Sono soddisfatti i consiglieri di minoranza del gruppo Albissola Tradizione e Futuro per la scelta del Comune di andare verso la creazione di un nuovo attraversamento pedonale sull'Aurelia ma non mancano le critiche. Dopo che già nei mesi scorsi dopo la soppressione dell'altro attraversamento tra Piazza Rossello e Piazza Sisto IV avevano fatto sentire la loro voce.
"Accogliamo con soddisfazione la notizia della realizzazione di un nuovo attraversamento pedonale sull’Aurelia. Una delle prime scelte, in materia di trasformazione urbana, che riteniamo sensata e che va incontro alle esigenze del turismo, del commercio, dei lavoratori delle attività sul lato passeggiata e, soprattutto, delle persone con disabilità e di chi ogni giorno necessita di attraversare l’Aurelia in sicurezza - spiegano i consiglieri Deborah Borghi, Michela Moretti Girardengo e il capogruppo Giovanni Siri - Non possiamo però nascondere la nostra profonda delusione per il modo e i tempi in cui si è arrivati a questa decisione. Per mesi abbiamo chiesto confronto e collaborazione, sottolineando con chiarezza le difficoltà e i disagi causati dalla soppressione del precedente attraversamento, soppressione che non avevamo mai nè chiesto nè auspicato. Abbiamo posto domande, presentato esposti ignorati, evidenziato criticità e raccolto le preoccupazioni di cittadini e categorie interessate. Troppo spesso, invece di una discussione nel merito, abbiamo trovato chiusura, silenzi e la strumentalizzazione delle nostre posizioni".
"Eppure oggi è la stessa Amministrazione a riconoscere, attraverso la scelta di progettare un nuovo attraversamento, la necessità di garantire un collegamento pedonale tra i due lati dell’Aurelia in quella zona. Un dato che assume ancora più significato ricordando quanto sostenuto nei mesi scorsi dalla stessa Amministrazione: che un attraversamento in quella zona non fosse necessario, che la sua eliminazione non avrebbe provocato particolari difficoltà e che il sottopassaggio sarebbe stato sufficiente a sopperire alla sua mancanza. Oggi, invece, si decide di realizzarne uno nuovo. Il nuovo attraversamento sarà collocato in un punto diverso rispetto a quello soppresso, ed è giusto precisarlo. Ma questo non cambia la questione di fondo: dopo mesi nei quali questa esigenza è stata minimizzata, oggi viene riconosciuta nei fatti - proseguono - Ed è proprio qui che emerge ciò che più ci amareggia. Non il cambio di scelta in sé: cambiare una decisione quando ci si rende conto dell’esistenza di un problema è legittimo e può essere persino un segnale positivo. Ciò che contestiamo è il modo in cui, per mesi, osservazioni e richieste di confronto sono state respinte o ignorate e le criticità che evidenziavamo sono state trattate come polemiche, anziché come contributi da valutare. Nel frattempo commercianti, lavoratori, attività legate al turismo, residenti e persone con disabilità hanno dovuto convivere con difficoltà che avevamo segnalato fin dall’inizio, insieme alle ricadute economiche lamentate dalle attività interessate".
"C’è poi il tema delle risorse pubbliche. Poco importa, da questo punto di vista, se provenissero dal Comune, dalla Regione, dallo Stato o da altri canali di finanziamento: sempre risorse pubbliche sono. Risorse che devono essere utilizzate nel modo più efficace possibile. È quindi legittimo domandarsi se una maggiore capacità di ascolto, una programmazione differente e un confronto preventivo avrebbero consentito di ottimizzarne l’impiego, evitando interventi e successive modifiche o, quantomeno, programmando diversamente tempi e modalità. Prendiamo dunque atto positivamente di quello che consideriamo un ritorno alla realtà e, soprattutto, al principio che abbiamo sostenuto per mesi: in quel tratto è necessario garantire un attraversamento pedonale sicuro e realmente accessibile. Quello che continua a mancare, però, è un minimo di autocritica. Non pretendiamo un 'avevate ragione'. Non è questo che interessa ai cittadini e non dovrebbe essere una gara tra maggioranza e opposizione - puntualizzano Borghi, Moretti Girardengo e Siri - Ma di fronte a una decisione che nei fatti riconsidera un’esigenza per mesi negata o minimizzata, sarebbe stato istituzionalmente corretto riconoscere almeno che alcune delle preoccupazioni sollevate avevano un fondamento. Invece si preferisce presentare il nuovo attraversamento come 'l’ultimo tassello' di un percorso già previsto, quasi che in questi mesi non ci siano state contestazioni, richieste di confronto, difficoltà e prese di posizione nette sulla necessità di garantire un collegamento pedonale in quella zona. Ed è proprio questo atteggiamento che contestiamo dall’inizio del mandato e che, purtroppo, continuiamo a ritrovare nel modo di amministrare: la chiusura al confronto e la difficoltà nel riconoscere che ascoltare prima e valutare anche posizioni differenti può portare a decisioni più ponderate. In un’Amministrazione che voglia operare al meglio, valorizzando tutti i canali, gli strumenti e le competenze a propria disposizione, anche il confronto dovrebbe essere considerato una risorsa. Le osservazioni, le proposte e le critiche, comprese quelle provenienti dall’opposizione, possono far emergere problemi e soluzioni che altrimenti rischiano di essere ignorati".
"Il confronto non è un fastidio da evitare, né una voce da lasciare spegnere nel silenzio. Ascoltare non significa essere d’accordo, né rinunciare al proprio ruolo: significa avere la capacità e l’onestà intellettuale di valutare nel merito ciò che viene detto, indipendentemente da chi lo dice. Avere i numeri per governare attribuisce alla maggioranza la responsabilità di decidere, non il monopolio delle buone idee né, tantomeno, della ragione. Considerare irrilevante un’osservazione solo perché proviene dall’opposizione non è una dimostrazione di forza: significa rinunciare a uno degli strumenti che possono contribuire a prendere decisioni migliori - concludono - E quando, dopo mesi di silenzi e chiusure, i fatti conducono proprio verso quelle criticità che erano state segnalate, forse sarebbe utile domandarsi se ascoltare prima non avrebbe consentito di amministrare meglio. Siamo comunque lieti che si sia finalmente scelta una soluzione che restituisca un attraversamento pedonale alla zona, possa dare respiro alle attività e al turismo e, soprattutto, garantisca pari possibilità di accesso e di movimento alle persone. Ora ci aspettiamo che alle dichiarazioni seguano rapidamente i fatti, che l’iter con ANAS venga completato e che siano indicati tempi certi per la realizzazione".














