“I PFAS che stanno emergendo dai controlli nelle acque pubbliche liguri sono i resti lasciati nelle falde dal TFA, l’acido trifluoroacetico, un composto chimico lasciato nel terreno da alcuni inquinanti, come i gas refrigeranti, i pesticidi, le schiume antincendio. Chiederemo alla Regione Liguria di sostenere i Comuni liguri rimasti senz’acqua potabile e di vietare l’utilizzo di queste sostanze, che hanno ripercussioni gravissime sulla salute delle persone e sui bambini”.
Selena Candia, capogruppo regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, e Jan Casella, consigliere regionale di AVS, presenteranno una mozione in Consiglio Regionale per chiedere di vietare l’utilizzo di tutti i PFAS, compreso il TFA.
“I Verdi Europei, su proposta dell’eurodeputata Cristina Guarda, hanno promosso un’indagine su 110 persone di nove Paesi europei, tra cui l’Italia, che ha evidenziato una concentrazione di TFA nel sangue oltre le soglie di allarme. A questo prelievo volontario hanno partecipato anche la capogruppo Candia e Giorgia Parodi, co-portavoce genovese di Europa Verde. I dati raccolti sono allarmanti. Il TFA è stato trovato nel 100% delle persone analizzate dalla campagna europea. Nel sangue c’è 4 o 5 volte più TFA rispetto a tutti i vecchi PFAS messi insieme. I livelli di TFA trovati nei volontari di questo studio sono i più alti mai registrati al mondo nell’essere umano”, dichiarano i rappresentanti di AVS.
“L’acido trifluoroacetico può causare danni al feto e compromettere la fertilità, interferisce pesantemente col sistema immunitario e col funzionamento della tiroide. Le recenti analisi dell’acqua nelle falde liguri confermano come il problema interessi il nostro territorio e i nostri concittadini, in particolare le donne, le più colpite da questa sostanza inquinante. Solo mettendo al bando tutti gli PFAS si potrà bonificare la nostra terra: chiederemo alla Regione di agire concretamente in questa direzione”, affermano Candia e Casella.
“Chiediamo controlli prioritari sull'acqua erogata in scuole, asili nido, mense, strutture sanitarie e socio-sanitarie, assicurando forniture alternative sicure per tutta la durata dell'emergenza. Bisogna accertare le cause della contaminazione e avviare la mappatura delle possibili fonti di inquinamento. Il sistema sanitario ligure deve garantire assistenza alle persone esposte, con particolare attenzione alle donne in età fertile. Il punto centrale della nostra proposta è il divieto di produzione, impiego e commercializzazione dei PFAS, sostenendo la ricerca e l’innovazione per riconvertire i processi produttivi verso scelte alternative”, sottolineano Selena Candia e Jan Casella.














