"La Giunta regionale ha accolto la richiesta che ho avanzato in Consiglio di farsi parte attiva nell'accelerare, anche a livello nazionale, il percorso nella tutela dei minori nell’ambiente digitale. Diversi Paesi stanno già introducendo controlli effettivi, limiti di età e strumenti più stringenti per l’accesso ai social. Anche l’Unione Europea si sta muovendo in questa direzione con nuove linee guida per garantire maggiore sicurezza, riservatezza e trasparenza nell’ambiente digitale ed alcuni Stati stanno sviluppando un sistema di protezione decisamente più avanzato e rassicurante del nostro. È necessario che anche l’Italia acceleri questo percorso e non indugi oltre sulle proposte di legge già depositate in tal senso e non ancora concretizzate: quanto fin qui approvato non è, purtroppo, sufficiente nel mettere al sicuro i nostri ragazzi in un'età in cui stimoli incessanti e incontrollati rischiano di minare pericolosamente la loro crescita".
Cosi commenta la vicecapogruppo del PD in Regione dopo la discussione in aula del suo ordine del giorno sulla tutela dei minori nell’ambiente digitale, che aggiunge: "È positivo, ma riteniamo soprattutto doveroso, che il consiglio regionale abbia accolto la nostra proposta affinché si attivi anche in Conferenza Stato-Regioni per arrivare, a livello nazionale, a una normativa finalmente capace di garantire realmente la sicurezza, la privacy e la protezione di adolescenti e preadolescenti online. Sono inquietanti gli episodi di cyberbullismo, di istigazione a delinquere, di induzione al gioco d'azzardo, di pedopornografia, di mercificazione sessuale, di ritorsioni talvolta addirittura mortali, che vedono i nostri giovanissimi come vittime o potenziali prede. La tutela dei minori nello spazio digitale deve diventare una priorità condivisa".
"L’ambiente digitale - prosegue Piccardo - è ormai parte integrante della vita quotidiana di ragazze e ragazzi, ma oggi non possiamo più ignorare i rischi concreti a cui sono esposti. Dipendenza dai social, manipolazione algoritmica, esposizione a contenuti dannosi, isolamento sociale e sfruttamento commerciale delle fragilità adolescenziali sono fenomeni che richiedono una risposta istituzionale forte e urgente".
"Numerosi studi dimostrano come l’esposizione continua agli stimoli digitali possa incidere sullo sviluppo cognitivo e relazionale dei più giovani, generando dipendenza, ansia, disturbi del sonno e difficoltà di concentrazione. È preoccupante anche il modo in cui molte piattaforme utilizzano meccanismi progettati per trattenere gli utenti online, sfruttando vulnerabilità psicologiche tipiche dell’adolescenza. Secondo recenti dati nazionali, oltre il 70% degli adolescenti italiani può essere considerato, in misura più lieve o più marcata, pressoché dipendente dai dispositivi digitali. È un dato che non può lasciarci indifferenti e che impone una riflessione seria sul ruolo delle piattaforme e sulla necessità di regole più efficaci per proteggere i minori che transitano attraverso il coinvolgimento formativo ed educativo delle istituzioni scolastiche, dei presidi territoriali, sociali, sportivi e delle comunità educanti con cui i ragazzi si interfacciano ogni giorno", conclude Piccardo.














