"Impossibile andare avanti senza Fondazione De Mari". Lo dice con forza Flavio Neirotti, direttore generale ASL 2. Una crisi nella sanità senza precedenti, che avrebbe costretto i dirigenti della sanità savonese a tagli pesantissimi.
La salvezza, però, è giunta proprio dal sostegno di Fondazione. "Negli anni precedenti il nostro contributo è sempre stato rivolto all'acquisto di macchinari che la ASL non avrebbe potuto possedere altrimenti", spiega Roberto Romani, presidente della De Mari. "Abbiamo insomma supportato tutto ciò che era straordinario. L'anno scorso, per la prima volta, siamo però dovuti intervenire nella gestione ordinaria della sanità: abbiamo persino aiutato a sostituire i tavoli operatori".
Un grido d'aiuto lanciato da ASL, dice Neirotti, anche con un po' di imbarazzo. "Gli stanziamenti erano pari a zero, e noi non saremmo mai stati in grado di far fronte alle spese e alla manutenzione quotidiana". Quest'anno la situazione economica non cambia: un ulteriore taglio di quasi 10 milioni di euro, che rendono l'erogazione dei servizi quasi "inumana". Ma il direttore generale non se la sente più di chiedere aiuto alla fondazione cittadina. "Non è questo il suo ruolo. Li ringraziamo, ma non è giusto continuare a chiedere uno sforzo simile".
Per Fondazione l'impegno sulla sanità rimarrà prioritario, spiega il presidente Romani, e non verrá meno. "A volte servono i salti mortali, ma si tratta di un settore troppo importante". 900.000 euro nel 2012, 765.000 previsti nel 2013, queste i numeri. "Ma noi speriamo che, come l'anno scorso, si possa aumentare la cifra disponibile nel corso del 2013".














