Turismo in crisi: cosa fare per proteggere questa ricchezza, fondamentale per l’economia ligure e savonese? Dall’assessore regionale al turismo, Angelo Berlangieri, al responsabile provinciale dell’Assoturismo e presidente della Fiepet (Federazione Italiana Pubblici Esercizi Turismo), Giancarlo Cerisola, la risposta è la stessa: occorre potenziare l’offerta e raggiungere una clientela di qualità o perlomeno una clientela che tecnicamente potrebbe essere definita di “mass élite” (la parte superiore della massa).
“Non abbiamo ancora dati ufficiali alla mano, ma la sensazione, girando per la Liguria, è che quest'anno il turismo nostrano abbia fatto registrare una flessione quantificabile circa tra il 7 e il 10 per cento. Un po' inferiore rispetto ad altre destinazioni marine, ma sicuramente importante. Il mese di settembre era cominciato bene, ma l’inizio delle scuole in Piemonte e Lombardia hanno determinato uno svuotamento, soprattutto nella Riviera di Ponente; ed anche per i mesi di ottobre e novembre le previsioni non sono confortanti”.
Queste le parole dell'assessore regionale al Turismo, Angelo Berlangieri, che ha fatto così il punto sull'andamento della stagione estiva, peraltro prossima alla sua conclusione. “Colpa della congiuntura economica – ha aggiunto – quindi, della crisi; ma anche del pessimo clima che ha caratterizzato l'inizio stagione, il quale ha inciso non poco; ed infine, della debolezza dell’offerta ligure, troppo ancorata sul tradizionale ‘balneare’. Comunque, quando si perde la parte iniziale della stagione, è difficile recuperare nel prosieguo il terreno perduto. Il messaggio agli operatori è di lavorare assieme, già da ora, per valorizzare e riqualificare l'offerta, in vista della stagione che arriverà, ovvero l'autunno-inverno e della prossima primavera, perché sono queste le stagioni in cui si costruisce la tenuta e il successo delle imprese. Il turismo invernale diventerà, dunque, uno dei temi cardine su cui lavorare insieme agli operatori per fare in modo che in quel periodo le strutture ricettive non siano costrette a chiudere”.
Sulla problema è intervenuto anche Giancarlo Cerisola: “Sì, il calo delle presenze c’è stato ed anche in modo abbastanza netto. Non è una crisi eclatante ma c’è stata, sicuramente, una consistente diminuzione dell’apporto economico; in sostanza, il fatturato dell’industria dell’ospitalità è nettamente diminuito. Le cause sono da ricercare nella crisi economica che ha colpito il nostro Paese e, soprattutto da un inizio caratterizzato da condizioni meteo alquanto sfavorevoli”.
Che fare, allora? Cerisola ha le idee chiare al riguardo: “Bisogna assolutamente cercare di allungare la stagione, il periodo di piena attività, per parare i danni della diminuzione del movimento e delle spesa dovuta alla congiuntura sfavorevole. Destagionalizzare, quindi, è la direzione verso cui muoverci, cercando di adeguare le nostre strutture di tipo quasi familiare. E destagionalizzare significa poter offrire agli ospiti cose da fare. Un turismo evoluto, attivo e divertente; quindi, non solo balneare. Dobbiamo riuscire a valorizzare ed imparare ad offrire le attrattive del nostro territorio. La gastronomia, a mio parere, è uno dei settori di riferimento per giocare bene le nostre chances”.
Per il responsabile dell’Assoturismo provinciale: “Un ruolo fondamentale in questo disegno strategico dovrà giocarlo il settore pubblico, assieme agli operatori privati, cui si chiede di partecipare associandosi maggiormente alle azioni promozionali collettive”.














