In data 8 aprile è stato notificato alla Provincia di Savona, al Comune di Cairo Montenotte e agli altri Enti coinvolti nel procedimento, nonché all'Italiana Coke stessa, il ricorso contro l'Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata alla cokeria di Cairo Montenotte. Il ricorso è promosso, innanzi al tribunale Amministrativo Regionale della Liguria, dai seguenti soggetti: WWF Italia, Circolo Legambiente di Cairo Montenotte, ARE Valle Bormida, Associazione Rinascita Valle Bormida, Comitato Ambiente Salute Valbormida (CASV), privati cittadini residenti nei Comuni di Cairo Montenotte e Carcare.
I firmatari del ricorso, assistiti dagli avvocati Luigi Sanfelici e Alberto Savatteri del Foro di Torino, chiedono, in via cautelare, la sospensione e, nel merito, l'annullamento del provvedimento di autorizzazione in quanto le prescrizioni, che vi sono contenute, non appaiono idonee a limitare le emissioni inquinanti dell'Italiana Coke entro livelli di normale tollerabilità. Secondo i proponenti del ricorso, verrebbero violati il Decreto legislativo n. 152/2006 e successive integrazioni, la Direttiva CE 96/61/CE, il Decreto Legislativo n. 59/2005, il Decreto legislativo n. 4/2008.
Nel merito si contesta quanto qui di seguito brevemente riassunto:
a) Non si è proceduto a verificare se gli Impianti dell' Italiana Coke, necessitassero di una preventiva Valutazione di Impatto Ambientale, in relazione alla natura delle emissioni in atmosfera, potenzialmente molto nocive per la salute dei cittadini e dei lavoratori.
b) L'assenza di misure risolutive che eliminino o riducano sufficientemente le cospicue emissioni di gas greggio dalle batterie dei forni, le quali ormai vetuste ed obsolete non sono più a tenuta stagna e perdono costantemente gas di cokeria altamente inquinante.
c) L'utilizzo della torcia generale, non esclusivamente in casi di emergenza ma praticamente in modo quasi costante durante l'arco delle 24 ore; non si prevedono l'installazione di sistemi di misurazione dell'effettiva quantità di gas avviato alla torcia generale, ne la valutazione degli inquinanti immessi in atmosfera con la combustione del gas.
d) Il reimpiego nel ciclo produttivo della cokeria delle cosiddette "melme", generate al termine del processo di distillazione del carbone e contenenti elevate concentrazioni di inquinanti (IPA), le quali sono da considerarsi a tutti gli effetti un rifiuto da smaltire in discariche autorizzate.
e) L'inadeguatezza del sistema di monitoraggio e in particolare non è previsto un controllo in continuo delle emissioni provenienti dalle ciminiere delle batterie forni, come peraltro inizialmente richiesto dal Comune di Cairo Montenotte.
f) Il riutilizzo delle acque di depurazione nel processo produttivo, in disaccordo con le indicazioni contenute nella normativa europea relativa agli impianti di Cokeria
Con questa iniziativa si intenderibadire il principio nonché l'assoluta necessità del rispetto di regole e leggi, al fine di garantire l'interesse primario della tutela della salute dei lavoratori e dei cittadini. I firmatari del ricorso ritengono inoltre che, il mancato rispetto delle normative vigenti in materia di tutela ambientale e della salute sia un ostacolo per lo sviluppo economico e sociale della Valle Bormida, in quanto impedisca la nascita e la crescita di attività economiche, non compatibili con la presenza sul territorio di impianti ad alto impatto ambientale, quali sono quelli dell'Italiana Coke nell'attuale assetto operativo.
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