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Politica | 21 ottobre 2016, 08:26

Ceriale dice addio ai sogni di gloria del maxipalasport

Gallea, consigliere di “Insieme per Ceriale”: “Costi di progettazione, costruzione e gestione insostenibili per un progetto faraonico. L’amministrazione approda alle nostre stesse conclusioni dopo averci sempre insultato, ma noi lo dicevamo già otto anni fa”

Ceriale dice addio ai sogni di gloria del maxipalasport

Il Comune di Ceriale annuncia la propria decisione di rinunciare a tutti i finanziamenti destinati alla costruzione di un palazzetto dello sport.

Riassume così la vicenda l’assessore ai lavori pubblici Andrea Alessandri: “A dicembre del 2000 Ceriale era identificato tra i beneficiari di fondi regionali e governativi destinati a strutture ricreative. A luglio del 2004 veniva approvato il primo progetto, nei terreni posti dietro i campi da tennis.

Subito dopo i primi lavori, però, emergevano evidenti problemi di carattere geologico e il Comune a causa dei costi elevati che questo disagio avrebbe comportato decise di bloccare tutto.

Nel 2009 approvavamo il trasferimento dell’intero progetto accanto alla tensostruttura della Croce Rossa. Fatto il progetto preliminare, nel 2010 assegnavamo l’incarico per il progetto definitivo, che veniva approvato il 22 luglio 2011. Poco dopo, però, sono sopravvenute nuove leggi statali che imponevano forti restrizioni alle possibilità di spesa.

In questi anni abbiamo cercato di valutare ogni possibilità, ma ora proponiamo al Consiglio Comunale di dar mandato, per ragioni economiche, agli uffici di procedere allo svincolo degli impegno con la regione e il ministero, anche perché più tempo impieghiamo a rinunciare, più quei fondi ci costano di interessi.

Nel frattempo, però, manteniamo quel progetto in stand-by, anche perché se ottenessimo uno svincolo dal Patto di Stabilità quest’opera potrebbe essere a portata delle casse comunali”.

Il sindaco Ennio Fazio esprime tutta la sua rabbia: “Se il governo centrale non avesse imposto modifiche alle finanze dei comuni oggi avremmo un’opera che sarebbe un vero fiore all’occhiello per tutta la provincia, invece abbiamo pagato i mutui senza avere l’opera.

Quella che annunciamo è una decisione soffertissima e per me è una grande sconfitta personale: tra due anni andrò via a fine mandato con il dispiacere di non aver potuto offrire tutti i giusti spazi per i giovani, perché i giovani sono il futuro e quando si investe nel futuro non si guarda al soldo. Ma rinunciare con le risorse bloccate in casa è demenziale”.

Di tutt’altro avviso i consiglieri d’opposizione, a cominciare da Luigi Giordano della Lista “Voi”: “Mi sono sempre dichiarato contro il Patto di Stabilità, ma mai come stasera sono a favore di quel patto. Finalmente il palazzetto non si fa! Sarebbe stato una enorme cattedrale nel deserto dai costi inauditi. Oggi Ceriale avrebbe bisogno di una piccola sala polifunzionale da adibire a mostre, congressi, dibattiti, che si sarebbe potuta fare al posto degli ex-cantieri Patrone, ad esempio. Non ha bisogno di un ecomostro”.

Pier Carlo Nervo, di “Insieme per Ceriale”, è sconsolato: “Di fiato su questa vicenda, negli anni, ne ho sprecato fin troppo. Ma solo una domanda, ancora, vorrei fare: quei 20mila euro circa del progetto preliminare e i 30mila del progetto definitivo, adesso, chi li paga? Io vorrei davvero sapere se a casa vostra ognuno di voi della maggioranza spenderebbe 50mila euro in un progetto di ristrutturazione per poi buttare all’aria tutto e non ristrutturarsi la casa”.

Ma a sferrare l’affondo più feroce è Marco Gallea, di “Insieme per Ceriale”: “Quindi nel 2016 prendete atto di una situazione figlia di una legge nel 2012? E per quattro anni avete pagato anche gli interessi? Dal 2008 il palazzetto in tutti i vostri programmi era al punto 1, inizialmente parlavate di 2,2 milioni di euro per due campi da basket, tribune retrattili, spogliatoi, servizi igienici; poi i campi da basket sono diventati persino tre.

E quanto noi della minoranza sottolineavamo che era un delirio faraonico, in un eccesso di superuomismo il sindaco personalmente mi rispose che i grandi devono pensare in grande e che i mediocri pensano in piccolo. Nel frattempo i costi erano lievitati a 3,5 milioni.

Nel 2012 avete annunciato persino la vendita della farmacia per finanziare il palasport, che era già salito a 3,6 milioni. E quando Nervo sottolineava che una struttura simile avrebbe avuto costi di gestione da 250mila euro annui ci rispondevate che eravamo esagerati, insensibili, che non capivamo che il palasport sarebbe stato il futuro del paese, per il teatro, la musica, la danza, i giovani…

Salvo adesso dover leggere che rinunciate perché, stando a vostre testuali parole: i notevoli costi di gestione non troverebbero copertura di bilancio e che la costruzione assorbirebbe risorse necessarie per opere più importanti! Ma io mi domando veramente se son finito su “Scherzi a parte”: in pratica ci avete irriso spocchiosamente per anni, dandoci degli stupidi, per giungere alle stesse conclusioni che noi vi ripetevamo fin dallo scorso decennio”.

Alberto Sgarlato

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