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Savona | 30 novembre 2010, 13:40

Savona: "Aids: Non abbassiamo la guardia!, è importante investire nella prevenzione"

Una serie di progetti di educazione e prevenzione alla salute rivolto ai giovani sul tema AIDS in occasione della Giornata mondiale per la lotta all’AIDS

Savona: "Aids: Non abbassiamo la guardia!, è importante investire nella prevenzione"

Oggi al 5° piano dell’Ospedale S. Paolo di Savona (S.C. Malattie infettive) si è tenuta la conferenza stampa di presentazione di "Aids: Non abbassiamo la guardia!, una serie di progetti di educazione e prevenzione alla salute rivolto ai giovani sul tema AIDS. Domani infatti è la Giornata mondiale per la lotta all’AIDS e partirà una nuova iniziativa rivolta agli studenti del savonese. Sarà anche l’occasione per illustrare i dati più interessanti di una recente indagine svolta tra i ragazzi della nostra provincia.

Per la direzione generale Asl 2 Savonese, la dott.ssa Claudia Agosti ha esordito confermando l’importanza di puntare sulla prevenzione fin nei giovanissimi e ha spiegato che sono stati ottenuti grandi risultati grazie alla collaborazione fra Ser.T, reparto Malattie infettive, consulenti esterni, Centro Giovani di via Don Bosco che fornisce informazioni e supporto ai giovani, insomma grazie ad un ottimo lavoro di sinergia tra tutti i soggetti coinvolti.
“E’ importante questo lavoro di rete e integrazione che ha permesso la diminuzione di soggetti sieropositivi che nel 90/95 si presentavano al Ser.T ed erano il 50% mentre ora sono per fortuna il 10%. – ha illustrato Francesca Romani, direttore Area dipendenze Asl 2 Savonese - Bisogna quindi lavorare sulla prevenzione per fare raggiungere ai giovani e non solo un maggiore senso di responsabilità e consapevolezza”.

“Oggi sono molto presenti anche tra i giovanissimi sostanze stupefacenti e alcool che di certo non aiutano ad avere un comportamento responsabile. - ha spiegato Nicoletta Conio, dirigente Psicologo S.C. Ser.T – E’ notevolmente cambiata l’immagine del tossicodipendente che una volta era un emarginato, mentre ora si sa perfettamente integrare nella società usando le droghe, magari solo per alcuni periodi o momenti della sua vita. E' fondamentale ricordare però che anche se la droga viene usata poco induce fortemente il rischio di incorrere in comportamenti a rischio che possono portare a conseguenze che durano nel tempo e possono portare anche alla morte in casi estremi, i giovani devono ricordarselo”.
Monica Marturano, dirigente medico S.C. Malattie infettive S. Paolo di Savona ha proseguito dicendo “Ogni anno il Liguria sono stati accertati 3000 casi di persone sieropositive e 1000 che lo sono e non lo sanno, che si attestano intorno ad un 25%, un dato da non sottovalutare perchè sono ammalati che potrebbero infettare altre persone senza saperlo. Il problema è che molti si presentano da noi quando l’Aids è già conclamato e invece sarebbe importante arrivassero molto tempo prima per evitare che la malattia sia in uno stadio già avanzato. Ora le possibilità di una vita lunga non sono più remote come un tempo e un paziente sieropositivo o ammalato seguendo le giuste cure e attuando un stile di vita normale potrà vivere un vita quasi normale. Bisogna lavorare sui giovani perchè questa malattia è legata alla sessualità e ora che l’età dei primi rapporti sessuali si è abbassata notevolemente si deve tenere conto di questo e spiegare ai ragazzi i rischi dei rapporti non protetti”.

“Il test che abbiamo fatto sui ragazzi per sapere quanto ne sapessero sull’Aids ci ha lasciato basiti, in quanto ci siamo resi conto che i ragazzi di oggi ne sapevano di meno di quelli di 10 anni fa". - ha aggiunto Marco Bussadori, presidente Coordinamento Ligure Persone Sieropositive – "Investire nella prevenzione è importante anche per la sanità pubblica perchè farebbe risparmiare molto in termini di soldi per ridurre i malati di Aids. In Italia siamo circa 140.000 mila sieropositivi e anche se la mortalità è passata da un 90% di qualche anno fa a un 5% di oggi, non si deve abbassare la guardia su questa malattia”.
Anna Maria Rebagliati, educatore Coordinamento Ligure Persone Sieropositive ha concluso dicendo “Grazie al test abbiamo notato una forte mancanza di informazione nei ragazzi riguardo l’Aids, ma dopo le nostre lezioni informative abbiamo rifatto il test e abbiamo visto come i ragazzi abbiano risposto positivamente al test rispondendo correttamente a quasi tutte le domande, segno che la prevenzione e l’informazione sono importanti”.

 

 

gemma siri

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