Ci sono giorni in cui trovare notizie è assai difficile. E se poi chi scrive non è certo candidato al premio Pulitzer, la situazione può diventare… epica.
Pensando e ripensando, a Pasqua l’idea sembrava semplice: perché non raccontare cosa mangio io? Ma subito la realtà è scesa come un macigno: alla gente, probabilmente, non frega niente.
Allora ho cambiato bersaglio. Più interessante, più locale, più succoso: i sindaci della Val Bormida. Ecco, lì sì che possiamo fare notizia. Così, tra una telefonata e un caffè annacquato da quattro minuti di distrazione, in redazione abbiamo organizzato un sorteggio spietato. Niente palline calde, niente palline fredde: siamo gente seria, mica a “Chi l’ha sorteggiato?”
Per dare al tutto un tocco di classe, abbiamo convocato una madrina d’eccezione – nome rigorosamente top secret – e tirato fuori i sette nomi vincitori.
Mi siedo alla scrivania e prendo il cellulare. Via col primo nome. Il telefono squilla.
— “Pronto, parlo con il sindaco di Carcare, Rodolfo Mirri?”
— “Certo, mi dica”.
“Si avvicina Pasqua: quali prelibatezze non possono mancare sulla vostra tavola? E per favore, non mi dica cioccolato, quella è una legge non scritta”.
Mirri sorride dall’altro capo del filo: “Beh, sicuramente la torta pasqualina e l’agnello”.
Ci salutiamo e chiudo la chiamata. Subito via col secondo:
— “Sindaco di Roccavignale, Amedeo Fracchia! Come si sente?
— “Alla grande, grazie!”
“Sono curioso di sapere quali leccornie faranno capolino sul vostro tavolo”.
Il sindaco non si fa pregare: “La Pasqua, quella di casa con i parenti, è un festival di sapori. Non possono mancare le cipolle ripiene e i fazzini rossi con l’uovo, cotti nel forno a legna su una bella micca di pane nostrano. E poi i ravioli con le prime erbe spontanee, primula e vertiji… noi li chiamiamo quadräi, così da non confonderli con i più comuni plin”. Poi con un sospiro teatrale aggiunge: “E la Pasquetta? Quella è sacra: picnic all’aperto e una porchetta che potrebbe sfamare un intero quartiere!”.
Ho già la colina in bocca. Il tempo stringe.
— “Primo cittadino Pierangelo Olivieri, a Calizzano! Quali piatti non possono mancare sulla vostra tavola?”
— “A Pasqua? Impossibile fare a meno della pasta al forno. E per Pasquetta… una costata alla griglia, cotta rigorosamente alla brace di legno di faggio, preparata personalmente!”.
Finisco la chiamata e, pochi secondi dopo, lo schermo del cellulare si illumina: è il sindaco di Plodio, Gabriele Badano.
— “Immagino che mi abbia chiamato per dirmi cosa mangerà a Pasqua”.
— “Come fa a saperlo?”
— “Merito del sorteggio”.
— “Sorteggio?!”
— “Non importa. Allora, cosa ci sarà sulla sua tavola?”
— “Vitello tonnato, crepes con speck e brie, insalata russa, gnocchi alla romana e uova ripiene coniglio e patate. E poi un piatto speciale: le stesse tortillas che hanno gli astronauti dell’Artemis,” ride, “giusto per sentirsi un po’ nello spazio anche a tavola!”.
Bevo un sorso d'acqua e riprendo in mano il telefono.
— “Sindaco Francesco Garofano, è felice per la promozione in Serie D del Millesimo?”
— “Certo! Tutto il borgo è in festa”.
— “E per Pasqua, quali prelibatezze troveremo nel suo menù?”
— “Agnello o capretto con i carciofi, e immancabile torta pasqualina… anche quella coi carciofi!”
Prendo nota e telefono agli ultimi due sindaci.
— “Lei è il primo cittadino di Cairo Montenotte?”
— “Sono io”.
— “Signor Paolo Lambertini, cosa bolle in pentola per Pasqua?”
— “Beh, per me non possono mancare il raviolo (quello di Cairo, naturalmente) e la torta pasqualina”.
Mancano dieci minuti a mezzogiorno. Spero solo di non trovare già seduto a tavola il sindaco di Murialdo, Michele Franco.
— “Pronto, disturbo? Ha già iniziato il pranzo?”
— “No, mi dica”.
— “Allora, curiosità da redazione: cosa troveremo sulla sua tavola pasquale?”
— “Ah, io non tradisco mai le uova ripiene e la torta pasqualina… con carciofi e uova, ovvio! E poi c’è la cima, la vera regina della tradizione ligure”.
Messo l’ultimo punto, controllo il numero delle battute e… via, “in stampa”! Di corsa a casa: ormai è mezzogiorno. Per me semolino e verdure bollite, devo pur sempre tenere la linea. Spero di aver strappato un sorriso in questo momento un po’ complicato per tutti quanti. Un modo per fare gli auguri di buona Pasqua a tutti i nostri lettori.
Ps. I sindaci che non hanno partecipato non si offendano: colpa del sorteggio. Niente paura, ci saranno altre feste: Ferragosto è dietro l’angolo e, subito dopo, arriva Natale. Saranno coinvolti prossimamente…














