Cosa succede quando ci sono i famosi "tagli"?
Accade semplicemente che lo Stato dichiara (sia vero o meno, e oggi assolutamente non lo è) di non avere sufficienti entrate da poter garantire i servizi allo stato attuale e che da qualche parte bisogna ridurre il budget investito.
Come vengono scelti i tagli da operare? Esistono alcune regole matematiche (le cui variabili sono il numero dei cittadini, il numero dei disoccupati, il PIL etc. etc.) secondo le quali sotto un certo limite di spesa un determinato servizio non può essere garantito. In questo caso è previsto il commissariamento dello stesso.
In ogni caso quindi lo stato decide il budget per istruzione, sanità, trasporti, abitazioni etc, al netto dei tagli, e lo comunica alle Regioni, Provincie e Comuni, imponendo di adeguare le spese al nuovo planning.
Meri calcoli matematici che però non considerano il COME tali soldi siano impiegati.
Mettiamo ad esempio che Regione Liguria avesse avuto a disposizione (per via teorica) la cifra X, pari a 150, da dedicare al sistema sanitario. Di questa cifra ne spendeva 100 per gli stipendi d'oro dei dirigenti, le consulenze, le macchine di servizio etc, e 50 per il reale svolgimento del servizio al paziente.
Mettiamo poi che, dopo i tagli, la cifra X sia scesa a 130 che, secondo lo Stato, è la cifra minima per garantire il servizio. Regione Liguria decide di spendere sempre 100 per stipendi d'oro e quant'altro, e solo 30 per il servizio, che ovviamente non può funzionare e che ovviamente consegue la chiusura di ospedali e strutture, licenziamenti e mobilità, cassaintegrazione ...
Indipendentemente dal fatto che gli interessi della "casta", anche a livello regionale, vengono mantenuti (quel 100 è sempre 100), diventa sempre meno giustificabile agli occhi dei cittadini, ed il malcontento (oltre che le proteste), crescono.
I partiti al Governo della Regione quindi si trovano da una parte a dover gestire il malcontento dei cittadini liguri, mentre dall'altra accettano passivamente i tagli, poichè operati da un governo che essi stessi sostengono.
Un Burlando quindi membro di un partito, il PD, che da un lato denigra i tagli per mostrarsi ai cittadini come contrario alla malasanità, e dall'altra accoglie i tagli in quanto membro di un partito il cui leader dichiara di volere Monti, autore effettivo dei tagli, come ministro dell'economia nel "suo prossimo governo".
O come un partito come Rifondazione, che lotta ferocemente (e a ragione, non solo contro i tagli ma anche contro gli sprechi) e poi si tira la zappa sui piedi continuando a sostenere partiti come il PD che sostengono questa politica economica.
Insomma, tagli senza criterio e nessuna reazione politica seria da parte dei rappresentati eletti.
L'unica conseguenza possibile è l'intervento diretto dei cittadini: forme di auto-organizzazione dal basso che tentano di intervenire e cercare di imporre obiettivi e metodologie differenti. Organizzazioni "spontanee" che raccolgono persone diverse, anche militanti in diversi partiti, e molto spesso negli stessi partiti al governo di regione provincia e comune, di cui condividono le linee di massima ma sono contrari su temi specifici come i tagli alla sanità.
Ecco, ciò che accadrà al convegno che si terrà a Cairo Montenotte il 15 settembre alle ore 9.30 può essere riassunto così: cittadini che si auto organizzano e lanciano proposte alternative per la gestione della spesa per la sanità pubblica.
Inutile sottolineare come la novità dirompente sia proprio la partecipazione diretta dei cittadini, che in prima persona decidono di prendere in mano le redini e di scavalcare i partiti in merito alla tutela della propria salute.
E la proposta è semplice: una commissione dal basso che si avvalga dei propri esperti e che metta fisicamente le mani nel bilancio, per avere potere decisionali su dove "eventualmente" operare i tagli: verificare cioè dove avvengono effettivamente gli sprechi, ma con lo sguardo rivolto al diritto alla salute del cittadino.
E un rifiuto delle Istituzioni a questa proposta non può avere altra lettura che partiti e istituzioni abbiano qualcosa da nascondere...














