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Eventi | 16 ottobre 2026, 11:25

Pedalando nella Liguria nascosta, tra mare e sentieri: il racconto di Harald Philippe apre il Mondiale di Enduro

Dal Righi al Carmo, fino al Saccarello passando per la Finale Outdoor Region e ai borghi dell'entroterra. Il rider tedesco ha raccontato il legame con le montagne liguri e diventato una vera storia d'amore col territorio

Una Liguria che non è solo un paese per vecchi, ma luogo di autenticità e di un passato da cui trarre ispirazione, con lo sguardo rivolto a un futuro «lento» ma capace di valorizzare ciò che il territorio ha da offrire.

È questo il filo conduttore che Harald Philipp ha portato ieri sera sul palco del cinema pietrese, davanti a un pubblico accompagnato attraverso immagini, video e racconti nel suo personale viaggio alla scoperta della Liguria. Una serata nella quale l'esperienza del rider, alpinista e filmmaker tedesco è diventata una chiave per osservare il territorio da una prospettiva diversa: non soltanto quella di chi lo attraversa in mountain bike, ma di chi ne ricerca gli angoli più autentici, le storie e le persone che nel tempo hanno contribuito a farne una terra di esplorazione e avventura. 

Al centro della presentazione il film «Riscoprire la Liguria», sintesi di un percorso che lega il mare alle montagne e l'outdoor alla possibilità di immaginare un modo diverso di vivere e valorizzare il territorio.

Dai sentieri che si affacciano sul mare a quelli che il mare lo attraversano, non in bici ma in barca, da levante fino al ponentissimo, arrampicandosi a bordo della sua e-bike per l'entroterra. E che sia sui forti del Righi, alle spalle «della più bella città del mondo, con tutti i suoi contrasti», ossia Genova, sul Carmo o sulla punta più alta dell'arco ligure, il Saccarello, Harald ha raccontato, attraverso i suoi video, un territorio che grazie all'outdoor può avere una nuova vita, rinascere e svilupparsi con un'ottica diversa.

Un legame, quello con le montagne liguri, che per Philipp è anche personale. Anni fa, quasi per caso, la scoperta di Borniga e del territorio Brigasco, nell'Alta Valle Argentina, lo ha portato a conoscere un angolo della Liguria selvaggio e appartato, dove il silenzio, la natura e l'assenza di turismo di massa gli hanno restituito sensazioni vicine a quelle provate sulle montagne dell'Himalaya. Un luogo nel quale fermarsi, meditare e al tempo stesso continuare a esplorare, diventato nel tempo uno dei punti più significativi del suo rapporto con questo territorio.

Anche grazie ai personaggi che si adoperano per esso. Nei suoi racconti video ci sono Enrico Guala, «il papa dell'enduro», protagonista da Genova alla Finale Outdoor Region, dove incontra poi «il guru» Nicolò Accame. Ma anche e soprattutto i fratelli Peo e Roberto Vernassa, riferimento del mondo Downhill non solo nella Valle Argentina, dove nel 2001 hanno riscoperto i primi sentieri: una presenza che rappresenta, per Harald, anche la chiusura di un cerchio.

È proprio in quell'anno che il tedesco decide di partire dalla Germania del Nord-Ovest, da Siegen, dove viene demolito il bike park che aveva costruito nei boschi della cittadina tra Dortmund e Francoforte, nato per ovviare all'assenza di quei saliscendi che invece caratterizzano le montagne liguri. Da lì prende forma la sua avventura, il cui racconto, tra video, fotografie e parole, ha tenuto incollati e meravigliati alle poltrone del cinema pietrese i presenti.

Mattia Pastorino

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