Sabato mattina Spotorno è tornata sott'acqua, questa volta con una missione molto concreta: liberare i nostri fondali dai rifiuti.
L'iniziativa, coordinata dall'A.S.D. Olimpia Sub Spotorno, ha interessato il tratto di mare fino al III Molo e ha visto impegnati in immersione anche gli amici dell'associazione nautica La Fuxe, vicini di casa di Olimpia Sub e compagni di questa importante giornata dedicata all'ambiente.
Il risultato dell'intervento è ben visibile nelle immagini: dal mare sono stati riportati a terra pneumatici, materiali metallici, plastiche, lattine di alluminio, teli e numerosi altri rifiuti, alcuni anche di notevoli dimensioni. Complessivamente, sono stati raccolti circa 120 kg di rifiuti, successivamente avviati al corretto smaltimento a cura di SAT Servizi.
Un dato significativo, che fa riflettere: ciò che viene abbandonato in mare non scompare. Semplicemente, finisce lontano dai nostri occhi.
Alla giornata hanno preso parte in prima persona anche rappresentanti dell'Amministrazione comunale. Il Sindaco Mattia Fiorini e Simone Pastorino, amministratore con delega allo Sport, hanno partecipato direttamente alle operazioni in immersione insieme ai subacquei, mentre Gian Luca Giudice, amministratore con delega all'Educazione Ambientale, ha collaborato alle attività di assistenza dalla superficie, a bordo dell'imbarcazione di supporto.
A terra era inoltre presente la P.A. Croce Bianca Spotorno, a disposizione per garantire l'eventuale assistenza e il soccorso sanitario durante lo svolgimento delle operazioni.
Una partecipazione concreta, accanto alle associazioni e ai volontari, per un obiettivo comune: prendersi cura del nostro mare.
Un grande grazie a Olimpia Sub, a La Fuxe, a tutti i subacquei e a quanti hanno collaborato alle operazioni, alla P.A. Croce Bianca Spotorno per la presenza e l'assistenza e a SAT Servizi per la gestione e il corretto smaltimento dei materiali recuperati.
Questa giornata rappresenta anche un gesto concreto all'interno di un percorso che, durante l'estate, ci ha portato più volte a parlare del nostro mare, dei suoi fondali e della loro biodiversità.
Perché educazione ambientale significa conoscere e raccontare il nostro patrimonio naturale, ma anche trasformare quella conoscenza in comportamenti e azioni capaci di proteggerlo davvero.





















