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Eventi | mercoledì 21 novembre 2018, 07:40

Ad Albenga il convegno "Nello spirito dell’8 settembre nasce il Museo della Resistenza"

Il 23 novembre alle ore 17 presso la sala San Carlo

Ad Albenga il convegno "Nello spirito dell’8 settembre nasce il Museo della Resistenza"

 

Cresce l’attesa ad Albenga per il Convegno che si terrà il giorno 23 novembre alle 17 presso la sala San Carlo sul tema “Nello spirito dell’8 settembre nasce il Museo della Resistenza di Albenga”. 

Attesa la partecipazione di Associazioni e Cittadini finalizzata a dare vita ad un percorso progettuale condiviso da cui nasca una “ casa comune della memoria democratica”, luogo di testimonianza e rinnovo di quel sistema di valori su cui si incardina il nostro sistema di vita comunitario. 

Dopo il previsto saluto del Presidente di Regione Liguria Giovanni Toti introdurrà il Convegno il Sindaco di Albenga Giorgio Cangiano. Alla presenza della Senatrice Roberta Pinotti e del Vicepresidente del Consiglio Regionale Ligure Luigi De Vincenzi motivazioni e linee guida del progetto museale verranno illustrate da Giuliano Arnaldi, Presidente di Mu.Re.A., (l’Associazione che raccoglie i promotori dell’iniziativa e cioè le Anpi del Ponente ligure, la F.I.V.L., l’I.S.R.E.C. di Imperia e l’Associazione Fischia il Vento) e Claude Acasto, presidente di ANPI Albenga, Il Deputato albenganese Franco Vazio, che coordina le attività istituzionali legate alla seconda fase dell’istruttoria relativa al riconoscimento della Medaglia d’Oro al valor civile per l’impegno delle popolazioni ingaune nel periodo Resistenziale riferirà su questa vicenda. Concluderà i lavori l’On. Giovanni Rainisio, Presidente dell’Istituto Storico per la Resistenza e l’Età Contemporanea della Provincia di Imperia.

"L’8 settembre del 1943 migliaia di singole coscienze  di ogni colore politico e fede religiosa- dice Giuliano Arnaldi -  abbandonate al loro destino dalle classi dirigenti di quel tempo, scelsero la via dura e pericolosa della speranza rispetto a quella vile della paura. Scelsero la montagna. Singoli individui si riappropriarono delle loro libertà organizzandosi in quei “microcosmi di democrazia diretta” che furono le bande Partigiane, profondamente incardinate sul territorio e fondate sul rapporto di autorevolezza e fiducia tra i Partigiani e i loro Comandanti. Essi furono giuridicamente rivoluzionari, dando vita ad una Carta Costituzionale pagata con il sangue e il futuro di tanti giovani, come i 59 Martiri della Foce ci ricordano". 

"Ciò che su quella Carta è scritto non è compiuto, ma anzi messo in pericolo da chi nuovamente cerca di ripristinare il potere della paura sul coraggio della speranza. Rinnovare lo spirito dell’8 settembre significa ripartire da questo, dal coraggio e dall’impegno di ogni singola coscienza che abbia a cuore l’idea di difendere e consolidare i principi di libertà, umanità e rispetto che i Partigiani conquistano per noi e che noi dobbiamo preservare per le nuove generazioni" conclude Arnaldi. 

 

Comunicato stampa

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