“La “Tirreno Power” dica cosa vuole fare. E’ giusto garantire salute e ambiente, ma se le garanzie ci sono occorre andare avanti. Le attuali tecnologie permettono di ridurre l'impatto ambientale di tutte le fasi del ciclo produttivo del carbone. Il monitoraggio deve avvenire tenendo adeguatamente conto delle condizioni ambientali e di salute e prevedere l'inclusione di soggetti responsabili per la tutela sanitaria e ambientale del territorio savonese” dichiarano la Cisl Savona e la Flaei Cisl.
"Nel nostro paese il costo dell’energia è del 30% superiore rispetto agli altri paesi Europei, proseguono le sigle sindacali, e questo, in termini di attrazione di nuove imprese, sta ponendo dei grossi limiti soprattutto per quelle Aziende che utilizzano molta energia per produrre i loro manufatti. Di fronte a questo scenario la risposta per ridurre il costo dell’energia è sicuramente l’incremento come fonte primaria dell’utilizzo del carbone, in quanto meno costoso e non soggetto a variazione di costi improvvisi o di approvvigionamento rispetto all’utilizzo del Gas. Dall’altro lato il Settore energetico con le nuove tecnologie può entrare in un nuovo scenario di Energia prodotta, utilizzando nuove fonti rinnovabili e sistemi a Rete, su questo versante anche in termini di ricadute occupazionali la partita diventa davvero importante. La vicenda Tirreno Power da quando è partito l’iter per la costruzione di un nuovo gruppo a carbone nel lontano 2008, ha seguito diverse fasi assai delicate e con un’azione di contrasto portata avanti da molti soggetti. A oggi possiamo dire che con tutte le garanzie ottenute e grazie anche all’Autorizzazione integrata ambientale, il progetto è davvero compatibile con l’ambiente e i parametri ambientali che saranno ottenuti a fine degli otto anni di lavori con due nuovi gruppi funzionanti a carbone saranno davvero consistenti".
"Il nostro paese è diventato nel tempo conosciuto per le opere incompiute. Il non fare sembra essere l’unico risultato che riusciamo ad ottenere. Occorre invertire questa tendenza. In questa fase molto delicata la Cisl Savonese e la Flaei Cisl Liguria dicono basta a giri di parole o cose dette a metà, serve, che di fronte a questo scenario preoccupante, in cui l’Azienda ha dichiarato 155 esuberi e dall’altro lato pone le difficoltà nel portare avanti il progetto a causa di molteplici ricorsi al TAR, ci sia una presa di posizione da parte di tutte le parti coinvolte a partire dalle Istituzioni locali, Regionali e Nazionali e dall’Azienda al fine di chiarire una volta per tutte se di fronte ad un nuovo quadro in cui non ci sia più vincoli al progetto, Tirreno Power darà corso all’opera. In quel modo l’Azienda non avrà più scuse e crediamo che con l’avvio del progetto la situazione organizzativa potrà essere rivista in un’altra ottica, andando a tutelare in caso quelle realtà produttive della Società dove il problema di esuberi si potrebbe presentare rispetto al funzionamento dei gruppi. Speriamo che in questa fase assai delicata l’Azienda si fermi per rivedere la riorganizzazione, in attesa anche di nuovi sviluppi dove la Cisl e la Flaei Cisl a tutti i livelli s’impegneranno per risolvere una volta per tutte questa vicenda. E’ davvero da irresponsabili gettare a mare un investimento di questa portata, oltre 1, 4 MLD di € per un territorio in crisi come quello savonese".













