Da una parte la solidarietà, dall’altra la censura. Alzando gli occhi al cielo, verso la Caprazoppa, non è passata inosservata, agli occhi dei finalesi e dei tanti turisti presenti nel fine settimana, la grande bandiera della Palestina dipinta sul ripetitore installato sul promontorio.
Dalle prime ore dell'alba di ieri (domenica 17 maggio, ndr) la grande struttura che un tempo fungeva da struttura di sostegno alle telecomunicazioni e che era stata ultimamente dipinta di verde, nel tentativo di renderla “integrata” nel paesaggio circostante, è apparsa colorata con il vessillo dello Stato del Medioriente. Un gesto, compiuto da ignoti probabilmente nella notte tra sabato e domenica, che ha suscitato diverse reazioni in città.
Da un lato chi ha trovato l’atto come poco rispettoso della proprietà privata e delle diverse sensibilità, “politicizzando” il territorio. Dall’altro chi in esso non ha trovato nulla di offensivo, anzi come un semplice sostegno alla popolazione che palestinese coinvolta nel conflitto da anni ormai tristemente caratterizzante l’area visto l’ampio impatto visivo in una zona molto ben visibile.
E mentre il dibattito ha infiammato i social, della questione sarebbe già stato informato anche il proprietario dell'area per ragionare sul da farsi.
















