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Politica | 03 ottobre 2011, 12:05

Coordinamento dei Pendolari Liguri: consegnato appello al ministro Matteoli

Ora risposte concrete

Coordinamento dei Pendolari Liguri: consegnato appello al ministro Matteoli

Dal Coordinamento dei Pendolari Liguri:

L’Appello è stato consegnato nelle mani del Ministro dei Trasporti in occasione dell’inaugurazione del Salone Nautico di Genova ed è stato spedito al Presidente Napolitano e al Ministro dell’Economia. Ora migliaia di pendolari e di lavoratori del tpl si aspettano risposte concrete da parte del Governo, che tuttavia per il momento non sembra voler recedere dalle sue intenzioni di tagliare le risorse all’intero comparto del TPL.

L'Appello, sottoscritto da ben 26 associazioni di pendolari, consumatori e sindacati, è stato consegnato al Ministro Matteoli durante l'inaugurazione del Salone Nautico di Genova. Non è stato facile, data la situazione tesa e la "blindatura" del Ministro, sotto stetta sorveglianza a seguito degli annunci di contestazione da parte di varie categorie di lavoratori.

Ben appostati sul luogo dell'inaugurazione, abbiamo atteso al varco il Ministro, arrivato con oltre mezz'ora di ritardo per il cerimoniale dell'alzabandiera, e dribblando l'attenta scorta siamo riusciti a consegnarli l'Appello, spiegandogli i motivi della nostra azione, dettata dalla preoccupazione di non poter più, in futuro, disporre di un sufficiente servizio di Trasporto Pubblico. Abbiamo quindi ribadito il nostro no ai tagli decisi dal Governo, e sottolineato l'ampiezza dello schieramento di associazioni firmatarie del documento.

Il Ministro ha abbozzato, e cortesemente ha ricevuto la cartellina e ascoltato il nostro breve intervento. Speriamo vivamente che si ricordi di leggere attentamente quanto abbiamo scritto, così come speriamo che quelle parole siano lette e meditate anche dagli altri destinatari dell'Appello.

Abbiamo quindi assistito al convegno che prevedeva gli interventi delle più alte istituzioni regionali: il Presidente Burlando, il Presidente Repetto, la Sindaco di Genova Marta Vincenzi. Tutti hanno chiesto di non proseguire con la logica dei tagli lineari, che minacciano seriamente di deprimere in modo irreversibile anche quello di buono che c'è nelle economie locali. Pensiamo che anche il TPL faccia parte di quei settori da non uccidere, perchè su di esso si regge una buona fetta dell'economia e del welfare del nostro Paese.

Il Ministro si è incontrato, al pomeriggio, con gli assessori Vesco (regione), Dagnino (Provincia) e Pissarello (Comune di Genova) e con le organizzazioni sindacali del TPL, ma tale incontro non sembra aver dato l'esito sperato, e se sembra che arrivino (finalmente) i circa 400 milioni già da tempo promessi e mai arrivati alle Regioni, a copertura degli impegni del 2011, per il 2012 permane una situazione di grande incertezza, per non dire di assoluto pessimismo.

Sia detto per inciso, avremmo molto gradito un coinvolgimento in tale incontro, in quanto pensiamo che da troppo tempo gli utenti (i veri protagonisti, almeno in teoria, del trasporto pubblico) siano stati marginalizzati e per nulla considerati dalla politica, a causa forse della lora scarsa capacità di fare sistema e di muoversi in modo organizzato, come riesce a fare appunto un sindacato. E tuttavia non si dovrebbe sottovalutare, io credo, la capacità di fare opinione che essi oggi possiedono anche grazie a nuovi mezzi di comunicazione, così come sarebbe doveroso ascoltarne le ragioni, in qualità di cittadini che pagano le tasse e che quindi si aspettano servizi decenti.

Il futuro non promette nulla di buono, dicevamo, ecco perchè è importante non abbassare la guardia e proseguire, ognuno nel proprio territorio, delle azioni di pressing nei confronti degli Enti Locali e verso i propri deputati di riferimento. Anche mozioni ed ordini del giorno fatti approvare ai rispettivi consigli comunali, provinciali e regionali sono utili e servono a far da cassa di risonanza alle nostre legittime richieste.

E' importante farlo ora, prima che sia troppo tardi.

Concludiamo questo breve resoconto ringraziando la Presidente della Fiera di Genova, Dott.ssa Sara Armella, e l'On. Mario Tullo, che si sono positivamente attivati per favorire il buon esito della nostra iniziativa.

Ringraziamo anche, infine, l'Associazione Pendolari Piacenza, che si è unita all'Appello e che salutiamo con entusiasmo.

Appello per il trasporto pubblico: no al taglio delle risorse, no al taglio del servizio

Togliere risorse al trasporto pubblico (treni, autobus, metropolitane, ecc.) è un grave errore strategico poiché se da un lato viene limitato il diritto alla mobilità dei cittadini, dall’altro si aumentano i costi sociali legati a incidentalità, congestione ed inquinamento, si deprime l’economia e si causa un generale peggioramento della qualità della vita.

Al Presidente della Repubblica Italiana

Al Ministro dell’Economia

Al Ministro dei Trasporti

 

Signor Presidente, Signori Ministri,


sono quasi 3 milioni i cittadini che ogni giorno basano sulla disponibilità di mezzi di trasporto pubblici la loro possibilità di andare al lavoro, a scuola, all’università, e, in generale, a svolgere le loro più diverse attività.

Usare i mezzi pubblici non significa solo poter disporre di un modo economico per spostarsi dalla propria abitazione verso la destinazione prescelta, ma significa scegliere una modalità di trasporto in grado di coniugare con efficacia diversi importanti vantaggi: un minor inquinamento ambientale, un minor congestionamento delle strade, una minore incidentalità con i connessi alti costi sociali, per non citarne che alcuni. Nell’insieme, una mobilità collettiva efficiente è un fattore in grado di migliorare in modo sensibile la qualità della vita percepita dai cittadini.

La Manovra varata dal Governo prevede per il 2012 ulteriori tagli nei trasferimenti alle Regioni, tagli che si abbattono, in particolare, sul trasporto pubblico mettendone in pericolo la stessa sussistenza, atteso che si parla di una riduzione del 75% delle risorse.

Attuare una simile misura impedirebbe da un lato a centinaia di migliaia di studenti e lavoratori di muoversi e dall’altro provocherebbe il caos poiché farebbe aumentare il traffico e la congestione delle nostre strade, già in molti casi oltre il livello di guardia.

Per ovviare parzialmente ai tagli le Regioni non avrebbero altra scelta che aumentare in modo insostenibile il prezzo dei biglietti e degli abbonamenti, e questo nel bel mezzo di una crisi economica che erode stipendi e pensioni sempre più insufficienti a far fronte alle necessità quotidiane.

L’aumento dell’IVA al 21% porterà inoltre un ulteriore aumento del costo della vita e in particolare dei trasporti, con un ulteriore effetto negativo sul potere d’acquisto dei cittadini, andando a colpire, proporzionalmente, le fasce più deboli, numericamente in costante aumento.

Anche le conseguenze dei tagli al trasporto pubblico sul sistema economico nel suo complesso saranno molto negative, abbiamo già accennato ai costi sociali dovuti a congestione, inquinamento e relative malattie, incidentalità, che già oggi costano al Paese ben 2 punti di PIL e che una più attenta politica in favore della mobilità collettiva e sostenibile potrebbe sensibilmente abbassare, liberando risorse per investimenti in grado di creare occupazione e migliore qualità della vita.

Impiegare risorse in trasporto pubblico e mobilità sostenibile non è un costo, ma un investimento che riveste un carattere anticiclico nei confronti di una crisi economica dalla quale sarà possibile uscire solo se saremo in grado di immaginare un futuro diverso e migliore della realtà in cui viviamo oggi. Non è giocando in difesa, ripiegati su noi stessi, così come prefigura appunto una politica di soli tagli, che potremo vincere le sfide della mondializzazione economica.

Pensiamo che la mobilità collettiva faccia parte di questa visione del nostro futuro, insieme ad una economia che punti con decisione sull’innovazione e sullo sviluppo sostenibile, ed è per questo che ci rivolgiamo a Lei, Signor Presidente,  ed a Voi, Signori Ministri dell’Economia e dei Trasporti, perché sia riconsiderata l’ipotesi di tagliare le risorse ad un settore non solo vitale per milioni di cittadini, ma dal quale l’economia potrebbe trarre grande impulso.
Confidando che questo appello non resterà inascoltato, rivolgiamo a Lei, Signor Presidente, e ai Signori Ministri, il nostro sincero ringraziamento per l’attenzione prestata alla voce di milioni di cittadini.

com.

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