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Cronaca | 21 marzo 2017, 09:15

Autovelox e fenomeni di isteria collettiva: parte il tam-tam sui social dopo la riattivazione del sensore a Borgio Verezzi

Il sindaco Dacquino: “Massima trasparenza, abbiamo annunciato pubblicamente la riattivazione dell’autovelox proprio perché vogliamo automobilisti più prudenti, non per fare cassa”

Autovelox e fenomeni di isteria collettiva: parte il tam-tam sui social dopo la riattivazione del sensore a Borgio Verezzi

Fioccano le multe per i conducenti che sull'Aurelia, a Borgio Verezzi, infrangono il limite dei 50 chilometri orari. L'autovelox installato ormai 10 anni fa sul rettilineo è tornato operativo. Già da mesi la Prefettura di Savona ne aveva autorizzato la riattivazione 24 ore su 24.

In realtà un autovelox è uno strumento abbastanza diffuso, eppure la riattivazione di quello all’inizio di Borgio ha scatenato un rapido tam-tam di messaggi su Facebook e Whatsapp.

Questo tam tam si è trasformato, in poche ore, in una sorta di isteria collettiva, con il moltiplicarsi di leggende legate al fatto che in realtà l’autovelox sarebbe affiancato da ipotetici “sensori nell’asfalto che rilevano la velocità delle auto dal basso”.

Al punto che alcuni complottisti invitano persino a diffidare di tutti quei comuni della Riviera Ligure che stanno facendo lavori di manutenzione alle strade, perché in realtà “starebbero installando altri sensori”.

Sottolinea il sindaco di Borgio Verezzi, Renato Dacquino: “Noi partiamo dal presupposto che bisogna prevenire gli incidenti. Grazie agli impianti semaforici abbiamo ridotto in maniera notevole e, adesso, abbiamo annunciato in via ufficiale che è stato riattivato l’autovelox sull’Aurelia. Siamo stati proprio noi i primi a dirlo, per invitare gli automobilisti alla prudenza. Se avessimo voluto fare multe lo avremmo semplicemente riacceso senza dire nulla.

Il messaggio che vogliamo far passare è: andate adagio e rispettate le regole, lo mettiamo anche nella bacheca elettronica. Massima trasparenza, quindi, lo facciamo per sicurezza e non per fare cassa”.

Riguardo alla leggenda dei sensori, il sindaco spiega come a volte, da una verità molto semplice, nascano le leggende più bizzarre: “In zona Valle, nell’area artigianale, c’è il semaforo per il senso unico alternato con un sensore di rilevamento che verifica l’avvicinamento delle auto in entrambe le direzioni per prevenire eventuali code, altri tipi di sensori non ne esistono”.

E sul tema sicurezza, il sindaco Dacquino insiste molto: “Tra Pietra e Finale Ligure sul rettilineo dell’Aurelia di notte fanno le gare con le moto. Se l’ANAS ci lasciasse intervenire come strada comunale metteremmo anche i dossi”.

Redazione

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