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Economia | 08 febbraio 2019, 07:00

Nell’ultimo anno 1 italiano su 10 ha giocato online

In media ognuno di noi trascorre in Rete 6 ore e 4 minuti ogni giorno, tempo che per un terzo viene trascorso sui social media

Nell’ultimo anno 1 italiano su 10 ha giocato online

Gennaio è per definizione il mese dei buoni propositi, quello in cui compiliamo la lista delle cose da fare nel resto dell’anno. Non solo. E’ il periodo più conveniente per fare un bilancio di tutto ciò che ci siamo lasciati alle spalle. Gli accadimenti passati sono abbastanza vicini da essere ricordati con esattezza, ma anche sufficientemente lontani per essere analizzati con la giusta obiettività.

Sarà per quanto appena scritto che la maggior parte degli istituti di ricerca, nel Belpaese ma non solo, non appena il nuovo anno spalanca i battenti rendono pubblici un bel po’ dei loro studi. E in queste prime settimane del 2019, come da consolidata tradizione, hanno fatto la loro comparsa un paio di analisi che meritano particolare attenzione.

Digital 2019” è l’indagine condotta dall’agenzia creativa We Are Social e dalla piattaforma web di condivisione Hootsuite. I suoi numeri ci svelano che dei 7,676 miliardi di individui che calpestano la superficie della Terra, quelli connessi alla Rete hanno raggiunto quota 4,388 miliardi. Rispetto al precedente rapporto il dato presenta una crescita pari al 9% che, tradotta in termini piuttosto spiccioli, significa un aumento di circa 1 milione di utenti al giorno per tutto il 2018. Le persone attive sui social media (tutti, non solo i più noti) ammontano a 3,484 miliardi e quasi tutte aggiornano il loro stato o controllano quello dei loro contatti attraverso i device mobili, 3,256 miliardi di individui.

Ovviamente i dati variano da regione a regione. Ma il Vecchio Continente, assieme al Nord America, è quello con i numeri più importanti.

E dalle nostre parti?

Non volendo tradire la tradizione che ci indica come un popolo di navigatori… su 59,25 milioni di italiani, quelli collegati a Internet risultano 54,80 milioni (+27% rispetto al dato riportato in “Digital 2018”). Sui social media trovano cittadinanza 35 milioni di persone e, come già visto a livello globale, quasi tutte se ne servono attraverso smartphone o tablet computer, 31 milioni.

In media ognuno di noi trascorre in Rete 6 ore e 4 minuti ogni giorno, tempo che per un terzo viene trascorso sui social media.

E’ evidente – si legge nella pagina web che introduce l’analisi – come l’Italia sia un paese i cui utenti internet e in particolare social cerchino in essi svago e divertimento”.

D’altronde che le nuove tecnologie avrebbero finito con l’influenzare anche le attività di riempimento del cosiddetto tempo libero è cosa che gli studiosi andavano teorizzando da tempo. Diciamo da quando nella prima metà degli anni Ottanta fecero la loro comparsa nei salotti delle case i cosiddetti computer per tutta la famiglia. Ma se un tempo per trascorre qualche ora cercando di liberare la principessa di turno oppure salvare il mondo dalla più scontata delle invasioni aliene era necessario possedere fisicamente il gioco (che poteva essere in cartuccia, cassetta a nastro, floppy disk), oggigiorno è sufficiente avere una connessione per giocare a poker o blackjack in un casinò online italiano, naturalmente autorizzato dall’ADM (l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli), o anche solo vedere un film o una serie televisiva.

Tutto ciò è certificato anche dal “Rapporto Eurispes 2019” secondo il quale nell’ultimo anno tre italiani su dieci hanno partecipato a giochi con vincite in denaro.

Entrando nel dettaglio: il 18,3% del campione intervistato ammette di aver giocato sulla rete fisica, quella cioè composta da sale bingo, punti scommessa, corner con slot machine (AWP) e le videolottery (VLT), e distribuita lungo tutto il territorio nazionale; il 2% dichiara di essersi cimentato esclusivamente in ambiente online; per concludere con il 7,9%, che spiega di aver impiegato il proprio tempo sia nel gioco offline che nel gambling online.

La speranza di una grossa vincita è la motivazione che più spesso induce a giocare (27,9%), seguita dalla ricerca di denaro facile (22%) e solo successivamente dal divertimento (21,1%; nel 2009 erano il 27,4%)” si legge nella nota stampa che accompagna il documento prodotto dall’Eurispes.

Ma in Rete i dealer non trovano soltanto luoghi virtuali in cui tentare la sorte o mettere alla prova le loro capacità.

Come già avvenuto per altri settori e interessi, anche per quanto riguarda l’azzardo sono dapprima sorte e poi hanno preso piede vere e proprie comunità di giocatori. In questi ambienti i player si scambiano indicazioni e consigli su questo o quel casinò online, su quale poker room frequentare di volta in volta, vengono segnalate iniziative speciali e proposti aiuti affinché il gioco rimanga sempre e soltanto un passatempo.

Un esempio?

Proviamo a rintracciare e apprendere la storia della prima poker room sbarcata in Rete nel 1998. Vent’anni che sembrano ormai un secolo. Presente ancora oggi, non ospita più partite fra player di tutto il mondo. Al contrario sembra essere diventata una sorta di enciclopedia del poker, che mette a disposizione degli internauti le regole delle numerose varianti del gioco.

ip

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