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Economia | 05 novembre 2018, 12:32

Stai pensando di investire nei beni rifugio?

Scopri perché non sempre sono la soluzione ai tuoi problemi

Stai pensando di investire nei beni rifugio?

In questi mesi - dove anche gli asset più tranquilli come le obbligazioni riportano rendimenti negativi da inizio anno e le tensioni politiche sul nostro paese continuano a creare incertezza - sembra che i pensieri degli italiani, più che ai rendimenti, sia rivolto a cercare un porto sicuro.

Io capisco che di fronte alla paura i pensieri prendano solo queste strade:

Ø  Prelevo tutto dal conto e li metto sotto il materasso

Ø  Compro immobili come se non ci fosse un domani

Ø  Porto i soldi in Svizzera (vanno bene anche altri paesi che ti vengono in mente)

Ø  E infine Investo in oro e affini…

In generale stai cercando protezione rivolgendoti a quelli che vengono considerati i “beni rifugio”.

Mi riferisco a

Ø  beni immobili;

Ø  opere d’arte;

Ø  materie prime preziose (oro, argento);

Ø  valute estere forti (come dollaro, Yen, Franco Svizzero, Sterlina).

Cioè quei beni che nell’immaginario delle persone proteggono sempre e fanno pure guadagnare. Possono essere un pilastro importante per la tua sicurezza finanziaria, ma lascia che ti dica subito una cosa: sicurezza e rendimento non vanno d’accordo.

Se pensi ancora che possa esistere uno strumento che ti faccia dormire sempre sonni tranquilli sappi che non esiste.

Tralascio il discorso del materasso perché, fra possibilità di furti e il limite all’uso del contante, capisci anche tu che non si può definire soluzione.

Sugli immobili puoi leggere il mio pensiero qui http://patrimoniprotetti.it/2017/08/chi-altro-vuole-comprare-una-casa-per-i-figli/

L’idea di portate i soldi fuori dall’Italia o di comprare oro merita invece un discorso a parte.

In periodi di forte instabilità, in preda alla paura di perdere i propri soldi, molti italiani vedono un’unica via che porta alla salvezza: l’estero.

Ma vediamo cosa realmente potrebbe spingere le persone a portare i soldi fuori dall’Italia:

1.      Non pagare le tasse

2.      L’idea che possa fallire la banca sotto casa

3.      L’idea che lo Stato metta mano nei conti correnti con qualche patrimoniale

4.      La paura della fine dell’euro

5.      La volontà di diversificare gli investimenti

E tu hai mai pensato ad almeno una di queste cose?

Se sì, devi sapere che sono tutti motivi validi per spingerti a prendere una decisione, ma non credere che la soluzione corretta sia una sola.

Quando si parla di estero, generalmente il riferimento è la Svizzera, così come si intendono valute sicure i franchi svizzeri, i dollari e le sterline.

E’ possibile portare denaro all’estero in contanti sotto i 10.000 euro oppure con bonifico senza limiti. È tutto perfettamente legale ma ogni deposito bancario che supera nell’anno di imposta la soglia dei 15.000€ deve essere dichiarato cosi come gli eventuali guadagni sul quadro RW della dichiarazione dei redditi, nonché pagare l’Ivafe (Imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all'estero).

Scegliere la strada estera presenta inoltre una serie di problemi.

Ad esempio, se decidi di aprire un conto in Svizzera devi sapere che, non potendolo aprire on line, devi recarti fisicamente in una filiale e parliamoci chiaro: se non ti sei mai preoccupato di leggere un prospetto di un conto in italiano, come pensi di cavartela con un’altra lingua?

Inoltre, il paese non è più nella black list e garantisce la lotta all’evasione fiscale.

Il fisco, quindi, viene avvisato in automatico nel momento in cui apri un conto, per cui sul ‘’non pagare tasse’’ mettici una pietra sopra.

Comunque, nell’ipotesi di riuscire a farti accettare l’apertura del conto (non si può dare per scontato perché i controlli sono decisamente più severi che da noi) devi sapere che gli interessi sono pari a zero e i costi mediamente alti circa 200/300 euro all’anno.

A questo punto sei ‘’costretto ad investire i tuoi soldi‘’ e su questo punto devi avere le idee molto chiare.

Se hai aperto un conto all’estero, per massima coerenza, dovresti comprare titoli denominati in franchi svizzeri, ma hanno interessi a zero e ti esponi comunque al rischio cambio - a meno che non decidi di trasferirti definitivamente in Svizzera.

Se decidi di comprare titoli in euro, allora proprio non ti capisco, perché avresti potuto acquistarli direttamente dalla tua banca.

Certo, in questo modo non dovresti più preoccuparti di un eventuale fallimento della tua banca, ma forse avresti potuto aprire più conti in diverse banche italiane o semplicemente non lasciare eccessiva liquidità sul conto. ll bail in non colpisce gli asset finanziari non emessi dalla banca in crisi (azioni, titoli obbligazionari, fondi, ecc).

Se poi, quando le decisioni si fanno difficili, ti aspetti una consulenza continuativa, spero che tu abbia traferito almeno un milione di euro, altrimenti il tuo interlocutore non lo vedrai spesso come credi.

Capiamoci, non ti sto dicendo che non hanno senso questo tipo di operazioni, semplicemente devono essere valutate molto bene, perché a volte per risolvere un problema te ne crei altri più gravi.

Vuoi un esempio?

Se sei andato in Svizzera per evitare la patrimoniale - come quella del governo Amato nel 1992 che prelevò il 6 per mille dai conti correnti degli italiani - devo darti una brutta notizia, perché, se è vero che il governo italiano non potrà addebitare alcunché su conto estero, è anche vero che nessuno gli impedirà di mettere una nuova imposta sulle attività all’estero, colpendo di fatto tutta la tua ricchezza.

Quindi anche qui non si scappa.

Hai aperto un conto per paura della fine dell’euro? Contro il pericolo di una svalutazione?

La scelta di comprare altre valute è ottima, ma non devi necessariamente andare fisicamente in un altro paese.

Puoi investire da casa tua. Per stare sereno è sufficiente comprare delle Sicav o dei fondi di diritto lussemburghese espressi nella valuta che preferisci e, probabilmente, in base alla tipologia di asset potrai anche ottenere un rendimento. Così come in caso di implosione dell’euro si rivaluterebbero i titoli di stato tedeschi che ad oggi però hanno un rendimento pari a zero.

Se invece vuoi proprio “stare liquido” è sufficiente aprire un conto in valuta estera da una banca italiana (ma non tutte offrono questa possibilità).

Esiste però un caso in cui, effettivamente, avere un conto estero può risolvere diversi problemi.

Come diversificazione della liquidità.

Ricordi in Grecia nel 2015?

Il governo in carica, per evitare il collasso del sistema, decise non solo di bloccare i trasferimenti all’estero, ma anche di limitare il prelievo dai bancomat a 60 euro.

Ecco, avere una liquidità dalla quale attingere per questa emergenza è l’unica soluzione e per questo devi optare per banche poco onerose e decisamente flessibili nell’apertura dei rapporti.

L’altro bene considerato come un rifugio è l’Oro, ma ne parleremo la prossima volta…

Michele Isetta

Consulente finanziario

www.micheleisetta.it

Redazione giornalistica

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