"Quale primo rilievo abbiamo appreso una riduzione nel numero dei detenuti, il che parzialmente migliora ma non risolve il cronico sovraffollamento mentre si e’ riscontrato, anche nei colloqui con i detenuti, le ben note problematiche legate alle strutture desuete ed ad alcune precarie soluzioni architettoniche, legate ad ambienti che necessiterebbero di un intervento edilizio urgente a carico di alcuni locali, anche ai fini di mantenere un adeguata sicurezza igienico-sanitaria , precaria ad esempio nei locali docce .
Riscontrato un ambiente con alcuni elementi positivi in cui entrambe le parti, sia i membri della polizia penitenziaria che le persone che stanno scontando la pena tentano , nella reciprocita’ dei ruoli , di convivere ovviando a quelle che sono carenze strutturali importanti ed anche da un lato viziate da sovraffollamento e dall’altro da carenze di organico sicuramente importanti per numeri e delicatezza del contesto operativo.
Ho visitato tutti i locali della struttura ed in particolar modo sono rimasto colpito sia dalla qualita’ che dalla competenza nell’assistenza sanitaria all’interno del carcere , situazione che a detta di alcuni e’ migliore rispetto ad altri contesti in cui la popolazione carceraria e’ ancora maggiore , ma ho potuto verificare anche le grandi capacita’ , umanita’ e dedizione al lavoro quotidiano degli operatori che si occupano dell’assistenza ai detenuti e che sul fronte motivazionale instaurano un vero e proprio supporto riabilitativo che di certo aiuta chi si trova in difficolta’ nello scontare la pena.
Esistono inoltre spazi culturali e di svago quali la biblioteca ed una palestra e a mio giudizio - continua Quaini - bisognerebbe implementare anche con l’aiuto della politica e di leggi ad hoc la possibilita’ di svolgere mansioni lavorative e rieducazionali che influenzino anche il percorso occupazionale dopo aver scontato la pena.
Mi impegnero’ affinche ‘ sia possibile anche a Savona, come avviene altrove, che si possa far ricorso alla terapia con animali domestici , mutuando quello che da tempo sta avvenendo in molte aree della medicina in cui si ricorre, quale vera e propria terapia ( pet therapy) ,all’utilizzo degli animali nel carcere anche in adozione e cio’sia per l’evidente importanza relazionale che per gli aspetti psicologici.Pare che per il carcere sia in atto a breve un finanziamento per adeguamento della struttura e mi auguro che il nuovo governo ed i parlamentari liguri si adoperino non solo in questa direzione ma anche in quella di perseguire una linea tesa a verificare risorse e fattibilita’ per un nuovo e moderno penitenziario provinciale che consenta di scontare la pena con dignita’ e di lavorare in sicurezza per gli operatori della polizia penitenziaria.
Il mio impegno proseguira’ visitando gli altri penitenziari , prossimamente Marassi e Pontedecimo , ma il significato di aver iniziato da Savona e’ ovviamente in relazione alla particolare situazione carceraria che e’ una priorita’ per la citta’ e la provincia nell’ambito di un percorso di umanizzazione all’interno delle carceri italiane.
Dott. Quaini Stefano"














