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Attualità | 02 luglio 2019, 10:54

Savona, dopo 42 anni va in pensione Umberto Torcello: "Il commercio la mia vita, pensiamo alla creazione di un progetto per difenderci dai cambiamenti"

Torcello, 64 anni, dal 1975 nel mondo del commercio, 22 anni nella Confcommercio

Savona, dopo 42 anni va in pensione Umberto Torcello: "Il commercio la mia vita, pensiamo alla creazione di un progetto per difenderci dai cambiamenti"

“Ora mi godo la pensione poi stiamo lavorando alla creazione di un’associazione culturale sul territorio”. Lo storico volto della Confcommercio Umberto Torcello dopo 42 anni da ieri è in pensione ma non ha intenzione di mollare il mondo del commercio, “casa sua” dal 1975.

Torcello, 64 anni, ha iniziato nel novembre di 44 anni fa organizzando i banchi della fiera di Santa Lucia (che al tempo era ancora gestita dalle organizzazioni sindacali, con la legge del ‘76 la gestione passò da privata a pubblica), restò per 22 anni fino al 1997 in Confesercenti e successivamente dal 97 ad oggi in Confcommercio.

“Non mi dimenticherò mai i primi tempi, il primo lavoro, una volta interfacciarsi con gli ambulanti era più complicato, erano probabilmente più coriacei” spiega Torcello.

In Confcommercio Torcello ha seguito diverse categorie e oltre agli agenti di commercio e gli agenti immobiliari, più assiduamente soprattutto gli ambulanti (per motivi tecnici fino al 18 luglio sarà coordinatore fino all’assemblea generale): “Non voglio abbandonarli rimarrò se vorranno come socio e continuerò comunque a dare una mano, stanno vivendo un momento particolare, fuori dalla Bolkestein e ci sono due o tre mercati da mettere a posto, non vorrei abbandonarli”.

In futuro è in programma un progetto interessante per continuare a tenere vivo il commercio in provincia di Savona: “Non abbandono il terziario ma l’idea è di creare un’associazione culturale sul territorio, dopo tanti anni si sta affrontando la fase più difficile, si stanno verificando veramente dei cambiamenti - spiega il neo pensionato - Negli anni ho visto crescere le diverse attività, i nuovi supermercati, le crisi economiche, ma oggi è cambiato il modo di cambiare e di vendere, ci deve essere un’analisi complessiva, senza però cambiare le associazioni di categorie che hanno assolutamente un ruolo importante. Ci vorrebbe uno sforzo per unificarsi, le esigenze non sono più politiche ma reali”.

“Credo che il commercio resisterà al dettaglio come i mercati, ci dovrà essere un metodo per trovare soluzioni comuni per potersi difendere dai cambiamenti. Bisogna capire come fare il commercio 4.0” conclude Torcello. 

Luciano Parodi

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