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Al Direttore | 19 ottobre 2026, 08:13

Francesco De Maestri, l’eroe dimenticato di Spotorno che combatté al fianco di Garibaldi

Lettera firmata

Francesco De Maestri, l’eroe dimenticato di Spotorno che combatté al fianco di Garibaldi

Riceviamo e pubblichiamo: 

"Ieri, domenica 18 ottobre, ricorreva il bicentenario della nascita di Francesco De Maestri, leggendario compagno di avventure di Giuseppe Garibaldi". 

"Francesco De Maestri fu un eroico militare e patriota italiano, nato a Spotorno proprio il 18 ottobre 1826. La sua vita sembra la trama di un romanzo d’avventura ottocentesco, profondamente intrecciata con le imprese di Giuseppe Garibaldi". 

"E io, come cittadino spotornese e nella mia veste di storico, sento il dovere di ricordarlo personalmente, visto che finora nessuno lo ha fatto". 

"Raccontare in breve la sua storia non è cosa facile, ma penso di scrivere a breve una nota più compiuta per onorarne la memoria. Prendo atto, dalla corrispondenza con il molto attivo Bollettino della Società di Storia Patria di Savona, che lo stesso presidente, Danilo Bruno, terrà il 10 novembre una conferenza per ricordarlo. Giusto così". 

"Nato in una modesta famiglia di contadini liguri, da Peregrino De Maestri e Maria Toso, Francesco emigrò giovanissimo in Sudamerica alla ricerca di fortuna. Lì, nel 1842, si unì alla Legione Italiana di Garibaldi, combattendo a Montevideo, dove purtroppo perse il fratello. Nel 1848 decise di rientrare in Italia insieme all’Eroe dei Due Mondi, a bordo del brigantino Speranza, per prendere parte alla Prima guerra d’indipendenza". 

"Durante la violenta battaglia di Morazzone, nel 1848, De Maestri subì una gravissima ferita che portò all’amputazione del braccio destro. Nonostante questa pesante menomazione fisica, l’anno successivo volle comunque partecipare alla gloriosa difesa della Repubblica Romana. Per il coraggio dimostrato a Roma ricevette una medaglia d’argento al valor militare. Una lettera autografa dello stesso Garibaldi, datata 25 dicembre 1859, lo richiamò in Italia dall’Uruguay, dove si trovava in quel momento. Risulta inoltre inserito nell’elenco ufficiale dei Mille di Garibaldi. Conclusa la stagione delle campagne militari con il grado di capitano, De Maestri tornò nella sua Liguria. Avendo bisogno di un sostentamento, trovò impiego come economo-custode e bidello presso il collegio degli Scolopi a Savona". 

"Tra i banchi di quella scuola sedeva un giovanissimo studente destinato a diventare uno dei più celebri scrittori e giornalisti dell’epoca: Anton Giulio Barrili". 

"Barrili rimase profondamente affascinato dai racconti del «Franceschin», come De Maestri veniva affettuosamente chiamato a Spotorno, e ne mantenne vivo il ricordo nei suoi scritti giornalistici. Francesco De Maestri morì a Savona, in ospedale, il 23 marzo 1867, a soli 40 anni. Nell’estratto del Registro degli atti di morte, sezione seconda dell’Ufficio civico della città di Savona, si legge: 'Francesco Demaestri, Capitano di Fanteria in ritiro, alle ore tre antimeridiane del giorno 23 lasciava la vita terrena'.

"Spotorno lo ricorda con una targa collocata sul vecchio edificio comunale, sul quale campeggia anche un busto in bronzo, per iniziativa della Società Operaia. Un’altra targa è stata posta sulla sua casa natale in occasione del 150° anniversario della nascita, per iniziativa del Circolo Pontorno, nella via a lui dedicata: via De Maestri". 

Antonio Rovere

Lettera firmata

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