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Attualità | 27 agosto 2026, 13:38

Piscina Zanelli, l'Amatori Savona sbotta: "La Zanelli non può essere il Bancomat di una società o il giocattolo di alcuni signori"

Il sodalizio del presidente Vulpetti contesta l'esclusione dalla procedura di assegnazione e attacca la Rari Nantes: "Settimane di terrorismo mediatico non accettabile"

Piscina Zanelli, l'Amatori Savona sbotta: "La Zanelli non può essere il Bancomat di una società o il giocattolo di alcuni signori"

"Sono mesi che Amatori Nuoto Savona – a differenza della Rari Nantes – ha mantenuto un profilo prudente dal punto di vista mediatico per rispetto delle istituzioni e perché confidavamo che fosse la procedura amministrativa, e non la pressione mediatica, a determinare l'esito di una gara pubblica: oggi quel silenzio non è più sufficiente". Si apre con queste parole il duro comunicato stampa diffuso dall'Amatori Nuoto Savona attraverso la propria pagina Facebook. Al centro della nota, la questione legata al futuro della piscina Zanelli, impianto al centro della procedura pubblica che vede coinvolta anche la Rari Nantes Savona.

"Partiamo dall'aspetto procedurale e legale - proseguono dal soldalizio del presidente Vulpetti - Amatori Nuoto Savona è stata esclusa dalla procedura in ragione di un errore talmente macroscopico da lasciarci esterrefatti. La tesi secondo cui la nostra società non sarebbe stata in regola col pagamento dei tributi al momento della presentazione dell'offerta è documentalmente sbagliata. Il comma 6 dell'art.94 del Codice degli Appalti è chiarissimo e non lascia spazio a interpretazioni: nessuna causa di esclusione risulta applicabile nel caso di specie. Non serve un genio del diritto per capirlo, basta sapere leggere il Codice. Riteniamo pertanto che l'esclusione sia conseguenza di un errore tecnico-amministrativo davvero eclatante. Per questo motivo abbiamo già presentato un'istanza in autotutela e interpellato anche l'Autorità Nazionale Anticorruzione. Non abbiamo ancora depositato ricorso al TAR perché crediamo nelle istituzioni e siamo convinti che un errore così evidente non potrà che essere riconosciuto dall'Amministrazione".

"Quanto all'aspetto politico e mediatico, siamo ancora più basiti - proseguono dalla Amatori - Sono settimane che assistiamo ad un terrorismo mediatico non accettabile. Rari Nantes ha portato avanti una narrativa mortificante secondo cui senza la gestione della Zanelli non si possa fare la serie A di pallanuoto e con costanti pressioni indebite verso il Comune con la filastrocca 'se non ci date la piscina andiamo a Luceto'. Tutto ciò è molto avvilente e irrispettoso verso Amatori Nuoto ma soprattutto nei confronti dei cittadini. È bene ricordare che Amatori è una società seria con una storia di quasi 80 anni che ogni anno si rimbocca le maniche senza ricevere alcun contributo comunale; una Società ben strutturata e solida dal punto di vista finanziario considerato che ha chiuso il 2025 con un bilancio in pareggio, mentre, secondo i bilanci depositati, Rari Nantes, registrerebbe quasi un milione di euro di debiti. Riteniamo grottesco che il dibattito sia incentrato su due rate di Imu – peraltro regolarmente pagate e rateizzate prima dell'offerta – quando di fronte abbiamo una società sportiva che sventola meriti sportivi, tacendo di una situazione economica fragilissima al punto da minacciare di abbandonare Savona in caso di mancata aggiudicazione".

"Al pari di Amatori, anche la città merita rispetto e soprattutto merita di conoscere la verità e di ambire ad un impianto natatorio adeguato. Non può essere un problema per i savonesi né per il Comune se Rari Nantes non ha i soldi per pagare lo spazio acqua ad un altro gestore perché deve arrivare 4° in campionato; la Zanelli non può essere il Bancomat di una società o il giocattolo di alcuni signori. La Zanelli è un impianto sportivo di tutti. Amatori sono 40 anni che paga lo spazio acqua alla Rari Nantes per allenarsi in una vasca olimpica e non ha mai fatto questo caos mediatico. I gravi problemi economici altrui non possono essere pagati dai cittadini". 

"Crediamo che la città meriti un dibattito diverso incentrato sul tipo di servizio offerto, sulla visione da dare all'impianto, sulla manutenzione che un impianto del genere merita, sulle condizioni contrattuali in cui versa il personale impiegato in piscina da anni - concludono dalla Amatori Nuoto Savona - Anziché pensare ad uno spagnolo o croato in più, bisognerebbe concentrarsi sulla temperatura dell'acqua, sul fatto che in piscina non entrino i piccioni e sul garantire un livello di manutenzione adeguato, ma soprattutto bisognerebbe verificare i bilanci aziendali delle società concorrenti e constatare che da una parte c'è una società che offre sostenibilità economica e una valida e credibile struttura di management, dall'altro una realtà che da decenni elemosina costanti contributi comunali per i propri interessi e non per la città di Savona".

Roberto Vassallo

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