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Eventi | 17 settembre 2026, 16:16

Ferrania Film Festival, il capitale è la comunità: "Nessun costo per i Comuni"

Volontariato e partecipazione dal basso per la prima edizione. Ora il Festival punta a nuovi finanziamenti e guarda alla possibile collaborazione con Cairo Montenotte, la “Città della Pellicola”

Ferrania Film Festival, il capitale è la comunità: "Nessun costo per i Comuni"

Il Ferrania Film Festival non ha gravato sui bilanci dei Comuni della Val Bormida. A sostenerlo sono stati l’organizzazione e i soci di Ferrania Film APS ETS, associazione nata nel marzo 2026 e arrivata in pochi mesi a contare quasi cento iscritti provenienti da diverse parti d’Italia e d’Europa. Fondamentale anche la collaborazione dei Comuni di Millesimo, Altare e Cengio, che hanno creduto nel progetto attraverso la concessione gratuita degli spazi, il patrocinio e la presenza istituzionale. Resta invece da comprendere l’assenza di Cairo Montenotte, Comune che ha scelto di presentarsi come “Città della Pellicola” e che, proprio per questo, avrebbe rappresentato un interlocutore naturale del Festival.

"A rendere possibile la prima edizione, tuttavia, non sono state soltanto le risorse economiche. C’è stato un altro patrimonio, forse ancora più importante: il tempo, il lavoro, le competenze e la disponibilità delle persone. Tutte le persone e tutti i soci che hanno contribuito all’organizzazione e alla realizzazione del Ferrania Film Festival lo hanno fatto in maniera completamente volontaria e senza alcun compenso, mettendo a disposizione tempo, energie, professionalità e competenze", spiegano gli organizzatori. 

"Un impegno nato soprattutto da una motivazione comune: un profondo amore per quella straordinaria storia che è Ferrania e per il territorio che l’ha generata. Ferrania non rappresenta soltanto un luogo fisico o una pagina della storia industriale italiana. È una storia fatta di persone, lavoro, industria, fotografia, cinema, ricerca, innovazione e memoria collettiva. Una storia che ha attraversato generazioni e confini geografici e che ancora oggi è capace di creare legami tra persone che vivono in luoghi molto diversi. È anche per questo che persone provenienti da altre regioni italiane e da altri Paesi europei hanno scelto di aderire all’Associazione e di sostenere il progetto. A unirle non è necessariamente l’appartenenza geografica alla Val Bormida, ma il riconoscersi nel valore culturale e umano della storia di Ferrania". 

"La prima edizione del Festival è stata quindi possibile grazie a una vera e propria comunità di volontari, soci e collaboratori, che ha scelto liberamente di mettere a disposizione ciò che poteva: tempo, capacità, conoscenze, relazioni, lavoro e risorse. A questa comunità si è affiancato il prezioso sostegno delle istituzioni locali. Un ringraziamento particolare va ai Comuni di Millesimo, Altare e Cengio, che hanno compreso lo spirito e gli obiettivi del Ferrania Film Festival e hanno scelto di accompagnarne la prima edizione attraverso forme concrete di collaborazione. Millesimo e Cengio hanno contribuito mettendo gratuitamente a disposizione gli spazi necessari allo svolgimento delle iniziative, permettendo al Festival di entrare nei luoghi della Val Bormida e di trasformarli in occasioni di incontro, racconto e partecipazione. Un riconoscimento particolare va anche al Comune di Altare, che ha creduto nel progetto concedendo il patrocinio e l’utilizzo del logo istituzionale e testimoniando la propria vicinanza attraverso la presenza all’inaugurazione del Festival". 

"Sono forme di sostegno diverse, ma accomunate da un principio importante: credere in un progetto culturale non significa necessariamente finanziarlo direttamente. Mettere a disposizione uno spazio, concedere un patrocinio, essere presenti istituzionalmente e contribuire alla costruzione di una rete sono azioni concrete che possono fare la differenza, soprattutto per un’iniziativa nata dal basso e fondata sul volontariato - proseguono - In questo quadro, tuttavia, non può passare inosservata l’assenza del Comune di Cairo Montenotte. Cairo Montenotte è il Comune nel cui territorio si trova Ferrania e ha scelto di legare pubblicamente la propria identità proprio alla storia della produzione fotografica, presentandosi come “Città della Pellicola”. Per questa ragione, la sua partecipazione al Ferrania Film Festival sarebbe apparsa particolarmente naturale". 

"Questo pone una domanda che nasce dalla natura stessa del progetto: se esiste un Festival dedicato a Ferrania, alla pellicola, alla fotografia, al cinema e alla memoria industriale di questo territorio, è inevitabile domandarsi quale possa essere il ruolo della città che ha scelto di riconoscersi pubblicamente proprio nell’identità di “Città della Pellicola”. Il Ferrania Film Festival considera pertanto questa assenza non come una porta chiusa, ma come uno spazio di collaborazione che rimane ancora da costruire. L’auspicio è che nelle prossime edizioni anche Cairo Montenotte possa scegliere di partecipare e contribuire, nelle forme che riterrà opportune, alla costruzione di una rete territoriale intorno a un patrimonio storico che appartiene innanzitutto a Ferrania e alla Val Bormida, ma che possiede una rilevanza ben più ampia. È questo il rapporto che il Ferrania Film Festival desidera costruire con le amministrazioni: non un rapporto fondato esclusivamente sulla richiesta di contributi economici, ma una collaborazione basata sulla condivisione degli obiettivi, sulla disponibilità reciproca e sulla capacità di mettere in rete luoghi, istituzioni, associazioni e persone". 

L’organizzazione desidera quindi sottolineare come "nessuno dei Comuni coinvolti sia stato chiamato a sostenere economicamente la prima edizione del Ferrania Film Festival. Questo non significa che le amministrazioni siano rimaste estranee al progetto: al contrario, Millesimo, Altare e Cengio, attraverso modalità differenti, hanno dimostrato concretamente di averne compreso e sostenuto lo spirito. L’esperienza della prima edizione ha confermato una convinzione che è alla base dell’intero progetto: quando ci sono idee forti, una visione chiara e una conoscenza profonda del territorio, le cose si possono fare anche partendo da risorse limitate". 

"Non sempre, infatti, è la disponibilità di grandi somme di denaro a determinare la qualità e la forza di un progetto culturale. Quando mancano un’idea riconoscibile, contenuti solidi e una progettualità capace di interpretare realmente un luogo, anche una grande disponibilità economica rischia di non essere sufficiente. Le risorse sono importanti, ma devono essere uno strumento al servizio delle idee, non ciò che le sostituisce - proseguono - Nel caso del Ferrania Film Festival, questa base progettuale nasce da lontano. La direttrice artistica del Festival, Lidia Giusto, ha dedicato molti anni allo studio, alla ricerca e all’osservazione del territorio, approfondendone la storia industriale, fotografica, cinematografica e culturale e costruendo nel tempo un patrimonio di conoscenze, relazioni e progettualità". 

"Il Festival non nasce quindi come un evento costruito artificialmente intorno a un luogo, ma come il risultato di un lungo percorso di ricerca sulla Val Bormida, su Ferrania e sulla loro identità. È proprio questa conoscenza stratificata a rappresentare una delle fondamenta più solide del progetto e a permettere di individuare connessioni, storie e possibilità che possono essere trasformate in iniziative culturali concrete. Prima delle risorse economiche viene dunque il patrimonio delle idee. E le idee, quando poggiano su anni di studio e di conoscenza del territorio, costituiscono un capitale altrettanto importante". 

Per le prossime edizioni, l’obiettivo sarà quello di ricercare risorse economiche al di fuori dei bilanci dei Comuni della Val Bormida, attraverso la partecipazione a bandi regionali, nazionali ed europei, il coinvolgimento di fondazioni, enti, istituzioni culturali, sponsor privati e soggetti interessati a sostenere iniziative dedicate al cinema, alla cultura, alla memoria industriale e alla valorizzazione dei territori. La direzione è chiara: il Ferrania Film Festival vuole essere un progetto capace di portare risorse sul territorio, e non semplicemente chiedere risorse al territorio.

"La Val Bormida e i suoi Comuni affrontano già quotidianamente la complessità di amministrare territori estesi con disponibilità economiche spesso limitate. Chiedere alle amministrazioni locali di sostenere in maniera significativa i costi del Festival non rappresenta, per l’organizzazione, il modello sul quale costruire il futuro della manifestazione. Il percorso che si intende intraprendere è differente: partire dalla forza delle idee, dalla conoscenza accumulata in anni di ricerca e dalla comunità cresciuta attorno all’associazione Ferrania Film APS ETS per utilizzare la storia di Ferrania, il suo patrimonio industriale e culturale e il legame straordinario di questo territorio con la fotografia e il cinema come elementi attraverso i quali intercettare finanziamenti, collaborazioni e investimenti provenienti dall’esterno". 

"In questa prospettiva, il rapporto con i Comuni resta fondamentale. Alle amministrazioni locali il Festival vuole chiedere soprattutto collaborazione, condivisione, supporto istituzionale, patrocinio e disponibilità degli spazi, evitando per quanto possibile di trasformare questa collaborazione in un ulteriore impegno economico per enti che dispongono già di risorse limitate. Il fatto che un’Associazione nata soltanto nel marzo 2026 abbia raggiunto in pochi mesi quasi cento soci provenienti da diverse parti d’Italia e d’Europa dimostra quanto il nome Ferrania sia ancora capace di creare interesse, appartenenza e partecipazione. Ma dietro quei numeri ci sono soprattutto persone. Persone che hanno scelto di esserci, di lavorare gratuitamente, di dedicare ore e giornate alla costruzione del Festival perché ritengono che questa storia meriti di essere raccontata, studiata, conservata e trasmessa". 

"È forse questo il capitale più importante con cui si chiude la prima edizione: non un grande budget, ma una comunità. Una comunità che ha dimostrato che Ferrania continua a unire persone anche molto lontane tra loro e che la sua storia può ancora generare cultura, ricerca, partecipazione e nuove progettualità". 

"Il Ferrania Film Festival nasce dal territorio, dalla sua storia e da una lunga attività di studio e ricerca, ma vuole guardare oltre i suoi confini per trovare le risorse, le competenze e le relazioni necessarie alla propria crescita. L’obiettivo per i prossimi anni è semplice: non chiedere alla Val Bormida di finanziare il Festival, ma fare del Festival uno strumento capace di portare nuove risorse, pubblico, relazioni e opportunità in Val Bormida. Perché prima dei grandi budget vengono le idee. E quando le idee hanno radici profonde, conoscenza, passione, istituzioni disponibili a collaborare e una comunità disposta a mettersi in gioco per realizzarle, possono diventare progetti concreti. Ed è proprio da qui che il Ferrania Film Festival vuole ripartire", concludono. 

Comunicato stampa

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