/ Politica

Politica | 17 settembre 2026, 18:00

Il Pd sulle aree ex Acna: "Servono risposte e risultati"

La Federazione provinciale e il Circolo locale criticano l’amministrazione Dotta. Al centro il parere tecnico della Regione sulle bonifiche: "Molte passività restano irrisolte e alcune sono state aggravate"

Il Pd sulle aree ex Acna: "Servono risposte e risultati"

La bonifica delle aree ex Acna, il destino industriale e ambientale di Cengio, il ruolo dell’amministrazione comunale. Sono questi i nodi al centro dell’intervento della Federazione provinciale del Partito Democratico di Savona e del Circolo Pd di Cengio, che chiedono chiarezza e risultati verificabili dopo otto anni di governo cittadino.

"Non si tratta di una polemica da opposizione — osservano Pd provinciale e Circolo di Cengio — ma della necessità di riportare il dibattito sui documenti, sulle responsabilità e sui fatti". Il punto di partenza è infatti una valutazione tecnica della Regione Liguria.

Nel parere del consulente tecnico d’ufficio, protocollo 2022/01368 del 16 febbraio 2022, si legge che gli interventi di Eni, pur inseriti formalmente nel percorso di bonifica, "non solo hanno lasciato irrisolte molte delle passività che contraddistinguono il sito, ma ne hanno addirittura acuite alcune".

"Non è una frase da conferenza stampa. È una valutazione tecnica regionale", sottolineano i democratici. La stessa nota evidenzierebbe criticità particolarmente rilevanti nell’area A2, sino a indicarne "l’impossibilità di utilizzo per qualsiasi attività".

Un passaggio che, per il Pd, rende impossibile continuare a descrivere il quadro con la formula di una svolta ormai vicina. "Mentre si parla di tavoli, interlocuzioni e prospettive, la realtà documentale dice altro: le criticità ambientali di Cengio sono ancora lì. E in alcuni casi si sono aggravate".

La questione è arrivata anche in Regione, attraverso un’interrogazione del consigliere regionale Roberto Arboscello, con la richiesta di chiarimenti e di interventi concreti sullo stato del sito. "Non è quindi un tema marginale né un’invenzione del dibattito locale — afferma il Pd —. È una questione che richiede risposte dalle istituzioni e un’assunzione piena di responsabilità".

Per democratici savonesi e cengioti, otto anni di amministrazione guidata dalla sindaca Dotta rappresentano un tempo sufficiente per chiedere un bilancio pubblico. "Non sono un dettaglio. Sono un intero ciclo amministrativo. Sono il tempo nel quale i cittadini hanno diritto di vedere non soltanto promesse, ma avanzamenti concreti, documentati e misurabili".

Nessuno, chiariscono, pretende che il Comune possa risolvere da solo una vicenda complessa, che coinvolge soggetti industriali, Regione e Stato. "Ma proprio per questo il Comune avrebbe dovuto esercitare fino in fondo il proprio ruolo: pressione, vigilanza, proposta, trasparenza verso la comunità".

La domanda, allora, è inevitabile: "Che cosa è stato fatto in questi otto anni? Quali risultati può indicare l’amministrazione ai cittadini di Cengio? Quali interventi, impegni ottenuti e tappe effettivamente compiute possono oggi essere verificati?"

"Non basta continuare a evocare una 'svolta vicina' — è la posizione del Pd —. Vicino, finora, è stato soprattutto il prossimo annuncio. Non la soluzione". E Cengio, aggiungono, "non può permettersi che il futuro delle aree ex Acna resti sospeso tra dichiarazioni e rinvii".

La politica locale, secondo il Pd, deve quindi "ripartire dai fatti, dalle responsabilità e da una discussione pubblica trasparente". Perché "la realtà di un territorio non cambia con un’intervista: cambia con decisioni, atti, investimenti e risultati".

Redazione

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A SETTEMBRE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium