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Politica | 16 ottobre 2026, 15:02

PFAS nell'acqua, Simonetti (Avs): "A Borgio valori 3000 volte superiori a Finale. Serve trovare le cause"

"Chiediamo rigore scientifico e un’informazione corretta verso i cittadini. Solo con una diagnosi esatta si potrà cercare una cura per il territorio"

PFAS nell'acqua, Simonetti (Avs): "A Borgio valori 3000 volte superiori a Finale. Serve trovare le cause"

"Non si tratta di un valore leggermente più alto, ma di una misura fuori scala". E' Simona Simonetti, consigliera comunale di Finale Ligure e co-portavoce di Europa Verde/Avs Liguria, a intervenire così decisamente a gamba tesa sulla vicenda dei PFAS nell’acqua di Borgio Verezzi, chiedendo anzitutto "rigore scientifico e un’informazione corretta" verso i cittadini, "che si sono trovati a fare i conti con il fatto che l’acqua potabile non fosse più scontata" come fino a qualche settimana fa.

Il confronto, sottolinea Simonetti, restituisce la dimensione del problema: i valori misurati a Borgio sarebbero circa 3000 volte superiori a quelli di Finale. "Il parametro rilevante è noto come 'somma di quattro PFAS' - spiega - il cui limite è 0.02 μ/l. Questo parametro controlla le 4 molecole del gruppo con le evidenze scientifiche più solide sui rischi sanitari". Ebbene, "nell’acqua di Finale Ligure è 20 volte più bassa del limite, a Borgio è 150 volte più alta del limite. Quindi fra Borgio e Finale questo parametro è 3000 volte più alto".

Da qui la presa di posizione sull’ipotesi delle schiume utilizzate dai canadair: "È evidente che di fronte a queste differenze del parametro ipotizzare che la motivazione possa essere la schiuma dei canadair è irrealistica. Va ricercata la causa vera di questo squilibrio perché la situazione è seria".

La consigliera richiama anche la pericolosità delle sostanze coinvolte: "Delle 4 molecole che fanno parte del parametro 'somma di 4 PFAS' il PFOA è classificato come cancerogeno certo, Gruppo 1, la stessa categoria dell’amianto e del fumo di tabacco. Il PFOS è considerato possibile cancerogeno (Gruppo 2B)".

Per Simonetti è dunque indispensabile individuare l’origine della contaminazione. "È necessario risalire alla causa del danno ambientale perché solo con una diagnosi esatta del problema si potrà cercare una cura per il territorio per risolvere o contenere il problema a monte - ammonisce - Decenni di chimica senza regole ci stanno presentando il conto. Le persone che da un giorno all’altro si sono trovate a fare i conti con l’inquinamento dell’acqua hanno diritto a un monitoraggio dedicato, come è stato fatto dalla Regione Piemonte a Spinetta Marengo, in provincia di Alessandria".

Infine l’appello alla solidarietà: "Mentre aspettiamo di risalire alle cause e alle responsabilità occorre attivare una rete di solidarietà per aiutare questi comuni e i loro cittadini a superare l’emergenza, eventualmente con raccordi con gli acquedotti dei comuni limitrofi".

Redazione

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