“Don Genta, quel ruvido grande cuore”. Questo il titolo della serata venerdì 16 ottobre alle 21 al Teatro Nuovo di Valleggia, per ricordare con racconti, immagini e musica il sacerdote scomparso 50 anni fa dopo una lunga e proficua missione nella comunità del borgo della valle del Quiliano.
Don Angelo Genta rivivrà grazie alle sue stesse parole – interpretate per l’occasione da Gianni Betti – ma anche grazie a storie ed aneddoti di chi lo ha conosciuto da vicino. Nella serata condotta dal giornalista Marco Gervino anche i canti del Coro Polifonico di Valleggia, diretto da Maurizio Fiaschi, e le testimonianze dei giovani – di oggi e di ieri – della colonia estiva delle Tagliate. Entrambe queste realtà sono state fondate proprio da don Genta.
Quella promossa dalla Parrocchia del Santissimo Salvatore guidata oggi da don Alessio Allori, sarà quindi un’occasione di doveroso omaggio e di affettuoso ricordo, ma ben salda nel presente e proiettata nel futuro: l’opera del sacerdote non si è infatti esaurita, ma i tanti semi da lui piantati continuano a germogliare nella comunità di Valleggia. Nato il 28 novembre 1908 a Legino don Angelo entrò in seminario seguito poi da uno dei fratelli, Mario, che poi sarà a lungo rettore di san Raffaele al porto a Savona. Don Angelo sarà invece parroco a Finalborgo, Roviasca e infine, dal 1942, a Valleggia.
Un’esperienza iniziata durante la Seconda Guerra mondiale – facendo affrescare la chiesa mentre sull’Italia del nord piovevano le bombe – e proseguita con vigore nei decenni successivi.
Fu proprio nel periodo postbellico che avviò, alle Tagliate, valle d’origine della sua famiglia, le colonie parrocchiali anche e soprattutto per sostenere famiglie che faticavano a sfamare i propri figli. Un’esperienza che prosegue tuttora, rafforzata negli ultimi anni anche dall’associazione Tagliate Senza Frontiere con tanti giovani a sostenere la struttura parrocchiale e i campi estivi.
Nel 1953 don Genta fondò invece il Coro Polifonico di Valleggia: dal primario compito del servizio liturgico, il gruppo vocale è cresciuto costantemente diventando una realtà consolidata di aggregazione sociale e promozione culturale protagonista di concerti in Italia e in mezza Europa. Non solo, il sacerdote – noto per la sua laboriosità, il suo carattere austero e la sua grande generosità – a Valleggia ha realizzato anche numerose strutture al servizio della comunità: dall’allora casa di riposo alle opere parrocchiali, dal campo sportivo al cinema teatro che ospiterà la serata a lui dedicata.
Don Genta il 13 settembre 1976 fu trovato esanime proprio alle Tagliate, alla fonte che oggi porta il suo nome. Era andato ad azionare la pompa che forniva l'acqua alla colonia per la festa di fine estate. Il sacerdote morì cinque giorni più tardi, il 18 settembre. Da mezzo secolo tutti a Valleggia sanno che in fondo don Genta non è scomparso. È vivo in tutte le opere che ha promosso e portato avanti, con il suo carattere ruvido e con il suo enorme cuore.














