Tra tutti gli strateghi che poteva scegliere, proprio lui, il Sindaco di Savona.
Città modello per inquinamento, urbanistica, turismo e buchi finanziari. Città dove la trasparenza regna sovrana, e lo Stratega ha ben 4 (quattro) addetti al duo stuff (duo perchè un po’ è suo e un po’ e di Renzi, anche se lo pagano i savonesi).
Un ufficio stampa del Comune, e cioè di tutti - maggioranza e opposizione - che comunichi con i mezzi di informazione proposte e iniziative? Figurati.
Uno Stratega / Staff tanto lungimirante da revocare quei quattro soldi marci con i quali sosteneva una testata che tenta la strada del giornalismo indipendente (questa): Critiche per il raddoppio dello staff all’indomani delle elezioni? Zacchete, via i fondi a Savonanews. Agli altri si, a noi no, che siamo stati cattivi.
Lo stratega che neppure riesce a cogliere il malumore montante per l’ampliamento a carbone della centrale di Vado, e balbetta “metano” solo se tirato per la giacchetta firmata.
Lo stratega di una città capoluogo dove le società più torbide sono le più attive, nei settori a maggior rischio, gioco d’azzardo, movimento terra e rifiuti.
E proprio sui rifiuti, lo Stratega - esperto contabile nonchè sindaco in svariate società sul filo del conflitto d’interessi - non si accorse per anni che il suo Comune partecipava ad una scatola cinese con sedi in Lussemburgo e Isole Vergini. E quando i giornali glielo spiegarono fece spallucce imbottite.
Lo stratega dei maxidebiti con Deutsche Bank, i cui esperti, interpellati sui derivati, dissero: “Ah, queste sono cose estremamente complesse”.
Lo stratega che riesce a regalare decine di migliaia di euro ad una società sportiva che con la piscina e tutto l’indotto - pagato dal contribuente - dovrebbe rendere una fortuna.
Lo stratega delle società partecipate che a loro volta scavano buchi milionari e minacciano querele ai giornali quando vengono pizzicate a sversare terre di scavo degli amici in una discarica che dovrebbe essere chiusa. Per tenerla “a livello”, si intende.
Lo stratega di una città tappezzata di amianto, nella quale tre auto fanno un ingorgo.
E la lista “strategica” sarebbe ben più nutrita, se meritasse davvero applicazione.
Ma molto più probabilmente la “notizia” è una non-notizia, uno dei costanti assoli di violino che valgono e servono solo qua.
E intanto, al Pra, la targa del camper di Renzi, continua a non avere un intestatario.















