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Attualità | 17 settembre 2026, 08:30

Cengio, il pranzo dei vicini che è diventato una tradizione (FOTO)

In via Vittorio Veneto A, per il quarto anno, gli abitanti si sono ritrovati per una giornata insieme. Cinquantacinque persone attorno alla stessa tavola, tra piatti condivisi, ricordi e una rete di rapporti che durante l’anno continua a tenere unito il quartiere

Alle otto del mattino il quartiere era già in movimento. C’era da montare i gazebo, sistemare tavoli e sedie, organizzare gli spazi e preparare tutto quello che sarebbe servito per una lunga giornata insieme. Poco alla volta, il piazzale e il giardino di una delle abitazioni di via Vittorio Veneto A hanno cominciato a trasformarsi nel luogo della festa.

È iniziato così, anche quest’anno, il tradizionale pranzo di quartiere che a Cengio è arrivato alla sua quarta edizione. A tavola si sono ritrovate 55 persone, tra abitanti, famiglie, ragazzi e anche alcuni ex residenti che, nonostante la distanza, hanno voluto tornare per non perdere l’appuntamento.

La formula è ormai collaudata, ma ogni anno conserva qualcosa di speciale. Non c’è un’organizzazione rigida e non servono grandi strutture: ciascuno mette a disposizione tempo, energie e capacità. I preparativi cominciano nei giorni precedenti, con la raccolta del materiale e l’organizzazione del pranzo. Poi, la mattina dell’incontro, tutti si danno da fare.

Anche l’acquisto dei due grandi gazebo è nato dalla volontà degli stessi abitanti di investire nella propria comunità. Una scelta che si è rivelata particolarmente utile durante la giornata, quando il sole e le temperature elevate avrebbero reso più difficile stare insieme all’aperto.

Ma il pranzo, alla fine, è quasi un pretesto.

A raccontare davvero lo spirito dell’iniziativa sono le ore trascorse insieme. Dalle 12 alle 19 i tavoli sono rimasti animati dalle conversazioni. Ci si è spostati da una parte all’altra, si sono incontrati amici e vicini, sono state raccontate le novità dell’ultimo anno e sono tornati alla memoria episodi e ricordi condivisi.

C’è chi vive ancora nel quartiere e chi nel frattempo si è trasferito. Ma il legame con via Vittorio Veneto A è rimasto abbastanza forte da spingere alcuni ex abitanti ad affrontare anche lunghi viaggi per esserci.

È questo, forse, l’aspetto che più colpisce della giornata organizzata a Cengio.

Perché vivere nello stesso quartiere non significa necessariamente conoscersi. Qui, invece, negli anni si è costruita una rete di rapporti che va oltre il semplice saluto quando ci si incontra per strada.

Ci si aiuta quando serve, ci si scambiano informazioni, si presta attenzione a quello che accade intorno e non mancano le occasioni per dare una mano. Piccoli gesti quotidiani che, messi insieme, diventano qualcosa di più grande.

Anche la tecnologia è stata trasformata in uno strumento per rafforzare questi rapporti. La chat del quartiere permette di comunicare rapidamente, condividere informazioni, segnalare eventuali problemi legati alla sicurezza e coinvolgere gli abitanti.

È un esempio semplice, ma significativo, di come uno strumento digitale possa servire non a sostituire le relazioni, bensì a mantenerle vive.

A Cengio, dunque, il pranzo di via Vittorio Veneto A racconta una storia che va oltre una tavolata estiva. Racconta la possibilità di costruire relazioni partendo dalle cose più semplici: un vicino che mette a disposizione la propria casa, qualcuno che monta un gazebo, chi prepara da mangiare, chi sistema i tavoli e chi, semplicemente, decide di esserci.

In un periodo in cui non è raro parlare di solitudine, isolamento e difficoltà nel costruire rapporti, questa piccola esperienza offre un’immagine diversa. Non una ricetta, ma un esempio concreto di come una comunità possa nascere e rafforzarsi nel tempo.

E forse proprio per questo sarebbe bello che anche altri quartieri di Cengio e dei comuni vicini trovassero il proprio modo per incontrarsi.

Una festa, una cena, un pranzo. Non servono grandi progetti.

A volte basta apparecchiare una tavola e invitare il vicino di casa.

Graziano De Valle

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