"Stanno ragionando con le nostre vite, esistenze e famiglie. Io posso andare avanti ancora un mese e poi fallisco".
Questo il grido d'allarme di Davide Marenco, titolare del ristorante "La Conchiglia" sull'Aurelia a Vado Ligure che sta pagando a caro prezzo in queste prime settimane la chiusura di Anas del ponte sul torrente Quiliano. Il locale è infatti il più vicino al ponte dal lato vadese e con le indicazioni stradali che segnalano la chiusura nella zona dei semafori all'incrocio con via Ferraris, quindi particolarmente distanti dal punto di stop del transito sull'Aurelia, in molti stanno bypassando quell'area. Creando così un danno alle attività.
"È un disastro. Qua siamo veramente allo stremo. Hanno iniziato i lavori a maggio con il semaforo, siamo praticamente a novembre e non hanno fatto niente in 5 mesi. Devono lavorare giorno e notte altro che finire al venerdì e ritornare poi lunedì" prosegue.
Marenco ha acquistato l'attività, che era stata storicamente gestita per anni dalla famiglia Lombardo-Amatruda, alla fine del 2023 e ha rinnovato il locale investendo 170mila euro.
"Una cosa del genere mi sta ammazzando. Il nostro vero introito è nel fine settimana e invece che 3000 euro di incasso il sabato ne faccio 800 se continua così in due mesi mi affosso - continua -
Non riusciamo a capire questo menefreghismo, stanno giocando con un centinaio di famiglie. Che ci facciano vedere che stanno facendo tutto il possibile".
Nel frattempo è nato il Comitato esercenti Ponte Vado Ligure-Savona, che riunisce oltre 40 attività presenti nei due comuni. Un’iniziativa spontanea nata dalla necessità di unire le forze, dare voce agli esercenti coinvolti e richiamare l’attenzione delle istituzioni sulle conseguenze economiche e sociali della chiusura e che ha suscitato interesse anche tra i cittadini della zona. Anch’essi, infatti, stanno subendo direttamente i disagi legati all’interruzione della viabilità e alle difficoltà di collegamento tra i due territori. In tanti hanno così sottoscritto l’adesione al comitato, esprimendo solidarietà e vicinanza alle attività interessate.
"Non possiamo accettare che attività produttive, lavoratori, famiglie e cittadini si trovino ad affrontare una situazione di questa portata senza essere stati coinvolti in un confronto preventivo e senza ricevere informazioni chiare sulle conseguenze e sulla durata effettiva della chiusura - fanno sapere dal Comitato - Fino a oggi, nonostante la gravità delle ricadute sul tessuto economico locale, le istituzioni non hanno incontrato direttamente gli esercenti interessati né fornito loro informazioni sufficienti per comprendere come affrontare questa fase".














