"La libera professione dei medici e' prevista dal contratto nazionale di lavoro e solo pochissime regioni in Italia, oltre la Liguria, la limitano con clausole vessatorie e burocratiche": lo sostengono gli oltre cento primari liguri di tutte le strutture sanitarie della Liguria che hanno firmato un documento per chiedere che venga ripristinato nella regione il diritto ad esercitare la libera professione. Hanno firmato il documento primari di tutte le discipline che lavorano nelle diverse Asl liguri: ortopedici, otorino, oculisti chirurghi vascolari. Tra gli altri Giorgio Peretti (San Martino), Claudio Mazzola (Galliera), Federico Santolini (San Martino), Patrizio Colotto (Imperia), Igor Rossello (Savona).
Secondo i firmatari del documento, "la situazione che si e' venuta a creare nella regione ha fatto fuggire dalla Liguria molti professionisti eccellenti obbligando anche i pazienti ad emigrare in altre regioni". Al contrario, sostengono, "rendere liberi i medici di esercitare la loro professione consentirebbe di ridurre le fughe e aiuterebbe ad attrarre pazienti da altre regioni, determinando un effetto positivo sui conti della sanita'" senza per questo provocare un aumento delle tariffe".
"Le aziende - precisano i primari - risparmierebbero l'indennita' di esclusivita' che attualmente versano ai medici e che ammonta ad oltre 1000.00 euro al mese. Se i medici chiedono di fare questa scelta, rinunciando all'indennita', e' perche' si trovano in reale difficolta' con la burocrazia, con macchine e software mal funzionanti, acquisiti e imposti dalle aziende, ma che i medici e quindi i pazienti pagano". "I medici firmatari ribadiscono la loro entusiastica fedelta' al sistema sanitario regionale e agli ospedali di appartenenza - conclude il documento -, ma chiedono che si restituiscano la liberta' ed opportunita' di cura ai pazienti e ai medici, liberandoli dalla gravosa massa di oneri burocratici e rendendo di nuovo diretto, semplice ed efficace, il rapporto medico-paziente".














