@comunediandora.it, contattare il numero WhatsApp 392 993 5093 oppure rivolgersi allo sportello IAT di Andora, a Palazzo Tagliaferro in Largo Milano, aperto ogni giorno dalle 9.30 alle 12.30.




















