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Economia | 16 ottobre 2026, 16:58

Cantieristica, il porto di Genova e Savona-Vado vale 2 miliardi: nasce l’Osservatorio sull’industria navale e nautica

Primo rapporto presentato a Palazzo San Giorgio: oltre 10 mila occupati tra diretti e indiretti. Nello scalo savonese produzione sopra i 50 milioni. Criticità: bacini saturi e carenza di personale qualificato

Cantieristica, il porto di Genova e Savona-Vado vale 2 miliardi: nasce l’Osservatorio sull’industria navale e nautica

Circa 2 miliardi di euro di valore della produzione nel 2024, oltre 500 milioni di valore aggiunto e più di 10 mila occupati diretti e indiretti. Sono i numeri della cantieristica navale e nautica dei porti di Genova e Savona-Vado Ligure, fotografati dal primo rapporto dell’Osservatorio socioeconomico “Imprese, Lavoro, Valore”, presentato oggi nella Sala del Capitano di Palazzo San Giorgio.

Lo strumento nasce dalla collaborazione tra l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, Confindustria Genova e Unione Industriali Savona, formalizzata con un protocollo d’intesa. Avvia un percorso di rilevazione e analisi continuativa sulle attività di costruzione e riparazione navale e nautica, una componente dell’economia ligure che contribuisce al posizionamento dell’Italia nella cantieristica internazionale con produzioni, servizi e competenze specialistiche.

I numeri: Genova pesa 1,9 miliardi, Savona–Vado oltre 50 milioni

Il rapporto analizza quattro comparti: costruzione navale, riparazione navale, costruzione nautica e riparazione nautica. A Genova il valore della produzione raggiunge circa 1,9 miliardi di euro. A Savona–Vado Ligure supera i 50 milioni, con una prevalenza delle attività di costruzione nautica. In entrambi gli ambiti il valore risulta in crescita rispetto al 2021.

L’indagine ha coinvolto 87 imprese, con 63 risposte, e ha affiancato ai questionari interviste alle principali aziende capocommessa. Il lavoro integra le informazioni dell’Autorità e le fonti economiche con la conoscenza delle associazioni industriali e il coinvolgimento diretto delle imprese. "Abbiamo costruito un sistema di indicatori che consente di leggere insieme produzione, valore aggiunto, occupazione e caratteristiche del distretto - ha spiegato il segretario generale dell’Autorità di Sistema Portuale, Tito Vespasiani - L’indagine diretta ha raccolto le risposte di oltre il 70% delle imprese contattate, affiancando ai dati economici le informazioni sulle relazioni di filiera e sui fabbisogni professionali. Emerge un sistema fortemente integrato, con oltre sessanta specializzazioni, nel quale la disponibilità di infrastrutture comuni e di personale qualificato incide sulla capacità produttiva. Questa prima rilevazione costituisce il riferimento per gli aggiornamenti successivi: il confronto nel tempo ci consentirà di capire come cambiano il settore, la domanda di lavoro e le esigenze delle imprese".

Una filiera di grandi capocommessa e piccole imprese

Il sistema comprende grandi imprese capocommessa e una rete di aziende specializzate: oltre la metà delle rispondenti è di piccole dimensioni, e i rapporti di fornitura e subfornitura collegano le attività portuali a una filiera più ampia. Questa organizzazione si riflette sull’occupazione: circa 4.400 addetti diretti e 6 mila indiretti, con oltre sessanta specializzazioni professionali censite. Accanto a carpentieri, saldatori, elettricisti e meccanici operano progettisti, tecnici e figure di coordinamento delle commesse.

Il focus sul distretto genovese evidenzia un’incidenza dell’occupazione nella costruzione e riparazione navale e nautica oltre nove volte superiore alla media nazionale, indicatore di quanto queste attività caratterizzino il tessuto produttivo locale.

"La cantieristica e le riparazioni navali e nautiche sono una parte importante dell’identità produttiva della Liguria e della capacità industriale italiana - ha sottolineato il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, Matteo Paroli - Dietro questi numeri ci sono imprese che competono nel mondo, professionalità che si costruiscono negli anni e una rete di fornitori che estende al territorio il valore delle attività portuali. Con Confindustria Genova e Unione Industriali Savona abbiamo assunto un impegno comune: dare continuità alla conoscenza di questo settore e mantenerlo al centro dell’attenzione delle istituzioni. L’Osservatorio ci permetterà di seguirne i cambiamenti, riconoscere per tempo le difficoltà e le opportunità e lavorare insieme sulle condizioni che possono sostenerne la crescita".

Bacini saturi e mancanza di personale

Tra le criticità, il rapporto rileva un’elevata saturazione dei bacini di carenaggio e una domanda potenziale aggiuntiva che incontra limiti nella disponibilità di spazi e nella capacità degli impianti. Aree operative, accosti e bacini adeguati alle dimensioni delle navi sono quindi elementi centrali per le prospettive industriali del settore e per il confronto sulla pianificazione portuale.

Dalle interviste emerge poi la difficoltà nel reperire personale qualificato, soprattutto nei mestieri tecnici e artigianali, insieme alla crescente domanda di figure capaci di integrare preparazione tecnica e capacità gestionali. Elettronica, nuovi impianti e tecnologie di bordo si affiancano alle professionalità tradizionali, ampliando i fabbisogni delle imprese. Il raccordo con il sistema formativo, l’esperienza pratica in azienda e la conoscenza delle opportunità professionali da parte dei giovani sono indicati come ambiti di lavoro per sostenere il ricambio generazionale e la trasmissione delle competenze.

Sono questi i temi richiamati anche dal viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Edoardo Rixi: "La riforma dei porti va nella direzione di rafforzare la competitività del nostro sistema marittimo, valorizzando le filiere industriali che generano lavoro, investimenti e crescita. I numeri della cantieristica ligure dimostrano quanto sia strategico mettere le Autorità portuali nelle condizioni di programmare meglio, investire nelle infrastrutture e rispondere alle esigenze delle imprese. La sfida è trasformare questo patrimonio di competenze in nuove opportunità di sviluppo, superando i limiti infrastrutturali e la carenza di professionalità specializzate".

Bucci: "Strumento importante per delineare strategie e scelte future"

Per il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, "questo Osservatorio ha un valore enorme, è uno strumento importante per delineare strategie e scelte future. Il compito di un’amministrazione pubblica è quello di eliminare gli ostacoli, ridurre il più possibile la burocrazia e garantire il supporto necessario agli imprenditori, tenendo sempre la porta aperta di fronte a chi vuole investire sul territorio. Roosevelt diceva che un investimento pubblico di 1 dollaro in una infrastruttura porta almeno 3-4 dollari di ricaduta sul territorio: in Liguria ci sono investimenti in corso per circa 17 miliardi di euro. Oltre al Terzo Valico, l’investimento più importante è quello sulla nuova Diga: un’infrastruttura incredibile, che consentirà di accogliere le navi più grandi e realizzare nuove banchine. Siamo impegnati a costruire meccanismi che facilitano gli imprenditori a fare il loro lavoro, con il fine ultimo di garantire ricadute economiche e occupazionali sul territorio".

Le associazioni industriali: Ghiglione e Sambin

Per Confindustria Genova è intervenuto il vicepresidente con delega all’Industria del Porto di Genova e del Tigullio, Marco Ghiglione: "Abbiamo colto l’opportunità offerta dal presidente Paroli e dal suo team di contribuire all’istituzione dell’Osservatorio per far conoscere il valore della produzione, dell’occupazione, dell’indotto creato sul territorio dalle aziende del comparto di costruzione e riparazione navale e nautica del porto di Genova; un comparto nato nel dopoguerra con una filiera di imprese super specializzate che gravitavano intorno ai bacini di carenaggio e che rappresenta, oggi, una delle poche realtà industriali della città dove si continua a investire".

Sul fronte savonese, la presidente dell’Unione Industriali Savona, Caterina Sambin, ha dichiarato: "Appoggiamo anche noi questa iniziativa della Autorità di Sistema perché valorizza un comparto della Blue economy, quello industriale della Cantieristica che costituisce una eccellenza Italiana e un possibile asset di sviluppo per il contesto industriale del Porto".

L’attività dell’Osservatorio proseguirà con aggiornamenti periodici degli indicatori e approfondimenti tematici, anche su innovazione, ambiente e sicurezza. L’obiettivo condiviso è consolidare nel tempo uno strumento utile alle imprese e alle istituzioni per accompagnare l’evoluzione di una filiera rilevante per l’economia ligure e per l’industria marittima nazionale.

Redazione

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