Il 25 aprile giornata della Liberazione e come non correre con la memoria agli anni della seconda Guerra mondiale, a farlo anche Dino Ardoino Presidente della Croce Bianca di Albenga memoria storica di questa che racconta quello che a sua volta ha appreso da chi ha vissuto direttamente il periodo fascista e infine la liberazione.
Erano tempi duri quelli del fascismo e della guerra. Anche Albenga fu vittima dei saccheggi e delle devastazioni, ma, come in altre città, cittadini coraggiosi si attivavano e, sprezzanti del pericolo che correvano cercavano di contrastare le ruberie poste in essere dalle milizie fasciste e nazziste.
Racconta Ardoino “Mi hanno raccontato che era arrivata una soffiata alla Croce Bianca, stavano per arrivare le milizie e avrebbero preso e portato via tutto il materiale presente all’interno della croce bianca, coperte barelle e materiale medico, sarebbe sparito tutto”
“Dovevamo fare qualcosa ed allora ecco l’idea di qualcuno: potevamo nascondere tutto in un magazzino messo a disposizione in Piazza Trincheri, nel Centro Storico cittadino, da un amico. Certo rischiavamo tutti la vita, potevano fucilarci per una cosa del genere”.
Il timore delle ripercussioni però non sono valse a fermare l’azione di uomini coraggiosi che hanno fatto in modo di salvare i mezzi a disposizione della Croce Bianca e il materiale.
Conclude Ardoino “Non so come fecero i partigiani ad aiutarci, so che però per non farci portare via l’ambulanza avevamo fatto il passaggio del mezzo all’ospedale, il 28 aprile, due giorni dopo la liberazione però era tornata già in nostro possesso. Allora ci volevano 60 giorni per fare un passaggio di proprietà non so come fu possibile ma il 28 aprile la Croce Bianca di Albenga era tornata completamente funzionante”














