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Cronaca | 11 novembre 2018, 10:25

Minacce di morte a Arboscello e Battaglia, indaga la Digos

Il sindaco di Bergeggi e la consigliera comunale del Pd hanno ricevuto due chiamate intimidatorie seguite da minacce di morte. Arboscello: “Non posso fare ipotesi, ma è tutto assurdo, non capisco le motivazioni per un gesto così grave”.

Minacce di morte a Arboscello e Battaglia, indaga la Digos

Due telefonate, anonime, in due giorni diversi e minacce di morte. Ad essere coinvolti il sindaco di Bergeggi e segretario cittadino del Partito Democratico Roberto Arboscello e la consigliera comunale della minoranza, membro della segreteria regionale del Pd Cristina Battaglia.

Una, ricevuta mercoledì 7 ottobre, in tarda serata, dalla candidata sindaco a Savona nel 2016, che si trovava a Roma per motivi di lavoro e che è stata raggiunta da una chiamata di un numero privato, una voce maschile che la invitava prima a farsi da parte e successivamente proseguiva con minacce di morte.

La mattinata successiva, nel suo ufficio all’interno del comune, la stessa cosa, negli stessi termini, è capitata al primo cittadino bergeggino, già al corrente dello più che spiacevole accaduto alla collega di partito.

Lo sgomento e la paura sono i sentimenti che sono prevalsi dopo un fatto di questo tipo e, dopo una denuncia ai carabinieri effettuata da Cristina Battaglia, è stata prontamente allertata la Digos di Savona e Genova che sta in questo momento indagando sul caso e monitorando i posti di lavoro e le abitazioni dei due politici savonesi.

“Mi farebbe piacere risalisse a chi è stato. Spero non sia nulla di grave, a Savona non sono mai successe queste cose, è un gesto bruttissimo - spiega il segretario cittadino Dem Roberto Arboscello - È un fatto non correlabile all’attività da sindaco, non ho motivi di pensarlo in quanto non ho mai avuto screzi con nessuno. Non posso fare ipotesi, ma è tutto assurdo, non capisco le motivazioni per un gesto così grave”.

“Un plauso va assolutamente alle forze dell’ordine che sono stati efficienti in tutto, si sono messi subito al lavoro, ci hanno fatto sentire tranquilli” conclude Arboscello.

Luciano Parodi

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