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Al direttore | domenica 11 novembre 2018, 12:30

Ned Taubl ci segnala una vicenda di "nuovi poveri" a Savona

La triste storia di un uomo di 47 anni, disoccupato, con due figli e ben presto anche senza un tetto sulla testa

Ned Taubl ci segnala una vicenda di "nuovi poveri" a Savona

Arriva da Ned Taubl questa segnalazione alla nostra redazione: "Ci troviamo di fronte ad una nuova richiesta di aiuto e questa volta è un grido disperato di un papà separato savonese, che dopo la separazione ha dovuto fare i conti con la dura realtà della vita. 

Con la ex moglie ha avuto due figli maschi entrambi minorenni dove il più grande di 17 anni vive stabilmente con lui ed il piccolo di 9 con la madre ma ogni due settimane ne passa una con il papà; quindi è un padre che si da da fare e cerca il massimo sforzo per cercare di donare una serenità a questi bimbi, la madre vive a Celle, non ha un lavoro e il marito passa quando riesce un mantenimento. 

Lui Marco (nome di fantasia) lavora part time e non fisso a stagioni per una cooperativa che si occupa di disabili ed il suo compito è quello di occuparsi di loro come portarli al mare ed accudirli etc. Attualmente vive del minimo della disoccupazione in attesa di un nuovo contratto della cooperativa ed è così per lui da 5 anni.

Il problema di un reddito non dignitoso dovuto alle difficoltà per ottemperare a tutte le spese lo ha portato a chiedere aiuti agli assistenti sociali di Savona e dopo mille battaglie era riuscito tramite un bando apposito per papà separati di poter accedere ad un alloggio provvisorio. 

Qui è il problema perché entro maggio deve liberare questo alloggio dove lui ha sempre pagato il canone di locazione fissato a 250 euro regolarmente ma i crismi di questi aiuti cozzano con il buon senso; Così, come si evince dalla raccomandata di arte, entro maggio 2019 deve liberare appunto l'appartamento.

Marco però confidava nel buonsenso e sperava in un cambio di contratto ed un prolungamento vista la sua situazione in presenza di pure di due minori.

Ma così non è stato e l'assistente sociale è stata categorica nell'incontro avvenuto pochi giorni fa: "SIGNOR MARCO NOI NON POSSIAMO PIÙ AIUTARLA! Si dia da fare", si è sentito dire Marco.

Ma quest'uomo si da da fare: svolge piccoli lavori e infatti gli affitti, bollette e mantenimento alla moglie risultano tutti regolari. "Ma ora non ce la faccio più", afferma Marco.

"Sì è vero mi hanno dato provvisoriamente questo alloggio ma non ho potuto neanche arredarlo per la mancanza di sicurezza di un prolungamento del contratto visto i pochi mesi che mi hanno permesso di poterci vivere... Questa non è vita", afferma.

Marco, leva 1971, ha 47 anni e il suo reddito risulta inferiore a 5 mila euro annui. Il suo è un grido di aiuto forte. "Sono pronto ad andare a dormire in macchina", afferma; e pochi giorni fa ha postato addirittura su un gruppo di cerca lavoro un aiuto dove chiedeva anche di un garage per vivere lui è i suoi due figli. Ecco sinceramente vengono le lacrime agli occhi.

In passato anche grazie al vostro aiuto sui media siamo riusciti ad aiutare delle persone. Questa è una di quelle situazioni. Non possiamo girarci dall'altra parte. Abbiamo l'obbligo morale di aiutare queste persone, sono italiani per bene, lavoratori che sono caduti in un vortice che ti prende e non ti fa stare a galla. "Mia madre vive della pensione sociale e non sa niente", afferma Marco.

A Savona c'è un problema sociale enorme: Mettono in mezzo alla strada un savonese con due minori e non si ristrutturano le migliaia di appartamenti che risultano vuoti e chiusi; in un incontro con il responsabile di arte due anni fa ci spiegò che questa situazione deriva dalla mancanza di fondi per poter restaurare questi alloggi. Ma questo è inaccettabile che un comune capoluogo di provincia non abbia un piano per sistemare questi alloggi e ridare input e dignità all'assessorato alle politiche sociali che risulta tra i meno efficienti dei comuni savonesi! Marco ci ha contattati come ultima spiaggia: "Sono pronto a tutto per me ed i miei figli". E noi saremo con lui. Ora chiediamo che gli assistenti sociali diano risposte concrete perché non si può sempre sperare nella bontà e nell'aiuto di qualche privato cittadino, anche se speriamo che comunque possa esistere qualche anima buona. Grazie".

Lettera firmata

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