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Sanità | 10 settembre 2026, 15:25

San Paolo, il dottor Anselmo: "Il futuro delle Malattie Infettive non può essere affidato a una direzione a cento chilometri"

Le osservazioni dell'ex primario sull'organizzazione prevista dalla bozza del POA, il ruolo del reparto e le nuove sfide infettivologiche: "Nel mondo globalizzato dovremo affrontare sfide ad infezioni che a noi europei erano distanti"

San Paolo, il dottor Anselmo: "Il futuro delle Malattie Infettive non può essere affidato a una direzione a cento chilometri"

La discussione sulla bozza di riorganizzazione del Piano di organizzazione aziendale (POA) di ATS Liguria continua a coinvolgere il mondo sanitario savonese. Dopo le prese di posizione del sindaco di Savona Marco Russo e la replica del direttore generale di ATS Liguria Marco Damonte Prioli, interviene ora il dottor Marco Anselmo, che pone l'attenzione in particolare sull'organizzazione della Struttura Complessa di Malattie Infettive dell'ospedale San Paolo.

Il dottor Anselmo, andato in pensione pochi anni fa è stato primario delle Malattie Infettive per circa 20 anni ed è uno dei medici protagonisti nella lotta al Covid, il virus che ha segnato uno dei periodi più bui della sanità. 

"La presentazione della bozza di riorganizzazione del POA da parte dell’ATS Liguria è stata l’occasione per aprire un dibattito nell’area Savonese, ex ASL 2, che ha coinvolto i tecnici Sanitari del settore, ma alla luce delle notizie e delle prese di posizione del Sindaco Marco Russo, in contrasto con i Vertici Regionali ATS, si è allargato anche ai Cittadini del comprensorio savonese", afferma Anselmo. "E credo che sia corretto – prosegue - che la cittadinanza non solo del Capoluogo ma anche della Provincia abbia un’informazione dettagliata dei provvedimenti contenuti nel POA perlomeno per poter riflettere serenamente ed esprimere un eventuale dissenso su queste scelte".

Nel suo intervento Anselmo contesta quindi alcune delle argomentazioni utilizzate per escludere un possibile depotenziamento dell'ospedale San Paolo. "La replica del dottor Marco Damonte Prioli al sindaco Russo che ha negato il depotenziamento dell’ospedale San Paolo contenuto nella bozza del POA non è del tutto esatta", sostiene. Il medico richiama quindi le diverse specialità già oggetto di discussione: "Come già rilevato da altri colleghi a riguardo di diverse Specialità (Anatomia Patologica, Radioterapia, Medicina Interna) non serve soltanto affermare che non ci sono stati ridimensionamenti nei servizi o nei posti letto del S Paolo per alcune discipline; per altre la riduzione è inconfutabile (Chirurgia mano, Ortopedia, Urologia)".

Per Anselmo, però, il tema non riguarda soltanto il numero dei posti letto o dei servizi, ma anche il modo in cui vengono organizzate e gestite le strutture. E porta come esempio proprio le Malattie Infettive del San Paolo, reparto che negli ultimi anni è stato associato soprattutto alla gestione dell'emergenza Covid, ma la cui attività comprende un ambito molto più ampio.

Ma se, da un lato il reparto delle Malattie infettive viene associato alla lotta al Covid, in realtà tratta da molto tempo altre malattie, come l'Hiv, oggi diventato curabile o l'epatite B, in correlazione con altri reparti. 
La struttura, infatti, si occupa da decenni della gestione di pazienti con patologie infettive, dei percorsi diagnostici e terapeutici per le persone con infezione da HIV e della consulenza agli altri reparti dell'ospedale sull'utilizzo appropriato degli antibiotici. Un'attività che coinvolge, tra gli altri, le Terapie Intensive, i reparti chirurgici, le Emato-oncologie e le strutture di Medicina Interna e Geriatria.

"Ma è come si riorganizza e si gestisce una Struttura Complessa che, ad esempio per le Malattie Infettive a Savona, ha una lunga tradizione di eccellenza in questo settore -  sottolinea Anselmo -. Dalla cura e dalla gestione dei percorsi diagnostici e terapeutici dei pazienti con infezione da HIV,dal 1985 ai giorni nostri; all’attività di consultant di tutti i reparti Ospedalieri del S Paolo nell’ottica di una gestione ottimale dell’uso dell’antibioticoterapia (stewardship) in particolare nelle Terapie Intensive, nei reparti Specialistici chirurgici, nelle Emato-oncologie, nei reparti di medicina Interna-Geriatria sino ad arrivare al grande boom pandemico del Covid (2020-2022)".

La pandemia ha dunque rappresentato una parte importante della storia recente del reparto, ma non ne esaurisce le funzioni. "In questo periodo - prosegue - abbiamo visto come i Sanitari del San Paolo, nsieme ai colleghi dell’Ospedale di Albenga, abbiano avuto una straordinaria dedizione alla cura dei cittadini savonesi e della provincia, specialisti in Malattie Infettive e non solo, tutti, dagli Internisti ai Chirurghi, persino gli Specialisti ORL ed Oculisti hanno saputo dare il loro contributo anche se di loro non stretta competenza".

Secondo Anselmo, inoltre, il ruolo delle Malattie Infettive potrebbe diventare ancora più importante nei prossimi anni. "Nel mondo globalizzato - spiega ancora - sempre di più dovremo affrontare sfide ad infezioni che a noi europei erano distanti geograficamente e culturalmente, comprese possibili altre pandemie".

Da qui le perplessità sull'assetto previsto dalla riorganizzazione e, in particolare, sulla perdita di una direzione autonoma della struttura savonese. "Mi chiedo come sarà possibile affrontare quello che è stato in tutti questi anni - si domanda - il lavoro di uno staff specialistico professionale, guidato e organizzato dall’interno, che nel frattempo si è ampiamente ridimensionato nei numeri quando non esiste più una struttura Complessa con un Dirigente di 2° Livello, leggasi direttore,a gestire tutto questo?".

Il riferimento è alla previsione di una direzione collocata a Sanremo. "Sì il direttore ci sarà, a Sanremo, un centinaio di chilometri di distanza", osserva Anselmo, che pone anche una questione legata alla capacità del reparto di attrarre nuovi professionisti e garantire loro un adeguato percorso formativo.

"Che attrattiva può avere questo reparto - dichiara Anselmo - anche in termini di formazione, per un giovane medico specialista quando non è presente una leadership che possa trasmettere, con la propria cultura ed esperienza medica ciò che è il fondamento del lavoro in ambito ospedaliero?".

La conclusione è un appello ai vertici dell'azienda sanitaria e alla cittadinanza savonese. "A questo vorrei che i dirigenti di ATS Liguria fornissero una risposta e su questo credo che la cittadinanza savonese sia invitata a riflettere".

Elena Romanato

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