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Attualità | 17 novembre 2017, 12:42

Spotorno, l’amministrazione comunale: “Tariffe scolastiche e di ludoteca basate su criteri di equità”

Il sindaco: “Già esistenti differenziazioni tra utenti residenti e non residenti”; l’assessore Moretti: “Le tariffe sono state spiegate alle famiglie già lo scorso maggio”; l’assessore Delbono: “Tutto è studiato perché chi ha maggiori disponibilità economiche concorra con l’amministrazione ad aiutare chi è in difficoltà”

Spotorno, l’amministrazione comunale: “Tariffe scolastiche e di ludoteca basate su criteri di equità”

L’amministrazione comunale spotornese replica ai capigruppo di minoranza Matteo Marcenaro, Francesco Bonasera e Francesco Riccobene in merito ad alcune tariffe legate ai servizi comunali, con particolare riferimento alla mensa scolastica, alla ludoteca e al trasporto da e verso le scuole.

La minoranza ha espressamente richiesto di non applicare mai tariffe superiori a quelle previste per la massima fascia di reddito certificata mediante modello ISEE, di tenere in considerazione eventuali differenze tra utenti residenti (che in quanto tali contribuiscono di più con la loro tassazione alle spese comunali) e non residenti, di valutare una riduzione delle tariffe in base alla presenza di più componenti della famiglia che usufruiscono di questi servizi e di prendere in considerazione la nascita di un organismo, rappresentato da alcuni genitori, che sia interpellato e chiamato ad approvare, da gennaio 2018, eventuali ritocchi di queste tariffe.

Commenta il sindaco, Mattia Fiorini: “Partiamo dal presupposto imprescindibile per il quale l’introduzione dell’ ISEE (Indicatore Situazione Economica Equivalente) è, per legge, essenziale ai fini dell’accesso alle prestazioni sociali agevolate, tra cui figurano i contributi ed integrazioni a rette per asilo nido, per servizi integrativi o innovativi per la prima infanzia, contributi economici per i servizi scolastici, contributi per servizi alla persona, borse di studio, agevolazione per i servizi di pubblica utilità, assistenza domiciliare, servizi integrativi per la prima infanzia, mensa scolastica, asili nido).

In linea di principio l’Amministrazione Comunale determina, sulla base dei costi del servizio (diretti ed indiretti), la tariffa in base a criteri di sostenibilità economica, equità, efficacia ed efficienza del servizio stesso. In base a criteri di equità, una volta determinata la quota parte dei costi di copertura del servizio che l’Amministrazione è nella possibilità di sostenere, si devono stabilire delle tariffe differenziate, volte ad agevolare la fruizione del servizio in base alle reali possibilità economiche dei cittadini.

Volendo parlare di numeri, prendiamo ad esempio il servizio di mensa: la somma del costo dei singoli pasti, delle utenze di gas e luce utilizzate per il confezionamento dei pasti presso la cucina della scuola dell’infanzia, della retribuzione del personale per il tempo impiegato permette di arrivare a definire il reale costo del pasto, pari a 6.25 euro.

Gli utenti non residenti pagano tale cifra e pertanto non usufruiscono delle agevolazioni introdotte con la quota di copertura del servizio a carico del Comune. Quindi tale differenza esiste, ed è proprio quella dell’accesso alle tariffe agevolate per cui i residenti vedono ridurre i costi dei servizi in base alle proprie possibilità economiche, come previsto anche dalla Corte dei Conti Ligure. Riguardo alla richiesta invece di non applicare mai ai residenti tariffe superiori a quelle previste per la massima fascia di reddito, ricordo che l’Amministrazione Comunale, nella bozza di delibera delle nuove tariffe elaborata per la stesura del nuovo bilancio di previsione, ha previsto l’aggiunta di una fascia ulteriore tra i 40 e i 60mila euro e la cancellazione della fascia “oltre”. In tale modo l’utente residente potrà decidere di richiedere l’accesso a tariffe agevolate solo se l’ISEE corrispondente è inferiore a 60mila euro, che si ritiene un limite superiore sufficiente oltre il quale il nucleo familiare è nelle possibilità di pagare il costo reale del servizio.

Non risulta accoglibile la richiesta di acquisire un parere in merito alle nuove tariffe per mezzo di un organismo con rappresentanti dei genitori e del Consiglio, in quanto si porrebbero questioni di metodo con tutte le altre tariffe (parcheggi, nido, ludoteca, campo solare) per le quali non è ovviamente fattibile la costituzione di comitati e questioni di merito per cui gli organi che ad oggi deliberano ed approvano le tariffe (Giunta, Commissione Consiliare e Consiglio Comunale) dispongono già delle possibilità di interagire ed informare la componente di utenti che fruiscono dei servizi, attraverso l’Ufficio che eroga il servizio e gli incontri informativi tenuti dagli assessori competenti".

Aggiunge l’assessore alla famiglia e all’infanzia Giulia Moretti: “Per quanto riguarda i servizi di Campo solare, Micronido e Ludoteca, di cui mi occupo personalmente, ho svolto un incontro con i genitori nel maggio scorso in cui ho condiviso il nuovo sistema tariffario per la ludoteca che sarebbe entrato in vigore da settembre.

Questo momento di condivisione delle modifiche alle tariffe è stato precedente all’apertura delle iscrizioni ai servizi, pertanto le famiglie interessate hanno ricevuto da me in primis, e poi dagli uffici nel momento dell’apertura delle iscrizioni, tutte le informazioni necessarie e in tempi adeguati, contrariamente a quanto sostenuto dai consiglieri di minoranza in questa mozione. Per quanto riguarda la riduzione delle tariffe per famiglie con più figli iscritti al medesimo servizio, la situazione attuale prevede uno sconto sul secondo figlio e la gratuità sul terzo per il campo solare e la riduzione sul secondo per il micronido.

In queste settimane stiamo definendo le agevolazioni tariffarie che saranno introdotte dal 2018 e ci impegniamo ad introdurre riduzioni tariffarie per tutti i servizi; in particolare per il campo solare e la ludoteca una riduzione del 20% sul secondo figlio, gratuità del terzo. Per micronido, mensa e scuolabus la riduzione del 20% dal secondo figlio in avanti, applicabili esclusivamente ai residenti e a chi avrà consegnato il modulo Isee, necessario per ogni forma di agevolazione".

Spiega inoltre l’assessore ai servizi sociali Davide Delbono: “Il nostro riferimento, per quanto riguarda i Servizi Sociali e le prestazioni sociali è il DSS n. 7 Savonese e in particolare il comune capofila, Savona, che già nel 2015 ha introdotto l’obbligatorietà dell’ISEE per le prestazioni sociali agevolate. Per le fasce reddituali basse e intermedie il costo del buono pasto della mensa al micronido è sceso fino a 50 centesimi a pasto in meno e per la mensa delle scuole primaria e secondaria fino a 1 euro e 15 centesimi in meno. Solo la fascia alta, sopra i 40mila euro, ha subito rincari rispettivamente per il micronido di 25 centesimi e di 35 per la scuola primaria e secondaria. Lo stesso vale per lo scuolabus, dove chi ha un ISEE fino a 15mila euro paga 5 euro in meno al mese mentre gli aumenti scattano per ISEE maggiori di 25mila euro. Chi non presenta ISEE paga la tariffa massima completa.

In questo modo, come citato prima e facendo un raffronto con la delibera previgente (con sola distinzione tra residenti e non), il maggior gettito ricavato dai non residenti (pochi) e dagli utenti con ISEE sopra la soglia dei 40mila euro o che non hanno presentato dichiarazione ISEE riesce a coprire parte delle minori entrate dovute agli sconti riservati alle fasce di reddito più basse o le esenzioni, andando a costituire, insieme allo stanziamento dell’Amministrazione Comunale, un sistema equo di politica tariffaria in cui chi ha maggiori possibilità economiche concorre con l’Amministrazione Comunale a ridurre i costi per i nuclei familiari in difficoltà.

Infatti, sempre in un senso di equità e di welfare, ricordiamo che i figli delle famiglie in carico ai Servizi Sociali sono esentati dal pagamento dei servizi.

Nell’anno scolastico 2016-2017 erano 157 i bambini che fruivano del servizio mensa, diventato 189 nell’anno scolastico in corso; sono 31 bambini in più, al netto dei 12 che hanno optato per la fruizione del pasto portato da casa (è diritto delle famiglie richiedere ciò e la scuola deve ottemperare alla richiesta e nulla ha a che fare con l’introduzione dell’ISEE), che sono iscritti e frequentano la mensa. Un altro dato importante è che 80 tra fruitori del micronido e delle scuole primaria e secondaria hanno beneficiato dell’introduzione delle fasce ISEE e pagano meno il buono pasto rispetto agli anni passati.

Sempre riguardo al servizio mensa ci terrei a precisare che lo scorso 22 settembre ho incontrato i rappresentanti di classe dei genitori a cui ho illustrato le nuove tariffe e concordato agevolazioni sulle tempistiche per la presentazione dei modelli. La scadenza concordata con famiglie e uffici è il 30 novembre, infatti molti ISEE stanno pervenendo in questi giorni.

Ricordo infine che la nostra amministrazione a inizio anno, con manifestazione di interesse, ha dato un locale comunale in comodato d’uso a un patronato che ha aperto uno sportello settimanale dove è possibile fare diverse pratiche, tra cui l’ISEE. Visto l’apprezzamento di questo servizio da parte dei cittadini, il comodato sarà rinnovato nuovamente attraverso una manifestazione di interesse”.

A. Sg.

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