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Attualità | sabato 13 gennaio 2018, 11:00

Viabilità: attenzione al fondo dissestato tra il Melogno e Calizzano

La vicepresidente Isella: "Stiamo attendendo il bilancio di previsione 2018 della provincia, che comprenderà il piano asfalti"

Viabilità: attenzione al fondo dissestato tra il Melogno e Calizzano

Numerosi possessori di mezzi a due ruote l’hanno già soprannominata “la strada spacca-ammortizzatori”: stiamo parlando di un tratto ben specifico della Sp 490: questa direttrice parte dalla costa, a Finale Ligure, da dove sale dalla via Aurelia fino a congiungere Liguria e Piemonte, terminando a Bagnasco, in provincia di Cuneo. Ma, come dicevamo, sono diversi gli automobilisti e i motociclisti che hanno segnalato alla nostra redazione un punto considerato pericoloso: si tratta della zona del colle del Melogno, poco lontano dal ristorante “Din”, in direzione Calizzano. Il fondo del tratto è dissestato per molteplici problemi, primi fra tutti gli episodi di maltempo che si sono abbattuti sulla zona con particolare veemenza negli ultimi tre anni.

La strada è sotto la responsabilità della provincia, per cui abbiamo interpellato in merito Luana Isella, vicepresidente provinciale. Isella, nella sua duplice posizione nel mondo lavorativo come geologo e in quello del volontariato con la sua attività nella protezione civile,  conosce i mutamenti del territorio e i rischi che essi comportano; per questo motivo, fin dal suo insediamento in provincia, ha avviato una serie di controlli in prima persona, affiancata dai sindaci dei Comuni interessati, per valutare la situazione delle strade provinciali.

Commenta la vicepresidente Isella: “Come provincia abbiamo appena approvato il bilancio consuntivo 2017 e stiamo valutando adesso i punti essenziali del bilancio previsionale 2018, che riguarda anche gli interventi di manutenzione; a questo punto dobbiamo solo attendere: esso infatti comprende il piano asfalti, che ci dirà dove intervenire, in che modo e con che fondi. Contestualmente a esso organizzerò una serie di sopralluoghi sulle zone interessate, tra cui naturalmente anche questa”.

Alberto Sgarlato

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