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Attualità | martedì 24 gennaio 2012, 13:10

"I falsi partigiani chiedano scusa!"

Le denuncia di Oreste Arnello, nome di battaglia "Leoncino"

Cominciano ad arrivare le prime risposte di sostegno alla denuncia di Oreste Arnello, nome di battaglia “Leoncino”, che in un recente colloquio a Rocchetta Cairo aveva espresso pubblicamente il suo dispiacere nel sentire alcune persone spacciarsi per partigiani e attribuirsi azioni di guerriglia a cui non avrebbero preso parte:  “Siamo rimasti in pochi i superstiti partigiani del primo “Gruppo Bacchetta” agli ordini del sotto-tenente Giuseppe Dotta, gruppo che si era costituito dopo l’8 settembre 1943”.   

“Sono stufo di sentire vanterie e racconti fasulli da persone che addirittura non militarono tra le file dei partigiani e che quando avvennero i fatti di cui si vantano erano a casa, a dormire nel loro letto. Uno di loro avrebbe anche ritirato una medaglia d’argento al valore". Arnello chiede che le dichiarazioni, inserite addirittura in un libro, siano ritrattate e cita con precisione a cosa si riferisce: in un capitolo del libro “Divisione Fumagalli” scritto da Gianni Toscani e pubblicato dalla MAGEMA, vi sono dichiarazioni di L. V., classe 1929, fasulle in quanto l’uomo, appena quindicenne all’epoca dei fatti, non fu mai partigiano.  

Oreste Arnello è uno degli ex-partigiani più lucidi, fu tra i primi che si trovarono a monte Aprico nella primavera del 1944 quando si formò il primo nucleo di resistenti a Rocchetta Cairo. “Ci sono stati anni che non andavo più ai raduni degli ex-partigiani perché mi dava molto fastidio sentire i loro racconti esagerati che facevano quando alzavano il gomito. Ora che qualcuno affermi il falso e lo faccia addirittura scrivere nei libri non mi va proprio più. La verità storica deve essere riaffermata", conclude Arnello.

 

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