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Eventi | 15 ottobre 2019, 11:19

Presentata a Firenze la nuova edizione de "I Ristoranti dell’Espresso": tante conferme e alcune interessanti novità per la Liguria

Crescita complessiva per la ristorazione in provincia di Savona, ma non si va oltre i due cappelli con “A Spurcacciuna” e “Nove – Villa la Pergola”

Presentata a Firenze la nuova edizione de "I Ristoranti dell’Espresso": tante conferme e alcune interessanti novità per la Liguria

Nessun ristorante ligure fra i 10 ristoranti al vertice della ristorazione italiana che hanno ottenuto il massimo punteggio di cinque cappelli (livello massimo di giudizio) che sono Casadonna Reale di Castel di Sangro, St. Hubertus di San Cassiano, Le Calandre di Rubano, Lido 84 di Gardone Riviera, Osteria Francescana di Modena, Piazza Duomo di Alba, Uliassi di Senigallia, e tre new entry, Seta del Mandarin di Milano, Madonnina del Pescatore di Senigallia e Villa Feltrinelli di Gragnano.

Il risultato della Liguria conferma pienamente le parole del direttore delle guide de L'Espresso Enzo Vizzari che ha segnalato come "nella guida ci sono tante conferme eccellenti, ma poche novità nella fascia media. I bravi sono sempre più bravi, ma fenomeni emergenti con forza di irrompere al vertice se ne vedono sempre meno".

La nostra regione è molto vivace nella fascia medio bassa, conferma un percorso di leggera crescita complessiva, ma non registra nessuna presenza fra i big, da 3 a 5 cappelli. I sanremesi “Paolo e Barbara” perdendo un cappello rispetto alla precedente edizione, contribuiscono ad aumentare il numero dei “due cappelli” che passano 6 a 8 con le novità di “A Spurcacciuna” di Savona e “Osteria della Corte” di Spezia (più un cappello rispetto al 2019), e che si aggiungono ai riconfermati “Il Marin” di Genova (Porto Antico); “The Cook Restauranta al Cavo” di Genova; “Impronta d'Acqua” di Lavagna; “Sarri” di Imperia e “Nove della Villa la Pergola” di Alassio. Perde un cappello Mauro Ricciardi della “Locanda dell'Angelo di Ameglia” che si aggiunge all’elenco dei premiati con un cappello che passa da 21 a 25 chef.

Questo dato conferma che forse la cucina ligure sta imboccando finalmente una fase di ripresa dopo anni di continua flessione, grazie a un giusto equilibrio tra innovazione e tradizione ed a un deciso rinnovamento delle proposte gastronomiche. Ed in questa direzione va anche l'importante menzione "Generzione 2020" a Paolo e Barbara per il passaggio di consegne in cucina al giovane Lorenzo Masieri.

Bilancio in positivo per quanto riguarda i ristoranti ad un cappello per la nostra provincia, il che conferma il trend di crescita nella fascia medio-bassa. Rispetto all'anno precedente sono due le new entry a conquistare un cappello, ossia “Meta” di Celle Ligure e “Ai Torchi” di Finale Ligure, mentre ad uscire dalla classifica è “La Meridiana” di Garlenda.

Nessun salto in avanti nella classifica per “Doc” di Borgio Verezzi, “Il Vescovado” di Noli, “Claudio” di Bergeggi ed il “Muraglia Conchiglia d'Oro” di Varigotti, che restano fermi alla valutazione di un solo cappello.

Dando uno sguardo fuori provincia, si confermano con il punteggio di un cappello: “Cantine Cattaneo” Sestri Levante (GE); “Conchiglia” Arma di Taggia (IM); “La Brinca” di Ne; “La Posta” di Spezia; “Osteria della Corte” di Spezia; “Le officine del gusto” Sarzana (SP); “Langosteria Paraggi” di Paraggi; “Manuelina” Recco; “Mimosa Restaurant” Sanremo; “Salvo Cacciatori” Imperia; “Balzi Rossi” Ventimiglia; “Giardino del Gusto” Ventimiglia. Nuove entrate sono: “Mercato Orientale” Genova; “U titti” Cipressa (IM); “Acqua” di Ortonovo (SP); “Miky” di Monterosso al Mare (SP); “San Giorgio” Cervo (IM); “Braccioforte” Imperia; e “Mauro Ricciardi - Locanda dell’Angelo” Ameglia (SP) che si aggiunge a questo elenco scendendo da due cappelli a uno. Fuori dalla classifica “La Voglia Matta” di Genova; “San Giorgio” di Genova; “Hotel Miramare” di Santa Margherita Ligure e “La Creuza de Mauri” di Lerici

Nessuna presenza ligure nemmeno per i riconoscimenti speciali che sono:

La cuoca dell'anno è Alessandra Del Favero di Aga Hotel Villa Trieste di San Vito di Cadore;

il Ristorante sostenibile dell'anno è il Joia di Milano;

il Piatto dell'anno va all'Osteria Francescana;

il giovane pizzaiolo è Valentino Tafuri della pizzeria Tre voglie a Battipaglia.

Premio alla carriera per Tonino Mellino de I quattro passi di Nerano e cliente dell'anno sono Alberto Rigolio e Manfredi Franco.

Il punteggio della Guida de l’Espresso va da uno a cinque cappelli ed ogni posizione ha un suo specifico significato: 1 cappello significa una buona cucina, 2 cappelli una cucina di qualità e di ricerca, mentre i 3 cappelli simboleggiano una cucina ottima. Salendo in classifica, 4 cappelli sono assegnati ad una cucina eccellente e 5 cappelli se li aggiudica il ristorante migliore in assoluto. A questo elenco si devono aggiungere le menzioni esterne alla classica dei senza voto, che sono semplicemente i locali che sono consigliati dagli ispettori della guida. Ricordiamo inoltre che diversamente da altre guide riservate ai ristoranti e alle trattorie, la guida dell’Espresso segnala anche indirizzi di fast food e street food, locali per colazione, pranzo veloce e aperitivo; locali di cucina etnica, quelli per vegetariani e vegani, le pizzerie tradizionali e quelle gourmet.

Redazione

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